Valencia con i bambini: tutto quello che c’è da fare

Dopo avervi raccontato le mille sfaccettature del centro di Valencia e dei suoi monumenti, voglio parlarvi di quello che abbiamo amato di più.
Perciò in questo post voglio parlarvi di tutto quello che si può fare a Valencia con i bambini e che noi abbiamo fatto! Due giorni vissuti intensamente e davvero pieni di emozioni. Valencia con i bambini è infatti un’esperienza che sorprende tutti: moltissime attività e attrazioni da visitare, bellissimi parchi giochi in mezzo alla città e itinerari in bicicletta adatti a tutti.

Con queste premesse e con l’itinerario che avevamo programmato prima di partire, il secondo giorno in città lo abbiamo completamente dedicato alla Città delle Arti e delle Scienze. Con l’autobus (35) da piazza Ayuntamiento, ci siamo diretti verso la periferia della città, dove i palazzi fanno posto ad opere di architettura moderna e d’avanguardia, firmate da grandi nomi del XXI secolo, primo fra tutti dall’architetto valenciano Santiago Calatrava.

Appena scesi dall’autobus ci siamo trovati davanti, in tutta la loro maestosità, il Palazzo delle Arti, il Museo della Scienza del Principe Felipe, l’Hemisfèric e l’Oceanografico. Queste costruzioni sono così imponenti e proiettate verso il cielo che ci hanno fatto sentire piccoli piccoli. Qui arte e natura si fondono insieme per far divertire imparando.

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Come prima cosa abbiamo deciso di visitare l’Oceanografico, sperando di evitare un pò di coda arrivando ai cancelli prima dell’apertura. E in effetti, entrando presto, abbiamo potuto visitare tutti i padiglioni senza troppa confusione.

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Premetto che questa è stata l’attrazione che più è rimasta impressa negli occhi e nella mente del piccolo Simo, forse per le vere e proprie immersioni nel mondo sottomarino che si possono fare, forse per l’aver visto animali mai visti prima in altri acquari. Pensate che qui è possibile ammirare oltre 500 specie dei principali ecosistemi sottomarini.

Abbiamo iniziato il nostro percorso dallo spettacolo al delfinario. Sinceramente di questo ero un pò scettica: avevo sempre sentito parlare di delfini sfruttati per fare certi tipi di esibizione e invece mi sono dovuta ricredere per due motivi: il primo perchè ho visto un vero e proprio legame tra i ragazzi dello staff e i delfini. Un legame fatto di segnali, movimenti, contatti fisici e perchè no, anche riconoscimenti. Il secondo è perchè ci è stato dimostrato, durante l’esibizione, che il legame tra queste persone e i delfini ha lo scopo di conservare, investigare e proteggere questi animali dai pericoli che possono trovare in mare. Il grande coinvolgimento del pubblico ha dato prova della naturalezza con cui tutto è stato rappresentato.

Dopo il delfinario abbiamo visitato il padiglione Antartico con dei simpaticissimi pinguini e il padiglione dell’Artico con le enormi Belugas e Morsas.
Da lì siamo entrati nel tunnel dove è possibile ammirare gli squali mentre  nuotano attorno ai visitatori, la vasca con i coccodrilli, le foche e i pesci del Mar Rosso.

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Pensate che periodicamente vengono organizzate delle notti speciali nell’acquario dove è possibile dormire con il sacco a pelo dentro al tunnel degli squali!

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Poi siamo passati ai pesci tropicali, (avete mai visto un granchio ragno?), le tartarughe, i leoni marini, fino ad arrivare alle specie del mar Mediterraneo. Un’intera mattinata immersi nel blu di mari e oceani ad osservare da vicino tutti i pesci presenti…davvero un’esperienza indimenticabile per i bambini!

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Nel pomeriggio abbiamo visitato invece la Città della Scienza dove tutto è realizzato per far divertire i più piccoli e insegnare loro concetti anche complessi di fisica, chimica e delle scienze, ma sempre tutto con una parola d’ordine: divertimento.

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Qui si possono toccare con mano: esperimenti scientifici di varia natura, i principi che regolano la vita nello spazio, la distanza tra i pianeti, la genetica, le forze presenti in natura, il corpo umano, i fenomeni fisici che ci circondano, scoprire come si generano l’elettricità, i suoni e la luce. Insomma un’immersione nella scienza dove tutto si può toccare, sperimentare e provare in prima persona.

Una volta usciti da questo edificio, quasi storditi dalla quantità di stimoli ricevuti, abbiamo attraversato a piedi la restante parte della Città delle Arti e della Scienza, e imboccato i giardini del Turia in direzione centro città.

