Cosa vedere ad Amsterdam in 8 giorni tra musei, quartieri e curiosità

Visitare Amsterdam in 8 giorni significa concedersi il tempo di andare oltre i canali, il centro storico, il quartiere a luci rosse e le biciclette.
È una città che ci ha sorpreso con la sua storia, l’arte, i quartieri creativi e quel ritmo fatto di libertà e lentezza che ci ha invitato a guardare, ascoltare e respirare la vita locale.

Avevo visitato la capitale olandese la prima volta da piccola e di quell’esperienza avevo un ricordo limitato alle attrazioni più iconiche, la seconda volta ai tempi dell’università e di quel viaggio ricordo più che altro la movida, i canali e le passeggiate in bicicletta.

Questa volta, grazie a giorni che le abbiamo dedicato, ho scoperto tanto di più e da una prospettiva completamente nuova. Amsterdam è una città con anime diverse: artistica, storica e innovativa. Una città che se vissuta con lentezza, ti fa perdere tra i suoi canali, scoprire i quartieri più autentici, visitare musei unici al mondo e assaggiare la sua cucina cosmopolita.
Una città che ha tanto da offrire e che ha affascinato tantissimo anche nostro figlio adolescente che si è fatto travolgere dallo spirito olandese della capitale, l’aria multiculturale, la storia radicata, il valore della tolleranza e il senso di libertà, controbilanciata dal rispetto delle regole.

Ad Amsterdam si respira infatti in maniera più forte ciò che comunque si trova in ogni angolo di Olanda, ma qui è tutto più accentuato: spazi per la libera espressione che altrove sarebbero censurate o marginalizzate (pensate ad esempio al Red Light District o ai coffee shop) ma anche un assoluto rispetto delle regole. Ciò significa che la libertà concessa è, si, garantita, ma richiede consapevolezza, rispetto delle leggi e delle regole urbane. E infatti tanto quanto la libertà, si percepisce un altissimo senso civico, ad esempio nell’uso della bicicletta o nel comportamento da assumere nei quartieri che ho citato prima, con gli attenti controlli su droghe “leggere” o sulla sicurezza pubblica.

Questa combinazione di libertà autentica e ordine civile dà ad Amsterdam un fascino speciale: è un luogo dove puoi essere te stessa, ma allo stesso tempo sentirti parte di una comunità che tiene insieme differenze e stili di vita con una base comune di regole condivise.

Cosa vedere ad Amsterdam in 8 giorni: come ci siamo organizzati

Avendo a disposizione diversi giorni, abbiamo vissuto la città quasi come veri abitanti, ci siamo persi tra le strade di quartieri come Jordaan, abbiamo passeggiato in quartieri riqualificati dalla street art come NDSM e abbiamo visitato i musei più importanti senza fare code. Ogni giorno abbiamo scelto un itinerario diverso, alternando arte, natura, architettura e vita quotidiana. E ogni sera ci siamo concessi una cena nel quartiere De Pijp o nei dintorni per conoscere sfaccettature diverse di questa capitale. In più, Amsterdam è una città che si muove al ritmo delle bici e dell’acqua, quindi non ci siamo fatti mancare un giro sul battello o il noleggio delle bici per un giorno per girare in città.

I nostri ritmi giornalieri sono stati serrati, ma volevamo vivere e vedere la città da più angolazioni e punti di vista. Abbiamo quindi organizzato le nostre giornate alternando visite più tradizionali a esperienze che potessero essere interessanti e varie anche per nostro figlio adolescente.

Giorno di arrivo: prime impressioni della città

Siamo arrivati ad Amsterdam, perché da qui partiva il nostro itinerario di due settimane in Olanda in bici, battello e treno.

Avevamo 2 mezze giornate a disposizione prima della partenza e 7 giorni al rientro.
Abbiamo scelto di usare le prime per prendere un pò le misure e farci un’idea della città, alloggiando nel quartiere Nord.
Siamo atterrati in tarda mattinata e con l’intero pomeriggio a disposizione siamo andati subito verso il centro fino a Piazza Dam, il luogo in cui fu fondata Amsterdam, nel 1270. Oggi rappresenta il cuore pulsante della città, un punto di incontro per tutti gli Olandesi, teatro di manifestazioni, mercati, concerti ma anche luogo di ritrovo per turisti e artisti di strada.

Nella piazza si affaccia il Palazzo reale, costruito nel XVII secolo come Municipio della città, durante il periodo d’oro olandese, in seguito trasformato in residenza reale da Luigi Napoleone Bonaparte, fratello di Napoleone, quando governò i Paesi Bassi.

Per il tardo pomeriggio avevamo prenotato il giro in battello tra i canali della città. Dal sito GetYourGuide (che vi consiglio perché spesso ci sono offerte molto convenienti) abbiamo prenotato la mini crociera. Dal battello la città ha una prospettiva diversa: ti scorrono davanti agli occhi le tipiche case strette e inclinate, i ponti illuminati, i piccoli moli privati e gli scorci romantici che da terra spesso sfuggono.
La consiglio al tramonto per ammirare la città con la luce calda, i riflessi sull’acqua. La sconsiglio di domenica (come l’abbiamo fatta noi) perché i canali sono affollati anche da battelli presi a noleggio da gruppi di ragazzi olandesi che lo usano un pò come un appuntamento fisso della domenica per sorseggiare aperitivi e birre in compagnia.

Alloggiando nel quartiere nord, la mattina seguente ne abbiamo approfittato per visitarlo, in particolare fino a Nieuwendammer, una zona residenziale molto ricercata piena di case di legno e abbellita da fiori. Si tratta di villaggio sorto lungo l’argine della diga (da cui il nome) dove, dal XVII secolo, molti mercanti, capitani di navi e notabili della città vi costruirono le loro case eleganti per vivere lontano dal caos cittadino. Ancora oggi il quartiere conserva un fascino d’altri tempi: abitazioni in legno dai colori pastello, giardini fioriti, silenzio e canali tranquilli. Passeggiando per Nieuwendammer abbiamo scoperto una Amsterdam intima e autentica, lontana dalle rotte turistiche più affollate.

Amsterdam in 7 giorni - Nieuwendammer

Sempre nel quartiere nord si trova un’attrazione di ultima generazione, This is Holland, che abbiamo deciso di fare spinti anche dalla curiosità di nostro figlio. Grazie a uno spettacolare flight simulator in 5D, con sedili sospesi, vento, nebbia e profumi, sembra davvero di sorvolare il Paese. E’ infatti talmente immersiva che a seconda di dove (virtualmente) ci si trova, si sentono le goccioline di acqua di mare portate dal vento, il profumo dei tulipani in fiore e molto altro. È un’attività che ha entusiasmato lui, ma ha conquistato anche noi genitori: in meno di un’ora abbiamo vissuto un tour dell’Olanda a base di divertimento e qualche emozione da brivido. Un’idea perfetta per chi vuole alternare musei e passeggiate a un’esperienza più leggera e sorprendente.

Giorno 2: cominciamo ad esplorare uno dei quartieri più cosmopoliti

Per la seconda parte della nostra vacanza che abbiamo sfruttato principalmente per visitare Amsterdam, abbiamo scelto di alloggiare nel quartiere di De Pijp, un quartiere vivace e giovane: un connubio di cucine dal mondo, street art e mercati locali. E’ uno dei quartieri più dinamici e cosmopoliti di Amsterdam, un mosaico di culture, sapori e stili di vita che si è rivelato perfetto per noi che siamo spesso alla ricerca di autenticità al di fuori dei circuiti più turistici.

