La nostra visita al Museo dell’Opera del Duomo con Mamma Cult

Fare i turisti nella nostra bella Firenze è sempre una gran soddisfazione. Se poi c’è la possibilità di visitare uno dei più bei musei presenti in città con una guida su misura per bambini, lo è ancora di più! E’ nata così la nostra visita guidata in collaborazione con Mamma Cult al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

Mamma Cult è un portale online dove è possibile prenotare visite guidate per famiglie nella propria città, ma anche laboratori, escursioni naturalistiche e tante altre attività family friendly. Le visite si adattano ai bambini da 0 a 13 anni e vengono organizzate principalmente nel week end.

Avevamo in mente la visita di questo museo da tanto tempo ma con un bambino ci sembrava un pò “impegnativa”, così quando ho letto che Mamma Cult stava organizzando una visita ad hoc ho pensato fosse l’occasione giusta. Mariagrazia, la guida incaricata per questa visita, ci ha accompagnati tutti (grandi e piccini) attraverso le sale del museo svelandoci i misteri e la storia che stanno dietro ad ognuna delle opere presenti.

Il Museo dell’Opera del Duomo raccoglie le opere originali provenienti dal grande complesso religioso di Firenze costituito dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto, la Cupola del Brunelleschi e il Battistero antistante. Queste opere furono infatti spostate dalla loro collocazione originale per svariati motivi storici.

Siamo entrati un pò timidamente nel museo ma Mariagrazia ci ha fatto sentire subito a nostro agio fra queste meravigliose opere, raccontandoci aneddoti e curiosità sulla loro realizzazione.

Sapevate ad esempio che nella sala principale del museo dell’Opera del Duomo, chiamata del Paradiso, è stata interamente ricostruita la facciata del Duomo e vi si trovano le statue originali che la Famiglia Medici fece smantellare per commissionarne di nuove? Ebbene si, decisero di ammodernare la facciata, cancellando l’impronta medioevale della chiesa per adeguarla allo stile rinascimentale dell’epoca. Fra tutte queste statue risaltano indubbiamente la Madonna con gli occhi di vetro di Arnolfo, affiancata da San Zanobi e Santa Reparata (la santa alla quale era stata dedicata la vecchia cattedrale).

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Sempre in questa sala, sono esposte 2 delle porte originali del Battistero, quella Nord e quella del Paradiso, entrambe realizzate in bronzo dal Ghiberti. 25 anni di lavorazione ciascuna e nelle cui formelle si racconta l’evoluzione dell’arte orafa. Nella prima, quella Nord, ci sono i primi accenni di prospettiva, che poi in quella del Paradiso, Ghiberti attuò in modo più marcato, dati anche i contemporanei studi di Donatello su questa tecnica.

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In quest’ultima, infatti, ogni formella ha una vera e propria evoluzione dello spazio: dallo sfondo della scena quasi come un dipinto, ai personaggi in primo piano che sono dei veri e propri altorilievi.

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Non a caso era la porta più bella del Battistero dalla quale uscivano i battezzati: entrati come neofiti dalla porta Nord si incontravano nel centro del Battistero con i preti arrivati da quella Sud e, una volta ricevuto il sacramento, uscivano dalla Porta del Paradiso per dirigersi verso la Cattedrale.

Nel museo dell’Opera del Duomo c’è poi la Cupoletta, la “finta” cupola costruita dal Brunelleschi per gli operai che vi lavoravano e fatta per mostrare loro come porre i mattoni. Intere squadre di muratori si muovevano infatti insieme a spina di pesce per costruire questa imponente opera fatta da una cupola interna (quella vera) in grado di sostenere il peso della struttura, ed una più leggera, esterna, che fornisce l’estetica alla struttura perchè fatta con mattoncini rossi, che sembrerebbero rappresentare la Madonna.

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Al primo piano si trovano invece le sculture e le formelle originariamente poste sul Campanile di Giotto che rappresentavano la storia dell’uomo, non dal punto di vista religioso ma seguendo il filo delle scoperte fatte nella medicina, nell’astronomia  e nelle altre scienze, ognuna collegata ad una virtù oppure ad un pianeta.

Altre bellissime opere presenti nel museo sono le cantorie del Duomo, una di Luca dela Robbia, l’altra di Donatello, l’altare interamente in argento dedicato a San Giovanni e usato a copertura dell’altare presente in basilica in occasione della festa del santo.

Poi ci sono i modelli preparati commissionati dai Medici agli artisti dell’epoca per l’ideazione della nuova facciata del Duomo. I modelli sono ovviamente di epoca rinascimentale e avrebbero dovuto sostituire quella smantellata dai nobili fiorentini che invece apparteneva all’epoca medioevale.

