Cosa vedere a Pisa in un giorno

In Toscana non mancano borghi e città da visitare ma a volte diamo per scontato i luoghi più conosciuti nel mondo. E così, come nel mio caso, erano passati quasi 20 anni dalla mia ultimi visita alla città di Pisa.
Complice la curiosità di Simone nel vedere la Torre pendente, abbiamo organizzato una domenica alla scoperta di questa città. Se non avete grosse pretese (ad esempio nel voler visitare più mostre e musei), un giorno è sufficiente per visitare le principali attrazioni e camminare per il centro storico di quella che fu una ricca e fiorente Repubblica Marinara del Medioevo.

Vi lascio quindi i nostri consigli su cosa vedere a Pisa in un giorno.

Piazza dei Miracoli

E’ la piazza dove si concentrano le opera architettorniche simbolo della città.

Proclamata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è da sempre il centro religioso per eccellenza, i cui monumenti rappresentano le tappe principali della vita di un uomo: la nascita con il Battistero, la vita con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la morte con il Camposanto.

La Piazza è circondata da un immenso prato verde che genera un bel contrasto cromatico con il bianco dei monumenti e che fa venire una gran voglia di sdraiarcisi sopra come effettivamente fanno studenti e turisti nelle giornate belle.

La costruzione della piazza iniziò a partire dall’XI secolo con la realizzazione della Cattedrale nell’epoca in cui Pisa era una fiorente Repubblica Marinara. La stessa piazza ha poi subito nei secoli varie modifiche, ampliamenti e ristrutturazioni, oltre che l’edificazione delle porte di accesso.

Nell’epoca mediceo-lorena furono addirittura costruiti degli edifici intorno ai monumenti, poi abbattuti dall’architetto Alessandro la Gherardesca che nel XIX secolo diede alla piazza l’attuale struttura e aspetto. Gli ultimi ritocchi risalgono al periodo fascista con il posizionamento del monumento La  Lupa di Roma alle spalle della torre e dei 17 cipressi in memoria dei caduti di guerra.

La cattedrale di Santa Maria Assunta

Il duomo di Pisa è in stile romanico, ma raccoglie in sè elementi riconducibili a epoche diverse, da quella classica e quella normanna, bizantina, paleocristiana e araba.
Fu realizzato a partire dal 1064 dall’architetto Buscheto, nel periodo di massimo splendore per Pisa. Tant’è che il mix di stili che la rappresenta, fu proprio voluto perchè la Cattedrale fosse bella quanto San Pietro a Roma, la mosche di Cordoba e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. E se la osservate bene, sia dall’esterno che all’interno, trovere in effetti tanti elementi di ognuna.

All’interno abbiamo ammirato molti capolavori e testimonianze storiche: dal pulpito di Giovanni Pisano, al monumento seplocrare dell’imperatore Arrigo VII, alle spoglie di San Raniero patrono della città.

Il Battistero di San Giovanni

Quello di Pisa è il più grande Battistero al mondo della cristianità.

La sua costruzione iniziò nel 1153 per opera dell’architetto Diotisalvi, grazie all’autofinanziamento che gli stessi Pisani si imposero e durò per oltre 2 secoli.

Il portale di ingresso è rivolto esattamente verso la cattedrale e sulla cupola si possono notare due diverse fatture, secondo alcuni dovute alla mancanza di denaro: tegole rosse nel versante della cupola rivolto verso il mare e lastre di piombo nella parte che volge a levante.
All’interno, la doppia cupola consente un’acustica di altissimo livello e anche molto particolare. Se siete fortunati, pare che si possa assistere a delle dimostrazioni fatte dal personale del museo.

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Il Camposanto monumentale

Sempre su piazza dei Miracoli si affaccia il Camposanto, all’interno del quale sono sepolti personaggi illustri della storia pisana.

Prende il nome dal fatto che qui è stata portata la Terra Santa del Golgota dalle navi pisane di ritorno vittoriose dalla Terza Crociata.

Dall’esterno si notano 43 archi ciechi in marmo bianco e due porte di ingresso. L’interno è un grande chiostro con arcate a sesto acuto dove si trovano dei sarcogafi romani e alle cui pareti furono realizzati nel Trecento degli affreschi sul tema della Vita e della Morte ad opera di Buffalmacco (il protagonista delle novelle di Boccaccio). Purtroppo gli affreschi furono gravemente danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e i lavori di ristrutturazioni, sebbene iniziati subito dopo il conflitto, non sono ancora terminati.