L’atmosfera di questo quartiere è dettata dalla sua morfologia: si tratta infatti di un’isola collegata al resto ella città da 16 ponti e il suo nome (la pipa) è dovuto alla conformazione delle strade dritte e strette come i bocchini delle vecchie pipe in terracotta. Qui si trova l’Albert Cuypmarkt, il mercato all’aperto più grande d’Europa. Oltre 260 bancarelle dove assaggiare specialità olandesi come gli stroopwafel fatti al momento, il formaggio giovane, l’aringa marinata o i poffertjes caldi, ma dove anche girellare tra bancarelle che vendono souvenir, abbigliamento vintage, pesce, frutta e verdura, borse e zaini.

Amsterdam in 7 giorni - Albert Cuypmarkt

Il primo giorno lo abbiamo prevalentemente usato per visitare questo quartiere. Il nostro hotel si trovava proprio a pochi metri dall’ingresso del mercato e anche nei giorni successivi, quando le distanze ce lo hanno permesso, siamo tornati qui per un pranzo veloce e anche piuttosto conveniente.

Attorno al mercato si snodano poi vie animate dove è piacevole fermarsi per una birra, gustare una colazione lenta, scoprire botteghe di artigianato locale o cenare in uno dei numerosi ristoranti.

È la zona ideale per immergersi nel lato più genuino di Amsterdam, lontano dalle folle, ma ricca di stimoli e di vita.

Nel tardo pomeriggio, avevamo prenotato (ma solo per noi genitori perché vietato ai minori) l’ingresso all’Heineken experience, una delle attrazioni sicuramente più visitate della città. L’esperienza si svolge nello storico birrificio dove, nel 1867, Gerard Adriaan Heineken iniziò a produrre quella che sarebbe diventata una delle birre più conosciute al mondo.

Il percorso è interattivo e coinvolgente: si ripercorre la storia del marchio, si entra negli antichi spazi della produzione, si scoprono gli ingredienti principali (malto, luppolo, acqua e lievito A, il “segreto” della ricetta) e si sperimentano attività multimediali che raccontano come la birra viene brassata e distribuita.

La visita si conclude con la degustazione di tre birre fresche spillate al momento, servita nella suggestiva sala bar del birrificio e  una working class per imparare a spillare la birra perfettamente. Oggi Heineken è una delle birre più vendute al mondo, disponibile in oltre 190 Paesi. È considerata una delle icone olandesi più riconoscibili all’estero, tanto da essere spesso associata direttamente all’immagine dell’Olanda stessa.

I minori, come vi dicevo, non sono ammessi e nemmeno c’è una zona dove, se abbastanza grandi come il nostro, possono aspettare. La visita è guidata (in inglese) ma vengono forniti anche gli auricolari in per la traduzione in italiano.

Giorno 3: visita al quartiere medioevale e centro storico

Il terzo giorno lo abbiamo dedicato ai quartieri del centro storico. Camminando da De Pijp verso il centro, abbiamo per prima cosa fatto un giro al Flower Market, una delle icone più colorate della città. Anche se oggi è diventato piuttosto turistico e agosto non è certo il periodo di fioritura dei tulipani, ci ha dato l’opportunità tuffarci nel mondo dei bulbi olandesi, curiosare tra mille varietà di tulipani e scoprire semi e souvenir botanici perfetti da portare a casa.

Entrando nel cuore storico di Amsterdam siamo andati subito a visitare Begijnhof, il quartiere delle Beghine, una delle corti più antiche e tranquille della città. Qui nel Medioevo vivevano le beghine, donne laiche che si dedicavano a opere di carità, e ancora oggi il cortile conserva la sua atmosfera raccolta con case eleganti e due chiese: la cappella delle beghine dove si rifugiavano a pregare in clandestinità dopo la confisca della loro chiesa da parte dei calvinisti e la chiesa inglese dei padri pellegrini.
Oggi il Begijnhof è ancora abitato, e per questo è importante visitarlo in silenzio e con rispetto. Tra il verde curato e le finestre fiorite si respira un’atmosfera sospesa, un raro equilibrio tra spiritualità e quotidianità.

Poco distante si trova Kalverstraat, la via dello shopping più famosa di Amsterdam, dove si alternano boutique internazionali e negozi più moderni.

Nel bel mezzo di questa frenetica via, al civico 58, c’è una chiesetta mimetizzata tra palazzi e negozi, la chiesa del Pappagallo, dalla storia molto particolare, una storia di tolleranza, sopravvivenza e rinnovata libertà. Risale infatti al 1672, l’epoca in cui ai cattolici olandesi non era permesso celebrare pubblicamente la Messa dopo la Riforma. Per continuare a praticare la loro fede, fu allestita questa chiesa nascosta in un cortile privato, dietro le mura di un’abitazione. La chiesa doveva essere invisibile dalla strada, per evitare atti di repressione. Il nome deriva dal fatto che la proprietà originaria apparteneva a un commerciante di uccelli. Un pappagallo scolpito accanto alla porta d’ingresso ricorda ancora oggi quell’origine. Quando, nel XIX secolo, la libertà di culto fu riconosciuta e i cattolici ottennero il permesso di costruire chiese visibili, la chiesa fu ampliata diventando una basilica a tre navate con stucchi e arredi.

Percorrendo tutta Kalverstraat abbiamo raggiunto Piazza Dam. Qui si affaccia il Palazzo Reale in stile classico, un tempo sede del municipio e oggi residenza utilizzata dalla famiglia reale per cerimonie ufficiali.

Vi consiglio di visitarlo perché grazie ad un ottimo percorso con audioguida, si possono visitare le sale di rappresentanza decorate con marmi, sculture e affreschi che raccontano la potenza e la ricchezza di Amsterdam nel Seicento.
Da non perdere la Sala del Trono e la Sala dei Cittadini, una delle più grandi d’Europa, con un pavimento di marmo inciso con le mappe del mondo allora conosciuto, con Amsterdam al centro — un simbolo dell’espansione olandese e del suo spirito commerciale.

Il palazzo è oggi la residenza ufficiale del re, anche se in realtà il sovrano vive a L’Aya.

Nel cuore del quartiere medioevale si trova, tra i canali stretti e le facciate gotiche, la Oude Kerk, la chiesa più antica della città, costruita nel 1306 come edificio cattolico, poi convertito a protestante e oggi trasformata in uno spazio d’arte contemporanea. Le sue vetrate colorate e il pavimento di lapidi ricordano il legame profondo tra fede e quotidianità, mentre dalle finestre entra la luce che filtra tra i vicoli del quartiere più famoso della città: il Red Light District.

A pochi passi dalla chiesa, infatti si trovano le prostitute che attirano i clienti e nella piazza davanti si erge da una parte la statua di Belle in onore di tutte le prostitute del mondo e un bassorilievo che raffigura una mano che palpeggia un seno.

Contrariamente a quello che molti pensano, questa zona non è solo sinonimo di vetrine illuminate: è un luogo che racconta la storia di tolleranza e libertà su cui si fonda Amsterdam.
Qui, la convivenza tra antichi edifici religiosi, locali alternativi e piccole gallerie d’arte rappresenta perfettamente lo spirito olandese: libero ma rispettoso, aperto ma regolato.

Passeggiando di giorno si scoprono scorci silenziosi e pittoreschi, botteghe di artigiani, librerie e caffè che si affacciano sui canali. Di sera, invece, il quartiere si accende di luci e diventa un mosaico di suoni, lingue e culture diverse.
È un luogo da visitare con curiosità e rispetto, per capire come Amsterdam riesca da secoli a coniugare libertà personale e senso civico, in un equilibrio che è parte della sua identità più autentica.

Per concludere la giornata, ci siamo spinti fino all’Houseboat museum la cui visita rappresenta uno dei modi più semplici e curiosi per capire uno degli aspetti più iconici di Amsterdam: la vita sulle case galleggianti. Il museo si trova nel cuore del quartiere Jordaan, lungo il suggestivo Prinsengracht, uno dei canali più fotografati della città.