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2 bellissime opere hanno poi concluso la nostra visita guidata: Santa Maria Maddalena, la scultura in legno in cui Donatello ha rappesentato la sofferenza e la Pietà di Michelangelo.

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Quest’ultima rappresenta Gesù tolto dalla croce da Nicodemo, presente alle sue spalle, con Maria e Maddalena invece ai lati. Fu realizzata quando Michelangelo era molto anziano e non ci vedeva quasi più; questo, insieme alla difficoltà di lavorare il mramo, non gli fecero terminare l’opera (manca infatti una gamba a Gesù) e liberare, si dice, la sua anima.

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Se vi state chiedendo come sia possibile soffermarsi davanti a queste opere con un bambino e ascoltare la storia che c’è dietro ognuna, vi dico che con Mamma Cult questo è possibile. Mariagrazia aveva innanzitutto portato del materiale didattico per fare una sorta di caccia al tesoro di alcuni particolari delle opere e poi ha fatto un sacco di domande ai più piccoli (ma anche a noi) per ricostruire con il nostro aiuto le origini e la storia delle statue. In questo modo siamo stati tutti coinvolti e ancora più incuriositi dai misteri che ci sono dietro.

Davvero una bella esperienza che mi sento di consigliare alle famiglie, per avvicinare i bambini alla bellezza dell’arte delle nostre città.

Grazie ancora a Mamma Cult per questa visita al Museo dell’Opera del Duomo e ci auguriamo di rivederci presto!

Per maggiori informazioni visitate il sito

Mamma Cult

3 giorni a Caorle con i bambini

Quest’anno per le nostre ferie di agosto siamo partiti in uno dei giorni da bollino NERO e così anzichè avventurarci in una tappa in macchina che rischiava di diventare troppo lunga per il traffico (eravamo diretti in Croazia, ci avete seguito con l’hashtag #girovagandoversolacroazia?), abbiamo optato per una sosta intermedia tutta italiana. Così ci siamo fermati 3 giorni a Caorle: una cittadina sul mare, 60 km dopo Venezia, caratteristica per le sue casette colorate, i bellissimi percorsi in bicicletta, i ristorantini di pesce, i cartocci di fritto da passeggio e i dintorni da scoprire. 3 giorni che ci sono serviti per passare dal grigio della scrivania ai colori delle ferie, dai pranzi frugali di lavoro ai lunghi aperitivi veneti a base di Spritz e sarde in saor, in un posto decisamente adatto ai bambini. Tantissime sono, infatti, le possibilità che Caorle offre per le famiglie.

Ecco quindi come abbiamo organizzato i nostri 3 giorni a Caorle.

Innanzitutto avevamo portato la bici per nostro figlio mentre per noi avevo fatto attenzione a prenotare un hotel che ne avesse alcune in dotazione. Ho scoperto quando poi ero lì che praticamente tutti gli alberghi, anche quelli più piccoli ne hanno sempre un certo numero a disposizione, questo vi fa capire quanto la bici sia il mezzo più usato per gli spostamenti ed esplorare la città: le piste ciclabili infatti attraversano interamente la cittadina e i suoi dintorni.

Caorle è principalmente famosa per il suo centro storico da cartolina: casette colorate e camini che svettano sui tetti, persiane dai colori che contrastano con le facciate, calli in stile veneziano e un duomo romanico su cui svetta il famoso campanile cilindrico e anche un pò pendente.

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E’ divisa praticamente a metà da un piccolo promontorio su cui si trova il Santuario della Madonna dell’Angelo che fa da spartiacque tra la spiaggia di Levante e quella di Ponente. La prima molto più larga, a forma di mezza luna e che dal Santuario si estende verso Trieste, la seconda più stretta (si fa per dire) e, se vogliamo, più vicina al centro e alla zona pedonale.

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Entrambe sono attrezzatissime: servizio spiaggia, docce, bar, ristoranti, giochi per bambini, ampie zone per il gioco libero.

Proprio per questo il primo giorno lo abbiamo completamente dedicato al mare e al relax sulla spiaggia.

L’hotel 3 Rose dove abbiamo alloggiato è un grazioso albergo a gestione familiare che si trova dalla parte della spiaggia di Ponente, vicinissimo alla zona pedonale, a 150mt dal mare e con servizio spiaggia incluso. Cosa volere di più per il nostro primo giorno di ferie? La spiaggia è completamente sabbiosa e il fondale basso, molto adatto quindi ai bambini. Senza contare che per pranzo abbiamo potuto scegliere uno dei ristoranti che si trovano proprio lungo la spiaggia e gustare un bel piatto di spaghetti alla busera, piatto tipico della zona.