La Torre di Pisa

E’ uno dei monumenti più famosi al mondo ma quanti di voi sanno che in realtà non è solo una Torre ma che si tratta della Campanile della Cattedrale di Pisa?

Fu costruita a partire dal 1173 su progetto dello stesso architetto Diotisalvi che lavorò al Battistero. I lavori iniziarono però su un terreno sabbioso e per questo motivo si fermarono già al momento della costruzione del terzo anello a causa del cedimento dello stesso.

L’opera riprese in più fasi e con diversi tentativi (tutti falliti) di raddrizzare la torre, fino al suo completamento nel secolo successivo quando fu realizzata la cella campanaria.

La Torre è costituita da due cilindri concentrici collegati tra loro da una scala interna a chiocciola, la stessa che si usa per salire in cima.

La sua pendenza pare oggi essersi arrestata grazie ai lavori realizzati alla fine degli anni ’90 (la Torre è rimasta chiusa ai turisti per 10 anni) e che hanno visto la rimozione del terreno sul lato nord e l’installazione di tiranti d’acciaio e contrappesi in piombo di 900 tonnellate.

Detto ciò, potete comunque stare tranquilli perchè la Torre è saldamente in piedi dato che la linea del baricentro cade dentro l’area della base della torre.

Oggi è visitabile, occorre prenotare l’ingresso ed è possibile salire fino alla cella campanaria dove si trovano le 7 campane e da dove si può godere uno spettacolare panorama sulla città e su Piazza dei Miracoli.

Guardate il video qui sotto sulla nostra salita!

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Cosa vedere a Pisa in un giorno – Piazza dei Cavalieri

Centralissima piazza, è il luogo di Pisa con i più importanti edifici storici:

  • il Palazzo della Carovana attualmente sede della Scuola Normale di Pisa
  • la Torre dell’Orologio (o Torre della Fame) dove venne imprigionato il conte Ugolino citato da Dante nella Divina Commedia
  • la Canonica
  • il Palazzo del Consiglio dei Dodici che deve il suo nome all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano che ebbe qui la sua sede
  • la Chiesa di Santo Stefano che custodisce importanti opere di Giorgio Vasari

cosa vedere a pisa in un giorno - piazza dei cavalieri

 

Borgo stretto e Borgo largo

Proseguendo da Piazza dei Cavalieri, si accede alla zona più storica e caratteristiche di Pisa: il Borgo Stretto, una via che vede ai suoi lati dei bellissimi loggiati dove un tempo si svolgeva il mercato cittadino e nei cui palazzi intorno abitava la nobiltà cittadina. Oggi qui si trovano negozi e caffetterie.

Fa parte del Borgo Stretto anche Piazza delle Vettovaglie, uno dei angoli forse più autentici di Pisa. Anche qui un tempo c’era il mercato (ecco da dove deriva il suo nome) e anche oggi sotto ai suoi loggiati ci sono negozi di generi alimentari.

I lungarni

Pisa è divisa in due dal fiume Arno e sulle sue sponde si aprono bellissime vie (più larghe di come sono abituata a Firenze) per passeggiate romantiche, scorci da fotografare e ritrovo per i giovani all’ora dell’aperitivo.

Sui Lungarni si affacciano anche tanto palazzi medioevali e chiese, rendendo la vista ancora più caratteristica.

Una passeggiata, specie al tramonto, è assolutamente da fare.

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Chiesa Santa Maria della Spina

Questa piccola Chiesa si trova esattamente sui Lungarni pisani ed è caratterizzata da una facciata molto particolare in stile gotico, divisa al centro da un pilastro su cui è posta la Madonna con il Bambino tra due angeli.

Deve il suo nome al fatto che un tempo custodiva una delle spine dalla corona di Gesù.

Anche questa chiesa ha subito nel tempo delle modifiche strutturali a causa dei danni provocati dalle piene dell’Arno, tant’è che nel 1871 fu addirittura “smontata” e ricostruita 1 metro più in alto del livello originario.

Cosa vedere a Pisa in un giorno – Informazioni utili

Per prenotare i biglietti di ingresso alla Torre di Pisa, Battistero, Campo Santo e Cattedrale, andare sul sito ufficiale della OPA di Pisa

Una giornata in Val D’Orcia alle Terme di San Filippo

Ai piedi del Monte Amiata, in località Bagni di San Filippo nel cuore della Val D’Orcia, si trovano le Terme San Filippo. Noi non ne avevamo mai sentito parlare fino a che questa estate una nostra amica non ci ha raccontato la sua esperienza e ci ha fatto vedere delle bellissime foto.