Si tratta di una vera imbarcazione del 1914 trasformata in abitazione e poi in museo, e permette di entrare fisicamente in uno di questi piccoli mondi sull’acqua che da decenni caratterizzano il paesaggio urbano. La visita è breve ma interessante: si passa da cucina e soggiorno alle cabine e agli spazi di stivaggio, scoprendo come ogni angolo sia sfruttato con un ingegno tutto olandese. Pannelli e audioguide raccontano l’evoluzione delle case galleggianti: nate come soluzione economica, oggi sono residenze molto ricercate (e costose!) con regole precise, permessi limitati e liste d’attesa lunghissime.

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Giorno 4: due quartieri tutti da scoprire e la casa di Anna Frank

Joordan è il quartiere che dopo De Pijp ci ha conquistato e dove siamo tornati più volte durante la settimana di permanenza ad Amsterdam.
Fino alla metà del XX secolo è stato un quartiere popolare abitato da artigiani e lavoratori, oggi è invece un intreccio di vie tranquille, cortili segreti (gli hofjes) e canali silenziosi che sembrano lontani anni luce dal caos del centro. Passeggiando tra piccole gallerie d’arte, caffè dall’aria vissuta e negozi indipendenti, si percepisce subito l’anima creativa di questo quartiere: è qui che Amsterdam rivela la sua parte più autentica, quella che vive nei dettagli.
È bello percorrerlo anche senza meta, lasciandosi guidare dal profumo del caffè tostato, dai balconi fioriti e dalla musica che esce dalle finestre aperte.
Noi ci siamo stati intanto di lunedì mattina così da vedere il mercato delle pulci (Noordmarkt) con bancarelle di abbigliamento vintage e arredi, che si tiene proprio davanti alla Noorderker e il Westermarkt, il mercato dei tessuti. In entrambi, coinvolti dallo spirito del quartiere abbiamo fatto qualche acquisto, immergendoci nella quotidianità più semplice e affascinante del quartiere.

Camminando a piedi siamo passati dal canale Brouwersgracht, il canale dei birrai che furono in attività nel XVI e XVII secolo. Qui infatti si concentravano molte delle birrerie, distillerie e botteghe legate al commercio e allo stoccaggio di merci come caffè, olio, spezie e pellami. Le grosse case-magazzino con i tetti a “becco di gabbiano” (spout gables), le facciate alte e le grandi finestre servivano per conservare barili, merci e prodotti destinati a essere caricati sulle barche che partivano verso i porti olandesi e il resto del mondo. Sicuramente una delle vie più belle da fotografare.

Amsterdam in 7 giorni-canale dei birrai

Al Museo di Anna Frank c’ero stata da piccola, quindi circa 30 anni fa e allora era tutto molto più simile alla casa originale. Ora è molto diverso, ma rimane un’esperienza intensa e necessaria, uno di quei momenti che ad Amsterdam lasciano un segno profondo.

L’audioguida e il percorso museale che è stato realizzato adesso permettono di seguire giorno per giorno la storia della famiglia Frank e di riflettere sul valore della libertà, della memoria e dell’umanità.

Consiglio l’acquisto dei biglietti online e con un certo anticipo, se si vuole essere certi di trovare posto.

Per chiudere questa giornata, ci siamo diretti nel quartiere NDSM, una grande area post-industriale raggiungibile con un breve traghetto gratuito dalla Stazione Centrale, una tra le sorprese inaspettate di Amsterdam nella zona nord della città.
Un tempo qui sorgevano i giganteschi cantieri navali della Nederlandse Dok en Scheepsbouw Maatschappij (da cui l’acronimo NDSM), oggi trasformati in un enorme polo creativo.

Già dal traghetto, prima di approdare sul molo abbiamo percepito l’atmosfera diversa che si respira in questo quartiere: un vecchio sottomarino sovietico ormeggiato, tram arrugginiti lungo la riva e poi, incamminandoci verso l’interno, ci siamo addentrati tra i capannoni pieni di street art, container colorati trasformati in atelier, caffè dall’anima hipster.

Una delle prime soste è stata inevitabilmente il murales di Kobra intitolato “Let Me Be Myself” che ritrae Anna Frank con lo sguardo fiero e una palette vivacissima che contrasta con la storia tragica della ragazza.

In particolare poi ci siamo soffermati dentro all’NDSM Loods, un capannone di 20.000 m² dove convivono laboratori, gallerie e opere murali alte diversi metri, il pleincentrale con i container creativi.

Amsterdam in 7 giorni-NSDM

Insomma un intero quartiere dove perdersi e che mostra un’Amsterdam alternativa, lontana dai canali perfetti e dalle facciate da cartolina: qui domina la sperimentazione, la libertà espressiva e un’atmosfera che invita a rallentare e osservare.

Giorno 5: il museo che tutti noi desideravamo di più visitare e un desiderio esaudito per adolescenti

Il quinto giorno ad Amsterdam è stato uno dei più attesi, perché finalmente abbiamo visitato il Museo di Van Gogh, tappa che desideravamo tutti, più di tutte.

Amsterdam in 7 giorni - museo di van GoghNessun’altra tappa del nostro itinerario era attesa quanto questa, e l’ingresso nel museo ha superato ogni aspettativa.

L’allestimento è studiato per accompagnare i visitatori lungo un percorso cronologico ed emotivo, che parte dagli anni giovanili nei Paesi Bassi e arriva agli ultimi, intensissimi mesi trascorsi nel sud della Francia. Una delle cose più particolari del museo è la capacità di far parlare le lettere che Vincent scriveva a suo fratello Theo, documenti che permettono di cogliere in profondità le sue fragilità, la sua lucidità artistica, la sua ricerca instancabile.

Visitare questo museo significa immergersi nella mente e nella sensibilità di un artista unico: dai primi dipinti più cupi alle esplosioni di colore degli ultimi anni, ogni quadro racconta un frammento della sua lotta interiore e della sua straordinaria capacità di osservare il mondo. L’audioguida è stata impeccabile nel guidarci attraverso la sua vita, le lettere a Theo, le fasi creative e le tecniche, e non nascondo che trovarmi davanti ai Girasoli o alla Camera di Arles è un’emozione difficile da descrivere.

Anche per questo museo,  avevamo prenotato i biglietti on line e con un certo anticipo.

Dopo un pranzo veloce a base di street food al mercato di De Pijp, con la metro ci siamo diretti alla John Cruijff Arena: lo stadio ufficiale dell’Ajax e il più grande impianto sportivo dei Paesi Bassi. E’ un vero e proprio tempio dedicato al calcio totale, alla cultura sportiva olandese e alla memoria di un uomo che ha rivoluzionato questo sport.Amsterdam in 7 giorni - John Cruijff Arena

La visita interna e del campo di uno stadio così grande e tecnologicamente avanzato (è il primo stadio in Europa ad avere un tetto retrattile che ne consente la chiusura/apertura in soli 18 minuti), è interessante anche per chi non è un vero appassionato di calcio. Visitare la Johan Cruijff Arena è come aprire un libro ricco di storie: quelle di grandi campioni, di partite indimenticabili, di una città che vive il calcio come un rito collettivo. L’Arena porta il nome di Johan Cruijff, leggenda assoluta dell’Ajax e della nazionale olandese, icona dello sport mondiale e simbolo della creatività olandese.

Durante il tour si possono visitare gli spogliatoi, la mix zone, la zona riservata ai media , il museo con i trofei e persino il bordo campo, dove si percepisce tutta la grandiosità della struttura.