Nel pomeriggio, dalla spiaggia di Ponente siamo andati a piedi verso il Santuario della Madonna dell’Angelo che ricorda l’anima marinara di Caorle; pare infatti che l’effige della Madonna sia stata ritrovata dai pescatori nel mare in tempesta. Per raggiungerlo abbiamo attraversato quella che viene definita la passeggiata più bella dell’alto Adriatico: la Scogliera Viva, un tratto di lungomare dove gli scogli sono stati trasformati in vere e proprie sculture all’aria aperta da artisti proveniente da tutto il mondo. Questa passeggiata insieme ai colori delle casette del centro storico di Caorle, sono le due cose che sicuramente ci sono rimaste più impresse nella mente.

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Lungo la scogliera, infatti, ci siamo tornati più volte durante i nostri giorni di permanenza in città. Al tramonto è forse il momento migliore per godersi questa passeggiata: il colore del sole che accarezza il Santuario e la lunga scogliera davanti sono davvero un paesaggio da cartolina, senza contare che ci siamo divertiti molto a scovare ogni volta forme e significati nuovi nelle sculture presenti.

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La sera il centro di Caorle si anima con i ristoranti, i tavoli all’aperto, le gelaterie, i negozi, i vicoli che pullulano di gente e tutto crea una piacevole atmosfera di relax e allegria.

Per la nostra prima cena in ferie abbiamo optato per il ristorante All’Anguilla, d’obbligo prenotare perchè è davvero molto frequentato. L’ambiente è molto curato, il servizio impeccabile e il fritto di calamari con polenta arrosto davvero da provare. Questo ristorante è di fascia medio alta, ma per una sera, la prima delle nostre ferie, ci stava tutto! 🙂

Il giorno seguente, siamo usciti di buon mattino e con la bici del piccolo e quelle a disposizione nel nostro hotel siamo andati fino ai Casoni di Caorle: 12 km di pista ciclabile che ci ha condotti alla scoperta della laguna e delle antiche abitazioni dei pescatori.

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Per raggiungerli si deve percorrere il lungomare della spiaggia di Levante, superare la zona dei campeggi e poi imboccare la ciclabile Palagon Falconera. Arrivati all’inizio della ciclabile, abbiamo iniziato un bellissimo percorso in mezzo alla natura lungo un crinale (sterrato) che separa la laguna dai campi coltivati. I Casoni sono delle abitazioni di legno con il il tetto spiovente e le pareti fatti di canne e sollevate da terra per sfuggire al pericolo delle alte maree. Servivano da rifugio per i pescatori, da riparo per le attrezzature da pesca ma anche da abitazione.

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Il primo fra quelli che abbiamo incontrato lungo la ciclabile è stato adibito a ristorante, mentre gli altri sono a tutti gli effetti delle abitazioni. Arrivati verso la fine del percorso, si giunge all’Isola dei pescatori caorlotti, una vera e propria isola nella laguna dove sono stati costruiti nel passato diversi Casoni. Il primo che ci siamo trovati davanti era visitabile e ci ha permesso di scoprire la vita all’interno, i campi coltivati intorno, le tecniche usate per la costruzione dei casoni e le opere di artigianato realizzate dai pescatori stessi.

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Dopo questa bella pedalata, che é consigliabile fare la mattina presto, ci siamo rilassati a mare ma, siccome fermi non riusciamo a stare e avendo letto i consigli di altre blogger, nel pomeriggio abbiamo affittato un risciò. Anche di questi, come delle biciclette, ce ne sono e se ne affittano tanti, così abbiamo fatto un bel  giretto fino al tramonto fermandoci alla fine lungo la Scogliera Viva che in questo momento della giornata raggiunge il suo pieno splendore.

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Nei giorni trascorsi a Caorle non ci siamo fatti mancare mai l’ora dell’aperitivo, d’altronde siamo nella patria dello Spritz, che dovevamo fare? Fra tutti mi va di consigliarvi quello al Porto dove la bevuta viene accompagnata da dei deliziosi cicchetti a base di baccalà, sarde in saor e altre specialità del posto.

Per cena abbiamo optato per una trattoria più “alla mano” che ci è piaciuta così tanto che ci siamo tornati anche il giorno dopo: si tratta dell’Hostaria Vecia, un ristorantino che nel marasma dei locali acchiappa turisti si distingue per la gestione (tutti ragazzi giovani molto allegri e cortesi), per la qualità delle portate e la bontà delle ricette. Vi consiglio di assaggiare i primi, in particolar modo gli spaghetti all’hostaria con radicchio trevigiano e gamberetti o gli spaghetti all’imbriagone con il nero di seppia e le seppie stesse cotte nel vino bianco. Se poi siete dei golosi come me, assaggiate anche la Polenta dolce di Caorle a base di pan di spagna e crema…una vera delizia!

