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Perché visitare Napoli Sotterranea e quale percorso scegliere

Visitare Napoli sotterranea

Quando abbiamo deciso di trascorrere un week end a Napoli, tutti ci hanno detto che avremmo dovuto assolutamente visitare Napoli sotterranea, per scoprire una parte importante e inaspettata della storia di questa città. Cercando su internet avevamo trovate molte informazioni ma tra Napoli sotterranea, Napoli borbonica, Galleria Borbonica, non capivamo bene se fossero più modi di chiamare la stessa cosa oppure no. Quindi con questo articolo cercherò di fare chiarezza, raccontandovi la nostra esperienza e perché visitare Napoli Sotterranea, anche con i bambini.

Noi abbiamo iniziato il nostro percorso della Napoli Borbonica da palazzo Serra di Cassano in via Monte di Dio sulla collina di Pizzofalcone (alle spalle di Piazza Plebiscito), attraverso il percorso Via delle Memorie.

I palazzi nobili costruiti a partire dal ‘500 furono costruiti con il tufo estratto da sotto terra. Proprio come questo palazzo da dove inizia il percorso e di cui, durante la visita, è possibile ammirare il cortile ottagonale e l’imponente scalone. Un palazzo affascinante e misterioso il cui portone principale che si affaccia sul Palazzo Reale fu chiuso (e da allora mai riaperto) dal Principe Serra di Cassano nel 1799, in segno di protesta per la morte del figlio, giustiziato perché considerato partecipante alla rivoluzione napoletana di quegli anni.

Da una porticina del palazzo, si scende giù per accedere agli spazi gestiti da Interno A14 che un tempo ospitavano la falegnameria del Palazzo Serra di Cassano e dove oggi è allestito un piccolo museo della guerra con oggetti ritrovati durante gli scavi.

Da qui una lunga scala conduce verso il sottosuolo della città e le prime cave di tufo, proprio quelle ottenute per la costruzione del palazzo.

Dopo l’estrazione del tufo, nel ‘600 i sotterranei della città di Napoli furono trasformati in cisterne per la raccolta delle acque e rimasero in uso fino all’epidemia di colera diffusasi a fine Ottocento.

In corrispondenza dei pozzi è ancora oggi possibile vedere la mummarella ovvero l’anfora per tirare su l’acqua dall’acquedotto, costruita con forma e materiale adeguata ad essere tirata su e resistere ai colpi sui muri di tufo.

Peraltro da molte abitazioni si poteva tirare su l’acqua tramite un pozzo al quale aveva accesso il “pozzaro”, uomini che con destrezza camminavano lungo i cunicoli arrampicandosi per i pozzi.

Questi uomini, tramite i pozzi entravano nelle case e proprio da loro nasce la leggenda de “o monaciello“, uno spiritello invisibile al quale venivano attribuite sparizioni di oggetti, ma anche gravidanze inattese. Insomma un capro espiatorio di fatti e misfatti che accadevano nelle case dell’epoca.

La vicinanza delle cisterne con le fogne fu poi la principale causa della diffusione del colera e infatti poi furono chiuse.

Il percorso si intreccia poi con un altro pezzo di storia ovvero la Galleria Borbonica. Questa galleria fu commissionata da re Ferdinando II a metà del XIX secolo per fuggire dal Palazzo reale e poter correre verso il mare e i palazzo sede del suo esercito. Il progetto ambizioso consisteva nel costruire una galleria di 400 metri, larga 12 e percorribile anche con le carrozze. Durante la sua costruzione si trovò però a intrecciare il suo percorso con cisterne e acquedotti, e così l’architetto dovette in parte rivedere il progetto in corso di realizzazione con la costruzione ad esempio di un ponte per passare sopra ad una grande cisterna.

La galleria non verrò però di fatto mai usata, il re morì e suo figlio regno per un brevissimo tempo prima dell’arrivo di Garibaldi e la famiglia Savoia non fu per nulla interessata alla sua costruzione.

Così 100 anni dopo, queste gallerie furono utilizzate dal genio militare come rifugio antiaereo per i napoletani durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

90 scalini al buio da fare di corsa al suono delle sirene. Una discesa che provocava molti feriti e infatti vicino agli ingressi si vedono ancora che erano stati posizionati i bagni (pochissimi per il numero di persone che arrivavano) ma soprattutto l’infermeria.

Passeggiando tra le gallerie e ascoltando i racconti della nostra guida ci è sembrato quasi di sentire il rumore degli aerei, dei passi veloci delle 5.000 persone che scendevano giù dalle scale di corsa, la ressa di coloro che correvano per salvarsi verso corridoi che si facevano sempre più stretti.

E qui nei sotterranei di Napoli trascorrevano lunghe notti, interi giorni o settimane, senza la luce del sole, senza servizi igienici a sufficienza e con pochissimo cibo.

Senza contare che le persone che non ritrovavano più le loro case, erano costrette a scendere di nuovo in questi sotterranei e viverci fino a che non trovavano un nuovo alloggio.

Napoli fu la città più bombardata d’Italia, prima dagli inglesi preannunciati dalle sirene del coprifuoco e poi senza invece alcun preavviso dagli americani nel ’43. Questi sotterranei furono la casa di migliaia di persone, uomini, donne, bambini e anziani che trascorsero qui così tanto tempo che quasi nessuno di loro a distanza di decenni è voluto più scendere per quei 90 gradini. Pochissime le testimonianze di coloro che sono tornati giù e hanno ricordato i graffiti lasciati sui muri, gli oggetti abbandonati e il buio dei lunghi giorni trascorsi qui.

Dopo la guerra queste galleria hanno continuato la loro storia come deposito giudiziario di mezzi sequestrati. Ecco perché nell’ultimo tratto della galleria si trovano testimonianze di bellissime auto d’epoca usate magari per il contrabbando delle sigarette, vespe anni ’50, moto e tanti mezzi mai riscattati.

Visitare Napoli sotterranea significa scoprire davvero un tesoro di valore inestimabile.

L’associazione borbonica che ha rintracciato questo percorso, i suoi intrecci e le gallerie che hanno unito i progetti attraverso gli anni, sta tutt’oggi proseguendo il suo lavoro. I sotterranei erano infatti pieni di materiale di scarto buttato dai cunicoli quando in passato si erano ritenuti pericolosi e sta via via ripulendo gli ambienti riportando alla luce stanze e oggetti storici legati alla città.

Ecco perché visitare Napoli Sotterranea, un percorso attraverso 500 anni di storia che merita di essere ascoltata dalla voce dei volontari dell’associazione borbonica, che abbiamo trovato molto preparati e profondamente legati a questa importante testimonianza storica della loro città.

L’intreccio delle vicende, il camminare tra cunicoli, cisterne, acquedotti e mezzi d’epoca è senza dubbio avvincente anche per i bambini che forse in cuor loro si aspettano davvero di intravedere nella penombra un vero e proprio “munaciello”..


Per info e prenotazioni: www.galleriaborbonica.com

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