Dopo la visita allo stadio, siamo rientrati verso il centro, anzi verso la cinta meridionale dei canali, ovvero l’Amstelsluizen.

Situata lungo il fiume Amstel, questa zona prende il nome dalle antiche chiuse che regolavano l’acqua e proteggevano Amsterdam dalle maree: un dettaglio che racconta quanto gli olandesi siano sempre vissuti in simbiosi con l’acqua, tra ingegno e necessità.

Le chiuse risalgono al 1674 e sono tutt’ora funzionanti, facendo si che i canali di Amsterdam vengano inondati dall’acqua dolce proveniente dai laghi del nord anziché dall’acqua salata.

Amstelsluizen è un quartiere fatto di ponti bassi, case eleganti che si specchiano sul fiume, ciclisti che passano silenziosi e una luce che, nelle ore del tramonto, rende l’Amstel quasi dorato. 
Da qui siamo arrivati fino al Magere Brug, il ponte bianco più iconico della città, costruito nel 1670 a nove campate e ricostruito più volte, prima in legno e ora in cemento. E’ noto per essere comparso in film come Agente  007 – Una cascata di diamanti e devo dire che è molto più suggestivo di sera quando viene illuminato da 1200 piccole luci.

Giorno 6: Una giornata in bicicletta tra natura, mercati e panorami

Anche ad Amsterdam, influenzati dal clima cittadino, non abbiamo resistito al richiamo delle due ruote. E così, prese a noleggio le bici, siamo partiti da De Pijp alla volta della periferia. Ci siamo lasciati alle spalle il centro per immergerci pian piano nel verde sconfinato dell’Amsterdam Bos.

L’Amsterdam Bos, il bosco di Amsterdam, è un polmone verde immenso, tre volte più grande di Central Park, totalmente creato dall’uomo, un luogo in cui sembra che la città svanisca. Al suo interno, sentieri, canali, ponticelli, radure, piste ciclabili a perdita d’occhio: tutto invita a rallentare. Abbiamo girato a lungo il parco e ci siamo fermati alla GoatFarm Ridammerhoeve, una fattoria biologica amatissima dalle famiglie olandesi, dove caprette e animali da cortile fanno da cornice a piccole attività artigianali e prodotti locali. Un luogo semplice, autentico, perfetto per una pausa nella natura, per dar da bere il latte agli agnellini e per gustare una buonissima fetta di apple pie fatta in casa.

Dal Bos siamo tornati verso il centro e ci siamo fermati a Vondelpark, il parco cittadino più frequentato dagli abitanti di Amsterdam: prati immensi, laghetti, persone che fanno picnic, artisti di strada, ciclisti ovunque, una statua di Picasso e un bellissimo giardino di rose fiorito. Un tempo era un parco privato riservato ai ricchi, oggi è il parco preferito dai cittadini di Amsterdam.

Per pranzo abbiamo raggiunto il vivace Foodhallen Market, un ex deposito dei tram trasformato in un mercato gastronomico coperto dove si possono provare cucine da tutto il mondo. Un luogo perfetto per assaggiare piatti diversi senza formalità, in un ambiente moderno e sempre molto frequentato.

Sempre in bici abbiamo raggiunto Nieuwmarkt, una delle piazze più vivaci e autentiche di Amsterdam, un luogo dove storia, multiculturalità e vita quotidiana convivono in modo sorprendente. E’ situata ai margini del Quartiere Medievale e a un passo da Chinatown ed è dominata dall’inconfondibile Waag, l’antica porta cittadina trasformata nei secoli in pesa pubblica, sede artistica e persino sala per esperimenti scientifici. Costruita nel 1488 come porta della città (la Sint Antoniespoort), è oggi considerata la struttura non religiosa più antica ancora esistente ad Amsterdam.

In questo quartiere abbiamo visitato la fabbrica di diamanti Gassan. Amsterdam, infatti, è conosciuta come la città dei diamanti sin dal Seicento, quando i maestri tagliatori ebrei portarono qui le tecniche più raffinate d’Europa.

Gassan, fondata nel 1945 dall’omonima famiglia in un ex edificio della Compagnia dei Tram, è oggi una delle ultime realtà artigianali che continua questa tradizione con precisione quasi chirurgica. La visita  alla fabbrica — gratuita e molto interessante — ci ha consentito di vedere da vicino come nasce un diamante perfetto: dalla selezione delle pietre grezze al taglio, fino alla lucidatura. La guida ci ha spiegato il significato delle famose “4C” (carat, color, clarity, cut) con esempi pratici e con la possibilità di osservare da vicino diversi tipi di pietre attraverso la lente del tagliatore.

Una curiosità affascinante riguarda il taglio Gassan 121®, un taglio proprietario brevettato dall’azienda: grazie alle sue 121 faccette, riflette la luce più dei tagli tradizionali rendendo la pietra incredibilmente brillante.

Nella zona delle isole orientali, si trova il Nemo Museum, il museo della scienza, dalla costruzione con tetto inclinato verde rame firmato Renzo Piano. Noi non lo abbiamo visitato ma siamo saliti sulla terrazza (l’accesso è gratis ma attenzione agli orari che cambiano tra estate e inverno) per vedere un bel panorama su Amsterdam. A seconda del periodo dell’anno è possibile godere anche la vista del tramonto. Insomma in ogni caso, vi consiglio di salirci perché ne vale la pena.

Giorno 7: musei importanti, mercati e shopping

Il settimo giorno ad Amsterdam lo abbiamo dedicato a un mix perfetto di cultura, sapori e momenti leggeri. La mattina è iniziata al Rijksmuseum, il più importante museo d’Olanda, un luogo in cui si può davvero leggere la storia del Paese attraverso le opere del Secolo d’Oro. Abbiamo trascorso diverse ore tra i capolavori di Rembrandt – tra cui la celebre Ronda di notte –, le tele luminose di Vermeer e le splendide nature morte olandesi, così ricche di simboli e dettagli che sembrano fotografie. Il museo è immenso e meriterebbe un’intera giornata, ma anche una visita di qualche ora permette di cogliere lo spirito dell’arte olandese.

Amsterdam in 7 giorni - Rijksmuseum

Dopo l’esposizione, abbiamo fatto una passeggiata nel giardino del Rijksmuseum, uno spazio elegante e gratuito dove è possibile respirare un po’ di calma tra aiuole curate, fontane e sculture temporanee. È un luogo ideale per decomprimere dopo la visita e per osservare l’architettura neogotica del museo da un’altra prospettiva.

Dopo un giretto nuovamente al mercato di De Pijp (incredibile come ogni giorno appaia diverso) e un pranzetto al chiosco dei noodles vegetariani, abbiamo dedicato il pomeriggio ad un pò di shopping. Siamo tornati come prima cosa, al mercato dei fiori per comprare bulbi e semi di bonsai da portare a casa e piantare. Poi ci siamo immersi nuovamente in Kalverstraat, tra negozi di moda, botteghe di design olandese e cioccolaterie.

Una giornata equilibrata e piacevole, in cui abbiamo alternato arte, vita quotidiana e angoli tipici: il modo migliore per vivere Amsterdam senza fretta, lasciandosi sorprendere da ciò che appare tra una tappa e l’altra.

Giorno 8 – ultime passeggiate e scorci nuovi

Per l’ultimo giorno abbiamo scelto di girare in città senza un programma rigido.
Siamo partiti dalla Stazione Centrale, con la sua facciata neorinascimentale e ci siamo diretti lungo Haarlemmerstraat, una delle strade più vivaci e amate dagli abitanti di Amsterdam. Questa via è famosa per le boutique indipendenti, i negozi di prodotti artigianali, le piccole torrefazioni e i locali perfetti per una colazione lenta. È una zona che combina storia e creatività contemporanea, tanto da essere considerata una delle “strade dello shopping più cool” della città.