Questi giardini rappresentano il polmone della città: qui prima scorreva il fiume Turia che fu poi deviato a causa degli allagamenti che provocava in città. Sul letto di questo fiume, fu creata una grande area verde ricca di parchi per bambini, campi da calcio, skate, pattinaggio, minigolf e tutti interamente ciclabili. Un vero polmone dove rifugiarsi per correre, leggere il giornale, fare sport o semplicemente andare in bicicletta. Attraversandoli non sembra nemmeno di essere in città tanta è l’immersione fra il verde!

E proprio a poche centinai di metri dalla città delle Arti e della Scienza che si trova, nei giardini del Turia, il Parque Gulliver: uno spazio dove, ricostruendo lo sbarco a Lilliput di Gulliver, è stata creata una statua di circa 70 metri del gigante dove si intrecciano scivoli, gallerie e corde per arrampicarsi. Un vero spasso per i piccoli ma date le dimensioni della statua, gli scivoli sono molto apprezzati dagli adulti!

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valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fareE dato che avevamo letto il libro delle avventure di Gulliver per prepararci al viaggio a Valencia, non potete immaginare la faccia del piccolo Simo quando si è trovato davanti questa enorme statua! Rimanere qui fino al tramonto è stata una conclusione degna di questa bellissima giornata a misura di bambini.valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fare

Per il nostro terzo giorno a Valencia abbiamo invece deciso di noleggiare le biciclette. Le abbiamo prese da Solution Bike (10€ al giorno per ogni bici noleggiata) e ve lo consiglio perchè sono molto cortesi e disponibili per ogni esigenza. In ogni caso ci sono negozi per il noleggio in molti punti della città, addirittura con la possibilità di prendere la bici da una parte e restituirla da un’altra.valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fare

Con la bici ci siamo diretti subito verso il Bioparc di Valencia che si trova a Nord della città. Questo luogo non è il solito zoo: qui non ci sono gabbie nè cancelli, ma un ambiente creato per far vivere la cosi detta zoo-immersion, ovvero la possibilità di vedere gli animali nel loro habitat naturale. Il Bioparc di Valencia è uno dei parchi più grandi di questo tipo e al suo interno sono stati ricreati 4 ecosistemi: quello del Madagascar, la foresta equatoriale, le zone umide e la savana. 250 specie di animali che ci hanno permesso di viaggiare attraverso i continenti, osservandoli molto da vicino. valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fare

Cosí abbiamo attraversato la foresta del Madagascar vedendo lemuri e scimmie camminare sui rami proprio sopra le nostre teste, abbiamo osservato rinoceronti, giraffe, zebre e leoni nella savana, gli elefanti girare indisturbati, ippopotami e coccodrilli in acqua, scimpanze correre tra gli alberi e un’intera famiglia gorilla molto attratta dalle nostre facce curiose!

Dal Bioparc, in sella alle nostre tre bici, abbiamo pedalato attraverso i Giardini del Turia fino al ponte de Serrano. Qui, imboccando i giardini del Real, abbiamo seguito la pista ciclabile che corre dritta verso il mare. In questo lungo tratto dal Bioparc al mare siamo rimasti colpiti dalla dedizione dei valenciani nel rendere sicuri i percorsi in bici: la pista ciclabile non ci ha mai abbandonato. valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fareTutti gli incroci che abbiamo attraversato prevedevano infatti passaggi anche per le bici. In questo modo siamo arrivati senza difficoltà fino al mare dove ci siamo scontrati con i due volti del quartiere marino di Valencia.
La zona interna infatti  ci ha dato l’impressione di un quartiere popolare a rischio demolizione, mentre la parte lungo il mare appare più ricca con edifici moderni e maestosi. Qui, soprattutto grazie all’American’s Cup del 2007, si è sviluppato uno dei porti turistici più importanti d’Europa e insieme sono state realizzate molte costruzioni faraoniche, tipo il Veles e Vents, simbolo della competizione e ormai rappresentativo del porto di Valencia.valencia-con-i-bambini-tutto-quello-che-ce-da-fare

La zona più caratteristica rimane però il lungomare che unisce le spiagge di Las Arenas, Malvarrosa e Patacona, con numerosi localini vista mare dove mangiare un’ottima paella de mariscos, ammirare gli artisti che lavorano la sabbia e giocare sulla bella e ampia spiaggia.
Noi abbiamo addirittura trovato qualche temerario a fare il bagno in mare.