Abbiamo quindi preso nota e trovandoci in zona, abbiamo deciso di andarci, approfittando tra l’altro di una giornata di tregua dopo una settimana ininterotta di pioggia.

Terme San Filippo – come arrivare

Per raggiungere la sorgente termale libera, si deve arrivare presso la località Bagni San Filippo a Castiglion d’Orcia che dista circa 2 ore da Firenze e 1 ora scarsa da Castiglion del Lago in Umbria dove ci trovavamo noi.
Arrivati nel piccolo borgo, si devono seguire le indicazioni per le terme libere, parcheggiare l’auto lungo la strada in discesa e proseguire a piedi dentro al bosco. All’ingresso si trovano i bagni (chimici) e qualche tavolo da pic-nic. Bagni non ce ne sono altri, mentre per pranzare si può tranquillamente trovare un posticino all’ombra anche seduti davanti alle vasche termali.

Terme San Filippo – il percorso

Dopo pochi minuti di cammino, si arriva alle prime due pozze ma vi consiglio di non fermarvi e proseguire perchè lo spettacolo è certamente più avanti e queste due pozze non sono poi così calde perchè, tra l’altro, incrociandosi con l’acqua del fiume non riescono a mantenere l’acqua ad alta temperatura.

Seguendo il percorso del torrente Fosso Bianco si scende nel fitto bosco fino a trovarsi, dopo una decina di minuti, al cospetto della Balena Bianca.

Si tratta di un enorme blocco di calcare bianco brillante, chiamato così proprio per la somiglianza con la bocca di una balena e sui cui scorrono le acque termali che qui sgorgano a 48 gradi, formando una cascata caldissima. Alla vostra destra, si aprono poi un pò di piscine naturali in cui si riversa la sorgente.

Terme-San-Filippo-vasca

Ricordate che è vietato arrampicarsi sulla Balena Bianca data la fragilità del calcare.

La quantità d’acqua che sgorga dalla sorgente cambia spesso e anche i colori della formazione calcarea offrono continuamente uno spettacolo diverso. Per esempio in autunno e inverno, quando le acque termali si mescolano con la pioggia che contiene materiale organico, la roccia assume delle sfumature marroni e rossastre. 

Ai piedi dell’enorme roccia, con le spalle appoggiate alla parete su cui scorreva la cascata calda, ci siamo goduti gli effetti rigenerativi delle acque termali, facendo anche qualche impacco con il fango termale che si trova nel fondo delle pozze e che ci ha reso la pelle morbida e levigata.

Le acque delle Terme San Filippo hanno proprietà analgesiche e anti infiammattorie e sgorgano in una zona, la Val d’Orcia, che è nota fin dall’antichità per questo tipo di sorgenti di cui è molto ricca.

Noi abbiamo trovato un bel pò di gente e anche tante famiglie. Vista la temperatura dell’acqua e la conformazione delle vasche, consiglio la visita alle famiglie con bambini di almeno 5/6 anni.

Terme-San-Filippo-cascata

Terme di San Filippo – cosa portare

Le terme sono accessibili e libere tutto l’anno. Non ci sono spogliatoi quindi il mio consiglio è di indossare il costume a casa e portare un paio di teli per asciugarsi e cambiarsi una volta usciti dalle pozze.  Utili anche delle scarpe infradito per raggiungere l’acqua o meglio ancora le scarpette da scoglio (tipo queste che trovate su Amazon) soprattutto se non amate il contatto con il fondale melmoso.

Indispensabile poi un sacchetto dove rimettere la roba bagnata e una bottiglia di acqua dolce per sciacquarsi mani e viso dato che la sorgente lascia addosso una patina bianca che può risultare fastidiosa, specie ai bambini!

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Viaggiare dopo il Coronavirus: Livorno, l’acquario e il suo bellissimo lungomare

Tornare a viaggiare dopo il Coronavirus e il periodo storico che stiamo vivendo, non sarà facile. Ma una cosa è certa: dovremo ripartire dall’Italia per far risorgere il nostro paese.
Da qui nasce la mia serie di articoli, nuovi e rivisitati, che vi porteranno alla riscoperta dell’Italia, tra posti più o meno noti. Iniziamo dalla Toscana, da una città scoperta qualche tempo fa e che ha tantissimo da offrire. Andiamo a Livorno per scoprire la città, l’acquario e il suo bellissimo lungomare.