Proseguendo abbiamo raggiunto il Westerpark, un grande spazio verde con un’anima più “selvaggia” rispetto agli altri parchi. Qui si trova il Westergas, un ex complesso industriale riconvertito in hub creativo con caffè, birrifici e gallerie d’arte. È un luogo perfetto per osservare la quotidianità degli amsterdammer: troviamo chi fa jogging, chi legge sdraiato sull’erba, chi pedala verso lavoro.

Rientrando verso il centro storico ci siamo dedicati ad un piccolo itinerario a “caccia ai ponti”. Il primo è l’Aluminiumbrug, uno dei ponti più eleganti e fotografati della zona, con le sue linee chiare che si specchiano nel canale. Poi lo Staalmeestersbrug, un ponte basculante in legno bianco incorniciato da case tipiche: qui è stato scattato uno degli scatti più iconici di Amsterdam, proprio dal punto in cui si apre la visuale sul canale con le case storte sullo sfondo.

Uno dei punti più poetici della nostra passeggiata è stato il Groenburgwal, un canale tranquillo e romantico, famoso perché da qui si ha una delle prospettive più belle della città: il ponte e, in fondo, il campanile della Zuiderkerk che si riflette nell’acqua.

Abbiamo concluso la giornata a Chinatown, tra insegne orientali, mercati, ristorantini e profumi di spezie che escono dalle cucine. È un quartiere vibrante e colorato, che racconta perfettamente quanto Amsterdam sia una città aperta, multiculturale e sempre pronta ad accogliere nuove identità.

Vedere ad Amsterdam in 8 giorni – Dove mangiare ad Amsterdam

Mangiare ad Amsterdam significa scoprire una cucina sorprendentemente varia, fatta principalmente di influenze internazionali portate dalle tante comunità che vivono in città ma anche di piatti tradizionali. Dai mercati gastronomici moderni ai chioschi storici che servono aringhe e patatine croccanti, passando per i caffè di quartiere e i ristoranti affacciati sui canali, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Noi abbiamo cercato di provarle un pò tutte: un pranzo informale, una cena tipica o uno snack veloce ai chioschi di street food tra una visita e l’altra. Ecco quindi i miei consigli

  • Mercato di De Pijp per un pranzo veloce (tranne la domenica) in uno dei tanti chioschi di street food. Noi ci abbiamo pranzato diverse volte assaggiando il cartoccio di polpette fritte olandesi, le tradizionali patatine ma anche dei buonissimi noodles vegetariani.
    Prezzi molto convenienti rispetto a qualunque ristorante o pub al chiuso
  • Foodhallen market: sempre un mercato, sempre street food da ogni parte del mondo ma in questo caso al chiuso in un ex deposito dei tram. Se ci passate in bici, sappiate che al piano seminterrato c’è un enorme parcheggio gratuito
  • Per mangiare ottimi hamburger e scegliere tra una varietà di birre, nel quartiere Amsterdam Noord, vi suggerisco Oedipus Brewing, atmosfera rilassata, creativa e molto informale
  • Per mangiare il tipico smash Burger magari personalizzato, nel quartiere de Pijp si trova il Burger Bar. Non importa prenotare e si trova facilmente posto
  • Se volete gustare la cucina indo-suriname, il mix unico nato dall’incontro tra la tradizione indonesiana e quella surinamese, avrete l’imbarazzo della scelta. Si tratta di una cucina molto diffusa in città grazie alla storia coloniale olandese e oggi è considerato parte integrante dell’identità culinaria locale. I piatti sono speziati ma equilibrati, ricchi di sapori tropicali e ingredienti freschi. Noi abbiamo cenato (ben 2 volte) al ristorante Spang Makandaa sempre nel quartiere De Pijp.
  • Per una cena tipicamente olandese con piatti della tradizione, non è facile scovare un ristorante. Ce ne sono pochi e bisogna prenotare con largo anticipo. Noi abbiamo cenato in questo piccolo ristorante Holland Hap Hmm e abbiamo assaggiato la zuppa, il pollo alla birra e lo stufato.
  • Se la cucina orientale è la vostra passione, a Chinatown ma anche in Leidsedwarsstraat vi consiglio un bel piatto di noodle da Xi’an Delicious Food

Vedere ad Amsterdam in 8 giorni – Dove dormire ad Amsterdam

Per saperne di più sul nostro itinerario in Olanda e sapere dove dormire ad Amsterdam, leggi l’articolo completo qui: Due settimane in Olanda in bici, battello e treno: come organizzare un viaggio indimenticabile


Spero che il mio itinerario e i miei consigli vi possano essere utili per organizzare una vacanza alla scoperta di questa sorprendente città

Due settimane in Olanda in bici, battello e treno: come organizzare un viaggio indimenticabile

Quest’anno abbiamo pensato di fare un viaggio in Olanda in bici, battello e treno, per unire natura, città d’arte e attività sportiva. Abbiamo costruito un itinerario che ci ha visto percorrere circa 350km in bici in una settimana, vivere Amsterdam in tutte le sue sfaccettature e spostarci in treno a scoprire altre belle città del sud.

Un mix di paesaggi rilassanti, musei imperdibili, quartieri nascosti e atmosfere autentiche.

In questo articolo vi racconterò il nostro itinerario, come ci siamo organizzati, quale tour in bici abbiamo scelto, dove abbiamo alloggiato. Non è il tipo di vacanza che consiglio a tutti, perché prevede di essere un minimo allenati o comunque essere persone mediamente sportive, però se volete anche un po’ rendere attrattivo il viaggio per figli adolescenti, beh vi posso dire che con questo itinerario noi ce l’abbiamo fatta. Nostro figlio é tornato soddisfatto e con tanto bagaglio in più di esperienze, nozioni e curiositá su questo paese così ricco di tradizioni ma anche di modernità e mentalità innovativa.

Quindi se stai pensando ad un viaggio in Olanda dinamico e anche con figli adolescenti, questo itinerario di 16 giorni è perfetto per te!

Due settimane in Olanda in bici, battello e treno – mappa

 

Olanda in bici, battello e treno: informazioni utili

  • Giorni di viaggio totali: 16 (dal 15 al 31 agosto 2025)
  • Persone: io, mio marito e nostro figlio di 14 anni
  • Mezzi utilizzati: aereo, bicicletta, treno, trasporti urbani
  • Volo: Firenze – Amsterdam andata e ritorno, prenotato con KLM in primavera.
  • Transfer da e per l’aeroporto di Amsterdam fatti con il treno (frequenza elevata, tempo 15 minuti, costo 5,30€).
  • Treno da Amsterdam ad Hoorn, dove era stata spostata la partenza del nostro tour in bici e barca, a causa  dell’evento Sail Amsterdam 2025 e dei festeggiamenti in occasione del 750° anniversario della città.
  • Bici a noleggio per la prima settimana per fare l’itinerario da Amsterdam al Nord (vi spiego tutto tra poco)
  • Treno da Amsterdam per visitare le città del sud
  • Bici a noleggio giornaliero, tram e metro per visitare la città di Amsterdam (oltre che parecchie gambe!)
  • Codice stradale olandese: L’Olanda è considerata il paradiso del cicloturismo, non solo per la morfologia del paese ma anche per la rete intelligente e intuitiva di piste ciclabili disponibili. Allo stesso tempo vige un altissimo rispetto delle regole della strada, anche e sopratutto delle piste ciclabili. C’è una vera cultura per l’uso di questo mezzo e anche i segnali stradali sono veramente minuziosi. Fate attenzione a rispettare tutte le regole, comprese quello sull’uso del cellulare perché le sanzioni sono tali e quali a quelle per le auto e pure parecchio salate!
  • Guide: come sempre abbiamo comprato le immancabili guide Lonely Planet. Stavolta visto il tipo di viaggio ne abbiamo acquistate due: la guida completa dell’Olanda che abbiamo usato soprattutto durante il giro in bici a nord del paese, in Frisia e nelle città del sud. Per la capitale, visto che ci siamo stati diversi giorni, abbiamo comprato la Lonely interamente dedicata alla città di Amsterdam per avere più informazioni e anche più dettagliate.