Così abbiamo trascorso un’altra bellissima giornata a misura e felicitá dei bambini. Il piccolo Simo ha visto concretizzare, anche oggi, molte delle cose che ama di più. E anche se è stata un pó faticosa (abbiamo percorso oltre 20km in bicicletta) abbiamo osato un’ultima sosta  al Parco di Gulliver… come potevamo non scivolare tutti giù ancora una volta??

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Insomma tutto questo per dirvi e dimostrarvi che Valencia con i bambini è davvero una meta ricca anzi ricchissima di attrazioni e attività che rendono i più piccoli davvero entusiasti del viaggio!

Informazioni utili

I biglietti per la Città delle Arti e della Scienza e l’Oceanografico conviene farli in uno degli uffici di Turismo Valencia sparsi per la città. Eviterete la coda alla biglietteria quando poi arrivate lì (che può anche essere parecchio lunga!).
Costo del biglietto:  adulti 30,30€ – ridotto 23€
Lo spettacolo dei delfini all’Oceanografico è meglio vederlo subito al primo orario disponibile. Abbiamo notato che quello a cavallo dell’ora di pranzo era pienissimo e addirittura erano finiti i posti a sedere! La visita all’oceanografico impegna per circa 4 ore, non abbiate fretta perchè di padiglioni da vedere ce ne sono tanti!
Per pranzare all’Oceanografico c’è un bellissimo ristorante, il Ristorante Submarino dove è possibile mangiare circordanti dai pesci in un’atmosfera davvero unica. Per un pranzo meno impegnativo e che non togliesse troppo tempo alla visita, noi abbiamo optato per un intramontabile hamburger con patatine in uno dei punti ristoro del parco.

BioParc
Per la visita occorrono circa 2 ore e mezza. All’interno del Bioparc è vietato introdurre cibo e bevande, l’unica bevanda consentita è l’acqua, purché portata in bottiglie di plastica.
Costo del biglietto: 23,50€ adulti – ridotto 18€

Dove mangiare lungo la Playa
Se volete mangiare un’ottima paella andate da La Marcelina. Ci era stata consigliata dal nostro hotel ed effettivamente ne è valsa la pena. Abbiamo ordinato la famosa paella de mariscos: a me è risultata la più buona mai assaggiata.

>> Per sapere cosa e dove mangiare a Valencia, leggi questo post <<

Ho ancora tra i capelli l’odore della Spagna

Da tanto tempo avevo in mente di tornare in Spagna e allora, grazie alle super offerte Ryanair di fine estate, mi sono ritrovata a prenotare un bel week end lungo a Barcellona.

Si, c’ero già stata, nel lontano 1990 o 91 con mamma e papà, quando si facevano quei luuunghi viaggi in macchina alla scoperta dell’Europa, ma in 25 anni le cose cambiano, i ricordi si affievoliscono, noi cambiamo, i posti cambiano e la voglia di tornarci ha vinto su tutto.

Un week end lungo, 4 giorni di full immersion in questa città di puro fermento catalano, di chiese bellissime, di architettura innovativa, di ore tarde, di sole e caldo primaverile, di strade brulicanti ad ogni ora, di tapas che fanno girare la testa, di paella e di tanta sangria da versare dai tipici boccali di coccio.

Vi racconterò come ci siamo organizzati, cosa abbiamo visto e visitato e come abbiamo suddiviso le nostre giornate per accontentare tutti, mamma, babbo e quattrenne, che si è confermato un vero piccolo grande camminatore, non facendosi scoraggiare dai tanti chilometri fatti (circa 20 al giorno secondo l’App del mio smartphone).

4 giorni (comprensivi del viaggio) non sono molti quindi inevitabilmente si devono fare delle scelte e, seppure incerti nel rinunciare a qualcosa siamo stati poi ampiamente ripagati da ciò che invece abbiamo deciso di visitare.

Avendo poco tempo, è indispensabile scegliere un b&b a portata di “centro” e così è stato. Anzi, voglio subito parlarvi della bellissima location trovata tramite booking.com a due passi da Piazza Catalunyia, nel quartiere Eixample di Barcellona.
Violeta Bouquet è un b&b che si trova all’interno di un antico palazzo tipicamente spagnolo. Se arrivate all’aereoporto di Girona e quindi scendete alla stazione dei Bus, lo potete raggiungere a piedi in 10 minuti.
Il B&B si articola su più piani, al primo piano la Reception, alcune camere e le aree comuni: una deliziosa corte esterna con divanetti e tavolini, un salotto e il corner per la colazione non inclusa ma gentilmente offerta, a base di latte, caffè, the e muffin. Tutto l’arredamento, lo stile delle pareti, e i colori, studiati nei dettagli, con un giusto contrasto tra mobili antichi o resi tale e accessori moderni.
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I ragazzi alla reception sono stati sempre molto gentili e disponibili a darci consigli su come muoverci a Barcellona e l’atmosfera che si respira ha proprio il profumo della Spagna.