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Il terzo giorno a Caorle, il tempo era un pò incerto e così abbiamo optato per un giro nei dintorni. Le strade in questa zona del Veneto orientale passano in mezzo a distese sconfinate di mais e viti e accanto a siti di alto interesse naturalistico, si trovano borghi di pregio ricchi di patrimoni artistici. Consultando la guida e seguendo i consigli ricevuti dal personale del nostro Hotel, ci siamo infatti diretti per prima cosa  a Concordia Sagittaria, storica colonia militare dell’Impero Romano e famosa per il suo bellissimo duomo con annesso battistero, appunto romanico, che la rese un centro nevralgico per la diffusione del Cristianesimo.

Concordia-Sagittaria

Proseguendo ci siamo fermati a Porto Gruaro, collegato a Concordia addirittura da una pista ciclabile lungo il fiume Lemene e comunque a metà strada tra Trieste e Venezia. Accedendo attraverso il parco posto lungo il confine del paese (e dove c’è il parcheggio per lasciare le auto), si viene catapultati lungo il fiume e davanti agli storici mulini. Qui, a parer mio, sembra di essere trasportati con la mente in Provenza, in particolare a Fontaine De Vaucluse: l’atmosfera che si respira è la stessa e anche il paesaggio, con i mulini e le cascate, mi ricorda molto quello del paesino nel sud della Francia.

Porto-Gruaro

Il centro storico é poi caratterizzato da lunghe file di palazzi signorili di epoca veneziana e dai portici che uniscono il nucleo centrale con le antiche porte di accesso alla cittá. Seguendo il loro percorso, vi ritroverete davanti al Duomo di Sant’Andrea, il Municipio con la facciata arricchita con le merlature e alla fontana con le gru, simbolo della città.

L’ultima sosta della giornata l’abbiamo fatta a Sesto al Reghena per visitare l’abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis, di epoca romanica intorno alla quale sorgeva l’antico borgo. Un luogo abbastanza insolito, gli edifici del complesso si affacciano infatti su una corte alla quale si accede attraverso un torrione e anche molto suggestivo per il silenzio e la pace che trasmette. D’estate all’interno della corte vengono organizzati anche concerti e spettacolo teatrali.

Questi i nostri 3 giorni di inizio ferie a Caorle, rimanete sintonizzati perchè il diario continua con le tappe successive del nostro viaggio in Croazia!

Per informazioni sulla città di Caorle vi segnalo i siti:
www.visitcaorle.it
www.caorlespiaggia.it

2 posti speciali dove dormire in Istria

Il nostro viaggio in Croazia ha abbracciato per gran parte l’Istria: abbiamo scoperto infatti che ci sono tantissime cose da vedere, tanti borghi da visitare, tanti parchi da attraversare, tanto mare e spiaggie da cartolina e così ci siamo presi il nostro tempo.
Abbiamo disegnato le nostre tappe dividendo le soste in due cittadine così che potessero essere da base per tutte le escursioni che avevamo in mente di fare: Rovigno e Fažana.

In questo post voglio quindi parlarvi di due posticini speciali dove alloggiare e che mi sento di consigliarvi per la vosta vacanza in Croazia.

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La natura incontaminata del Parco di Kamenjak

Una delle nostre escursioni verso l’estremo sud dell’Istria, partendo da Fazana, è stata alla scoperta del Parco di Kamenjak nella penisola di Premantura, area naturalistica protetta dal 1996. 30km di costa completamente disabitata e incontaminata che fanno di questo luogo un vero e proprio angolo di paradiso.
Il parco è un angolo di terra selvaggia, dove per tutto il tempo si è accompagnati da un denso profumo di piante mediterranee. Qui infatti nascono fiori selvatici rari, come alcune specie protette di orchidee. L’acqua del mare è verde smeraldo e crea delle insenature frastagliate da cartolina.

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Noi abbiamo trovato un giornata particolarmente ventosa (tirava proprio la bora), ma non ci siamo scoraggiati e ci siamo messi alla caccia di insenature riparate e incontaminate. Abbiamo attraversato tutto il parco in auto, seguendo la mappa che trovate sul sito e che viene fornita anche all’ingresso. Le spiaggie sono quasi sempre ben indicate e non abbiamo avuto problemi di nessun tipo.

Ecco quindi il nostro itineario all’interno del parco di Kamenjak .

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