Attrezzatura indispensabile da portare per l’itinerario in bici

Per noi era la prima esperienza così lunga in bici. In più c’era l’incognita meteo: oltre al vento che comunque abbiamo trovato e anche forte in alcuni tratti, dovevamo essere pronti anche a pedalare sotto la pioggia. Quindi consigliati da amici e documentandoci su altri blog, ecco cosa abbiamo portato per questo itinerario in Olanda in bici per il mese di agosto:

  • Pantaloncini da bicicletta (1 lungo e 1 corto)
  • Magliette tecniche (usate sempre come primo strato di abbigliamento)
  • Kway
  • Antivento
  • Copriscarpe antipioggia (noi avevamo acquistato questi)
  • Coprisellino silicone (dopo tanto cercare, ho comprato questo su Amazon e mi sono trovata benissimo)
  • Guantini da bici
  • Bandana (meglio del cappello che rischia di volare)
  • Porta cellulare da manubrio, utilissimo per seguire il percorso in bici. Considerate che non è consentito tenere il cellulare in mano e si rischiano multe anche salate. Noi avevamo questo modello “a ragno”
  • Power bank per il cellulare (l’uso delle mappe per diverse ore, consuma abbastanza batteria)
  • Borraccia

Le borse per la bici ce le hanno fornite al noleggio. Non pensate di portarvi lo zaino perché tanti km con le spalle sovraccaricate, non si possono fare. Per l’abbigliamento vi consiglio comunque di vestirvi comodi e a strati. 

(Per la cronaca, alla fine non abbiamo preso una goccia di pioggia per tutto l’itinerario in bici, pedalando sempre coi pantaloncini corti e per la maggior parte del tempo solo con maglietta e la giacca antivento).

Come abbiamo organizzato 2 settimane in Olanda in bici, battello e treno

Per la prima settimana abbiamo acquistato un pacchetto bici + battello tramite girolibero.it (che a sua volta si appoggia a Boat Bike Tours). Questo pacchetto prevede il noleggio delle bici (elettriche o muscolari, noi abbiamo preso quelle tradizionali), più vitto e alloggio su un battello. Con questa formula il battello rimane lo stesso per tutta la settimana e si sposta di porto in porto per seguire il gruppo lungo le tappe stabilite dall’itinerario. Nel costo del pacchetto è inclusa l’assicurazione annullamento viaggio, quella medica e per il bagaglio, il noleggio della bici, il kit riparazione, il lucchetto e le borse da agganciare alle ruote. E’ possibile anche portare le proprie bici, avendone la possibilità e preferendola come soluzione.

due settimane in Olanda in bici battello e treno - il battello

Per percorrere le tappe abbiamo scelto la formula autonoma, ovvero durante il giorno facevamo il percorso in modo indipendente, fermandoci dove e quando volevamo, ma con un obiettivo: arrivare al porto dove avremmo trovato attraccato il nostro battello entro e non oltre le 18, orario in cui veniva servita la cena☺️.
Sul battello erano comunque presenti dei tour leader che ci davano ogni sera (in lingua inglese) consigli sul percorso e sempre disponibili per ogni necessità.
Ci è stata anche fornita un’App con le tracce GPS.

Ogni tappa prevedeva tra i 50 e i 60 chilometri, interamente su piste ciclabili pianeggianti. In alcune giornate però, aggiungendo magari deviazioni e percorsi alternativi, abbiamo percorso qualche chilometro in più. Poichè la cena a bordo del battello si svolgeva presto, spesso dopo aver mangiato siamo usciti per visitare la cittadina dove era attraccato il battello. In alternativa, trascorrevamo la serata nell’ampio salone del battello a bere qualcosa, leggere, o giocare ad uno dei giochi da tavolo messi a disposizione.

In una settimana abbiamo percorso circa 350km che, pensate rappresentano solo lo 0,8% del totale di piste ciclabili presenti in tutta l’Olanda. 

Avendo scelto le bici muscolari, non vi nascondo che avere un minimo di allenamento alle spalle è fondamentale. Se invece prendete la bici elettrica, chiaramente tutto cambia.

Sul battello non è detto ci siano ragazzi adolescenti, noi abbiamo trovato solo un’altra famiglia. Per noi non è stato un grosso problema, perché siamo abituati a viaggiare tanto noi 3 da soli, senza nessuna noia da adolescenti.

Terminata la settimana in bici e barca, siamo rientrati ad Amsterdam dove siamo rimasti 8 giorni. Avevamo infatti programmato di visitare e vivere un pò la città e tenerla come base di partenza per spostarci in treno mattina-sera per visitare altre città del centro e sud dell’Olanda. Amsterdam è in una posizione abbastanza strategica, le distanze sono tutto sommato brevi (mezz’ora, massimo un’ora), le ferrovie funzionano benissimo, i treni sono molto frequenti e l’azienda ferroviaria ha un sistema di acquisto biglietti molto efficiente, quindi siamo stati ripagati dalla scelta.

Scopri cosa vedere ad Amsterdam in 8 gorni: il nostro itinerario tra musei, quartieri e curiosità sulla capitale olandese

Oltre ad Amsterdam abbiamo visitato Utrecht, Haarlem e Gouda.

Saremmo voluti andare anche a Delft ma alla fine abbiamo cambiato idea per due motivi: le città olandesi, dopo un pò, si somigliano molto tra loro (non solo a detta nostra) e poi perché abbiamo voluto vivere Amsterdam anche in modo un pò immersivo. 

Intanto qui puoi vedere il video completo che ho pubblicato su Instagram

 
 
 
 
 
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Hotel ad Amsterdam

Per la prima notte ad Amsterdam abbiamo scelto un hotel facilmente raggiungibile dalla stazione poiché il giorno dopo saremmo  ripartiti per Hoorn in treno. Il quartiere nord, raggiungibile agilmente con un traghettino gratuito che parte ogni 10 minuti proprio dal molo davanti la stazione, é stata la soluzione perfetta e ci ha consentito di scoprire anche questa zona.
Al rientro dal tour in bici, ci siamo fermati 8 notti ad Amsterdam perciò abbiamo scelto un hotel nel quartiere De Pijp che si é rivelata un’ottima scelta. Innanzitutto buon compromesso economico (ad Amsterdam i prezzi sono tendenzialmente alti), facilmente raggiungibile dalla stazione e ben collegato (il quartiere è collegato da un tram diretto dalla stazione e il nostro hotel aveva proprio davanti la fermata del tram 4) e pieno di locali e vita dato che qui si svolge uno dei mercati più grandi e famosi della città.
Ecco i nomi dei nostri hotel:

  • Hotel Holiday Inn Express Amsterdam – North Riverside by IHG (qui abbiamo preso la colazione inclusa)
  • Ibis Styles Amsterdam Amstel nel cuore del quartiere De Pijp  (a pochi metri dall’inizio del mercato di De Pijp e poco distante da tantissimi locali per cenare e bar per fare colazione. Accanto c’è anche un supermercato)

L’itinerario in bici da Amsterdam al Nord dell’Olanda

L’itinerario in bici è iniziato a nord di Amsterdam. Da lì siamo entrati nel cuore della campagna olandese, tra mulini a vento e case tipiche a Zaanse Schans, e piccoli borghi come De Rijp e Alkmaar, famosa per il mercato del formaggio.