La nostra camera era al primo piano, spaziosissima, pulita, molto luminosa, silenziosa pur affacciandosi sulla strada e arredata nello stesso stile del b&b. Le camere sono davvero curate nei dettagli: dal phon (vero!) al materasso in lattice senza tralasciare gli accessori da bagno messi a disposizione degli ospiti.
Una volta fatto il check-in, ci sono state consegnate le chiavi di accesso esterne e interne così da renderci indipendenti (la reception rimane comunque aperta fino alle 23).
Insomma, noi ci siamo sentiti a casa!

Dal b&b in 5/10 minuti si raggiunge in piazza Catalunya fulcro della città, per trasporti, negozi (da qui inizia infatti la Rambla), ristoranti e tanto altro.

Per mangiare c’è l’imbarazzo delle scelta, il cibo spagnolo è davvero una garanzia, nessuna difficoltà nemmeno per i viaggiatori più piccoli. Noi abbiamo cercato di evitare i posti più turistici, ci siamo allontanati da Piazza Catalunya come ci avevano consigliati i ragazzi di Violeta Bouquet e ci siamo addentrati nei mercati (soprattutto per merende e spuntini), fra le strade del Barrio Gotico o della Barcelloneta, consultando le nostre guide o App e non siamo rimasti delusi. Ho recensito tutti i ristoranti dove abbiamo pranzato e cenato su Tripadvisor se può esservi utile, ma a seconda di cosa volete assaggiare mi sento di consigliarveli così: per la pella “Guell Tapas”, assaggiate anche quella nera, per le Tapas andate al “Taller de Tapas” (su Passeig de Gràcia), per bere un’ottima Sangria scegliete “La Alcoba Azul” e per il jamon serrano migliore andate “da Alfonso” e ordinate un menù degustazione.

A questo punto, siete pronti a scoprire i nostri itinerari? Rimanete sintonizzati sul blog e nei prossimi giorni vi parlerò delle nostre giornate:

Ponte dell’Immacolata a #FERRARA: come ci siamo preparati

Eccolo qui il ponte, o meglio il week end lungo, dell’Immacolata e allora ecco come ci siamo preparati per la nostra mini vacanza in atmosfera natalizia in quel di Ferrara.

Partiamo dal media Kit.
Oltre alla mia inseparabile D90, le App sullo smartphone ormai sono indispensabili: ti aiutano ad essere informata sui luoghi che si visitano, sugli eventi e attenta ai particolari. Perciò oltre alle immancabili App sul tempo, TripAdvisor e Google Maps, questa volta ho anche scaricato:

iTRIP Ferrara: App per iPhone sulla città con cenni storici, gallerie fotografiche e descrizioni dei luoghi divisi per categorie (piazze, vie principali, chiese, palazzi, monumenti, musei e parchi). Le recensioni sono buone e allora perchè non scaricarla e leggere qualcosa nei ritagli di tempi pre-partenza?
L’App è disponibile solo per Ferrara e Venezia, speriamo che piano piano si possa estendere ad altre città!
(Purtroppo la mia preferita (TripAdvisor miniguide) non ha molte città italiane..)

KeepGoogle: E’ la prima volta che la uso, su consiglio di un’amica. Facile, Intuitiva, veloce da consultare. Usata come memo per la lista delle cose da portare e non dimenticare.

Proseguendo sulla vecchia e immancabile carta, avevo comprato dalla imperdibile On The Road libreria, la guida Touring sull’Emilia Romagna. Su consiglio di Martina infatti avevo preso questa perché oltre ad essersi decisamente svecchiata (non so voi ma io avevo dei ricordi da piccola di questa guide verdi, noiose e senza figure) contiene informazioni e percorsi nella regione anche per zone come Comacchio dove vorremmo andare.

Infine ultima fonte consultata ma forse la più importante, l’ormai noto http://www.cibodistrada.it … Lo conoscete? Beh se non lo avete mai visto vi consiglio di consultarlo e cercare il locale di street food più vicino a voi e magari quello piú votato! Sul portale sono segnalati e al voto degli utenti, tutti locali che usano ingredienti di qualitá, bio o km0. scoverete, come ho fatto io per Ferrara dei posticini allettanti dove degustare qualche specialitá. Vi sapró dire presto sulle mie scoperte culinarie!

Ci sentiamo da Ferrara!! 😄