Non c’è niente da fare, Firenze cittá bellissima, dove tutto è per tutti, ma quando si vede il mare e si ri-vede una cittá sul mare, l’umore cambia. Passeggiare su un lungomare, sentire le onde che si infrangono e respirare aria piena di mare, è davvero una sensazione che fa aprire il cuore.

Se a questo aggiungete una bella visita all’acquario di Livorno (www.acquariodilivorno.it) dove i bambini si sentono molto coinvolti, la domenica è fatta!

Tempo fa avevo comprato dei coupon con i biglietti di ingresso, qualche amica mi aveva detto che era bellino anche per bambini piccoli e allora perchè farsi scappare lo sconto?

Ci immaginavamo che in una domenica piovosa di autunno ci saremmo rifugiati lì giusto per scavallare la giornata e invece cosa abbiamo trovato? Una bellissima giornata di sole che ci ha permesso di fare oltre che la visita dell’acquario, una bellissima passeggiata sul lungomare.
Certo abbiamo beccato la giornata della Maratona e quindi addio comodo parcheggio sul lungomare o direttamente davanti all’acquario, ma pazienza!

acquario di Livorno - vasca dei pesciSe decidete di andare all’acquario di Livorno, vi consiglio senza dubbio di andarci la mattina, meno gente, si visita con più calma e i bambini sono meno scalmanati.

 

L’acquario di Livorno – il percorso interno

Il percorso inizia con i pesci dei fondali più profondi e così al buio completo con solo le luci blu notte delle vasche, ci siamo addentrati alla scoperta di queste creature. Impossibile frenare l’eccitazione del piccolo davanti ai protaganisti dei suoi cartoni (da Nemo a Spongeebob) ma è stato bello così.

Godetevi il percorso con calma, fermatevi un pò alla Costa degli Etruschi e alla vasca tattile delle Razze, se siete fortunati si staccheranno dal fondale e si avvicineranno al bordo, risalendo un pò e consentendovi di toccarle.
Nella grande vasca Indo-pacifica potrete ammirare le bellissime tartarughe che volteggeranno davanti ai vostro occhi accompagnate da squaletti, dal bellissimo (il mio preferito) pesce scorpione e dal grande Napoleone. Per me questa è stata la più bella…sarei rimasta lì tutta la mattina a correre lungo la vasca inseguendo le tartarughe 🙂

Passando davanti alla vasca caraibica, si arriva a quella del Mediteranneo, l’apoteosi di pesci noti che però visti così da vicino, sono davvero un spettacolo. Le scogliere coralline e l’ultima area marina archeologica greco-romana chiudono il percorso.

L’acquario di Livorno – il percorso guidato con i biologi

Con i bimbi, vi consiglio il percorso guidato nel retro dell’acquario. C’è bisogno di un numero minimo di partecipanti e visto che per noi non si era formato, ci hanno gentilmente inviato a partecipare nel pomeriggio facendoci rientare nell’acquario. Una gentilissima biologa vi spiegherà alcuni retroscena dell’acquario, come danno da mangiare e curano i pesci presenti, la quarantena all’arrivo e tante curiosità per i piccoli molto interessanti!

All’uscita, se la giornata è bella, non perdetevi una passeggiata che dalla bellissima Terrazza Mascagni arriva fino all’Accademia Navale.

Lungomare di Livorno - terrazza Mascagni

Passeggiando per la città, merita certamente una visita la Fortezza Vecchia, ai margini del porto mediceo, il Duomo e soprattutto merita soffermarsi nel quartiere soprannominato la Venezia nuova per i suoi canali, i ponti e palazzi storici.

Infine un’altra prospettiva interessante per conoscere Livorno, è di fare un giro nei Fossi Medicei, un tempo confini della città che servivano anche a difendere la città dagli attachi nemici.

Cosa fare nel Mugello con i bambini

Oggi voglio parlarvi di una zona della toscana, nelle provincia di Firenze forse meno conosciuta delle più note Val D’Orcia o Valdarno ma altrettanto ricca di storia, arte, percorsi naturalistici e tanto buon cibo: il Mugello.  Qualche settimana fa abbiamo trascorso una bella domenica di primavera in questa zona e allora voglio consigliarvi cosa fare nel Mugello con i bambini.

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