Olanda itinerario bici battello e treno Zaanse Schans e Alkmaar

 

L’itinerario ci ha portato lungo la costa, pedalando tra le dune e la riserva naturale Noordhollands Duinreservaat, con soste nelle spiagge selvagge di Schoorl aan Zee e Bergen aan Zee. Una delle tappe più emozionanti è stata l’isola di Texel, dove abbiamo scoperto villaggi caratteristici come Den Burg e De Koog, oltre all’Ecomare, centro dedicato alle foche e alla natura marina.

Il viaggio è proseguito verso la Frisia, regione dal forte orgoglio culturale, riconoscibile dalla sua bandiera bianca e blu con i “cuori rossi”. Qui abbiamo pedalato tra villaggi pittoreschi come Stavoren, Hindeloopen e Workum, ricchi di tradizioni marinare e architetture storiche.

Olanda itinerario bici battello e treno parco delle dune, Texel, Workum

Attraversando l’IJsselmeer ci siamo diretti verso città dal grande passato commerciale, come Hoorn ed Enkhuizen, che raccontano ancora l’epoca d’oro della Compagnia delle Indie Orientali con i loro porti, le chiese e le vie animate da botteghe di formaggi e cioccolaterie.

Infine, prima di rientrare ad Amsterdam, abbiamo visitato villaggi iconici come Edam e Volendam, conosciuti per la produzione di formaggi e per l’atmosfera autentica, con una tappa al caseificio Henri Willig, dove la tradizione casearia si fonde con l’innovazione.

Un itinerario che ha unito natura, cultura e storia, perfetto per chi come noi voleva vivere l’Olanda da vicino, al ritmo lento della bicicletta.

Cosa vedere ad Amsterdam in 7 giorni tra musei, quartieri e curiosità

Dopo la prima settimana in bici, avevamo programmato di trascorrere diversi giorni nella capitale per viverla più da vicino (merita tantissimo), scoprire quartieri meno turistici ma tanto affascinanti e spingersi anche un pò in periferia per scoprire parchi molto grandi dove si rifugiano gli olandesi nelle belle giornate estive.

Abbiamo passeggiato lungo i canali, visitato musei famosi in tutto il mondo, esplorato quartieri storici e scoperto angoli meno turistici.

Tutte le attrazioni visitate ad Amsterdam, le abbiamo prenotate in anticipo. Alcune come il Museo di Van Gogh e la Casa di Anna Frank, diverse settimane prima di partire direttamente sui siti dei musei. Anche il giro in battello, se volete farlo vi consiglio di prenotarlo con largo anticipo, specie in agosto. Altre (dall’Heineken Experience a This is Holland) le abbiamo prenotate 1/2 giorni prima tramite il sito GetYourGuide dove abbiamo trovato vari sconti e offerte.

Olanda itinerario bici battello e treno Amsterdam

Ecco un riepilogo di cosa abbiamo visto e visitato ad Amsterdam in 7 giorni.

Quartieri visitati ad Amsterdam:

  • Quartiere medioevale
  • Red Light Districts
  • Begijnhof
  • Kalvestraat
  • Piazza Dam
  • Jordaan e l’ovest
  • Chinatown
  • De Pijp 
  • NDSM
  • Amstelsluizen
  • Cintura meridionale dei canali
  • Nieuwmarkt
  • Plantage

Musei visitati ad Amsterdam

  • Palazzo Reale
  • Van Gogh museum 
  • Rijksmuseum
  • Casa di Anna Frank
  • Houseboat museum

Olanda itinerario bici battello e treno Amsterdam 2

Parchi e mercati 

  • Vondelpark
  • Amsterdam Bos
  • Foodhallen
  • Mercato dei fiori
  • De Pijp
  • Mercati nel quartiere Joordan

Altre attrazioni visitate ad Amsterdam

  • Heineken Experience
  • This is Holland
  • Giro in battello con compagnia The Lovers
  • Visita alla Fabbrica dei Diamanti Gassan (tour guidati gratuiti)
  • Johan Cruijff Arena

Escursioni di un giorno da Amsterdam

Amsterdam si trova in una posizione abbastanza strategica per consentire di raggiungere in poco tempo altre città. Negli 8 giorni totali in cui siamo stati nella capitale, 2 li abbiamo destinati alla visita di altre 3 città, raggiungendole in treno: Gouda, Utrecht e Harleem.

Gouda: non solo formaggio

Famosa in tutto il mondo per il suo formaggio, Gouda è in realtà una cittadina che offre molto di più. Il cuore è la piazza del mercato, dominata dallo Stadhuis, il municipio in stile gotico con le caratteristiche finestre rosse e bianche. Noi ci siamo stati di giovedì, la giornata in cui da aprile a fine agosto si tiene il celebre mercato del formaggio. Abbiamo assistito alla rievocazione della contrattazione e vendita delle forme di formaggio ma qui si possono scoprire anche gli stroopwafels originali, i dolci tipici dell’Olanda, nati proprio qui a Gouda. Una città che unisce tradizione gastronomica e atmosfere pittoresche.

Utrecht: la città dei canali a due livelli

Meno turistica di Amsterdam ma altrettanto affascinante, Utrecht colpisce subito per i suoi canali unici al mondo, con banchine a due livelli trasformate in caffè, ristoranti e spazi creativi. Il simbolo della città è la Domtoren, la torre campanaria più alta d’Olanda, che con i suoi 112 metri domina il centro storico. Utrecht è anche una città vivace e giovane, grazie all’università e ai numerosi eventi culturali.

Forse più che una gita di un giorno, Utrecht meriterebbe una sosta più lunga perché ci ha proprio dato la sensazione di una cittadina da vivere.

Haarlem: tra arte e storia

A soli 20 minuti di treno da Amsterdam, abbiamo raggiunto Haarlem, una delle città più eleganti d’Olanda. La Grote Markt è il cuore della città, circondata da edifici storici e dalla chiesa di San Bavone, che ospitò persino un giovane Mozart all’organo. Anche qui c’è un mercato settimanale, il sabato. Haarlem è anche la patria di Frans Hals, e il museo a lui dedicato raccoglie importanti opere del Secolo d’Oro olandese. Con le sue stradine acciottolate, i giardini nascosti, i mulini e i birrifici storici, ci ha colpito per l’atmosfera autentica e più tranquilla rispetto alla capitale.

Escursioni da Amsterdam: Gouda Utrecht e Haarlem


Piaciuto il nostro itinerario in Olanda in bici, battello e treno? Tu che altri posti hai visitato in questo paese?
Se stai programmando un viaggio per questa destinazione, spero che questo articolo ti sia stato utile.

Parigi in 4 giorni: itinerario perfetto a piedi e in metro

Parigi è una di quelle città che non smettono mai di stupire, anche se ci sei già stat*. Di ritorno dal nostro viaggio in macchina in Normandia e Bretagna e una tappa all’andata a Lione, ci siamo fermati sulla via del ritorno proprio a Parigi per esplorarla in modo autentico: zaino in spalla, scarpe comode e biglietto della metro sempre a portata di mano.
Ognuno di noi 3 (mamma, babbo e adolescente) aveva desideri diversi da realizzare nel visitare o rivedere Parigi e alla fine siamo riusciti ad accontentare tutti!

Ho ritrovato una città ancora diversa da come l’avevo vista a 6, 14 e 18 anni. Più vissuta e con tanti contrasti ancora più accentuati dalle crisi pandemiche come da incendi devastanti (ricorderete tutti il tragico incendio della Cattedrale Notre Dame nel 2019), ma sempre così affascinante, armoniosa, ammaliante. Storia, cultura e modernità che si fondono lasciando una sottofondo costante di romanticismo che si respira in ogni angolo della città.
Insomma Parigi, per me è sempre un si e ci tornerei ancora e ancora.

Ecco quindi il racconto di Parigi in 4 giorni: itinerario perfetto a piedi e in metro, per chi ama camminare, scoprire angoli nascosti di Parigi e godersi la città a ritmo lento, anche con bambini e adolescenti.

Vi dico già che 4 giorni non basteranno per vedere tutte e abbiamo dovuto fare delle scelte (per esempio non siamo stati a Versailles) con la promessa che ritorneremo per compensare ciò che non abbiamo visitato.


Giorno di arrivo: prime emozioni tra la Bastiglia e l’Île de la Cité

Siamo arrivati nel primo pomeriggio, giusto in tempo per un assaggio dell’anima più storica di Parigi. La nostra passeggiata è cominciata dalla Place de la Bastille, simbolo della Rivoluzione francese. La colonna di luglio, al centro della piazza, racconta storie di lotta e libertà.

A piedi ci siamo poi diretti verso la Conciergerie, uno degli edifici medievali più affascinanti della città, che fu anche prigione durante la Rivoluzione. Poco distante, ci ha accolto la maestosa Cattedrale di Notre-Dame, con la sua facciata iconica e le guglie (in quel momento ancora in restauro dopo il devastante incendio di qualche anno fa, ma sempre emozionante).
Il tramonto che faceva luce sui campanili e i musicisti di strada in sottofondo, creavano un’atmosfera davvero unica.

Parigi in 4 giorni itinerario perfetto a piedi e in metro
Abbiamo concluso il pomeriggio passeggiando sull’Île de la Cité, cuore antico di Parigi, e sull’Île Saint-Louis, un angolo tranquillo e pieno di charme.


Giorno 1: 17 km a piedi tra icone tradizionali e meraviglie

È stata la giornata più intensa, ma anche quella che ci ha lasciato più ricordi. Di buon mattino siamo andati alla Tour Eiffel e – sì! – siamo saliti a piedi fino al secondo piano. I biglietti li avevamo acquistati on-line e siamo entrati abbastanza velocemente. La salita a piedi è meno impegnativa di quanto pensassimo (certo un pochino allenati bisogna essere) ma è stata una sfida che alla fine ci ha regalato una vista mozzafiato e un gran senso di soddisfazione.

Da lì, camminando lungo la Senna, abbiamo raggiunto l’Arco di Trionfo, che svetta imponente all’inizio degli Champs-Élysées. Dopo una passeggiata tra vetrine scintillanti e la tipica atmosfera parigina, siamo arrivati a Place de la Concorde, elegante e scenografica, e poi al Jardin des Tuileries, dove ci siamo presi una meritata pausa.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il Musée d’Orsay, che ha incantato anche nostro figlio con le sue opere impressioniste e l’architettura della vecchia stazione con il suo imponente orologio che sembra uscito da un film. Monet, Degas, Van Gogh, Renoir… una collezione di capolavori impressionisti e post-impressionisti che ci ha incantati e devo dire che rispetto al Louvre, l’atmosfera qui è più raccolta e rilassata, perfetta per godersi l’arte con calma.
Poi una camminata nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, con l’atmosfera bohémien, tra le sue librerie storiche e i caffè iconici.
Il quartiere ha un ritmo tutto suo: romantico, raffinato, quasi sospeso nel tempo. Ve lo consiglio se amate perdervi nei dettagli e assaporare la Parigi più autentica, lontana dalla folla ma piena di poesia.

Continuando a camminare siamo arrivati fino al Panthéon, dove riposano grandi nomi della storia francese. Purtroppo non siamo entrati e questo forse è l’unico rimorso dei nostri 4 giorni a Parigi.

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Giorno 2: tra arte, bouquinistes e scorci da cartolina

La giornata è iniziata al Louvre, dove siamo rimasti dalle 9:30 alle 13:00. Avevamo acquistato i biglietti on-line scegliendo l’ingresso delle 9:15, uno dei primi orari disponibili così da non trovare troppa coda.
Noi abbiamo  visto dalla Gioconda di Leonardo agli splendidi marmi greci, la venere di Milo, le grandi tele francesi fino ai tesori dell’antico Egitto e gli appartamenti di Napoleone: insomma ogni sala è stata una scoperta.

Parigi in 4 giorni - Louvre
Il Louvre non è solo un museo: è un’esperienza. Perciò vi dò un consiglio: scegliete in anticipo le sezioni che vi interessano di più e con mappa alla mano, prendetevi tutto il tempo per assaporarle, senza sentirvi sopraffatti dalla vastità di opere e sale presenti.

Dopo una sosta alla Chiesa di Saint-Eustache, un piccolo gioiello architettonico che mescola gotico e rinascimentale con grande eleganza, siamo passati davanti al Centre Pompidou (che abbiamo visto solo dall’esterno) e ci siamo regalati una passeggiata lungo la Senna tra le bancarelle dei bouquinistes, dove si trovano ancora in vendita vecchie stampe, libri rari e souvenir d’altri tempi. Ci siamo anche fermati lungo il cammino, in uno dei graziosi bar lungo la Senna dove abbiamo ascoltato piacevole musica e ammirato qualche avventurosa coppia parigina ballare sulle note degli artisti.

Nel pomeriggio, ci siamo spinti fino a Place des Vosges, una delle piazze più belle e armoniose della città, e abbiamo visitato la casa di Victor Hugo, una tappa davvero suggestiva. Dopo una pausa nei dintorni della Bastiglia, abbiamo preso la metro verso nord.

La seconda parte del pomeriggio l’abbiamo infatti dedicata al quartiere di Montmartre: la salita alla Basilica del Sacro Cuore, il panorama su tutta Parigi, il fascino bohémien di Place du Tertre. Devo confessare che avevo un ricordo molto più romantico ed esclusivo di questo luogo risalente a molti anni fa. Ho ritrovato ahimè un quartiere estremamente turistico, con bar e ristorante che a mio parere hanno eccessivamente invaso strade, vicoli acciottolati e piazzette, togliendo l’atmosfera un pò romantica e un pò nostalgica di questo luogo che ha ispirato pittori come Toulouse-Lautrec e Picasso.

Scendendo abbiamo fatto tappa d’obbligo davanti al Moulin Rouge e al romantico Muro dell’Amore che non avevamo invece mai visto nelle precedenti visite. Una vera immersione nell’anima artistica della città.

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Giorno 3: tra modernità, giardini e un finale sul fiume

Abbiamo iniziato la giornata prendendo la metro fino al quartiere de La Défense. Una Parigi diversa, futuristica, con i suoi grattacieli, le sculture moderne e la Grande Arche: un contrasto sorprendente con il centro storico.

Parigi in 4 giorni - Palazzo del comune - La Defance

Abbiamo scattato un pò di foto iconiche davanti alle opere più rinomate e siamo rientrati in centro e fermati a Odéon, per visitare la Chiesa di Saint-Sulpice e passeggiare nei Jardin du Luxembourg, dove i parigini leggono al sole e i bambini (ma anche gli adulti) giocano con le barchette nello stagno. E chi siamo noi per non provarle?

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato al Quartiere Latino, pieno di vita e tanti locali e poi a una camminata nel Jardin des Plantes, con il suo orto botanico e il forte profumo di primavera.

Parigi in 4 giorni - Palazzo del comune - Jardin du Luxemburg

La sera ci siamo regalati un momento magico: una mini crociera con il Bateau Mouche dal Pont de l’Alma, con la Torre Eiffel che si accende di luci sotto il cielo blu. Può sembrare un’esperienza super turistica ma non lo è affatto. Permette infatti di vedere Parigi da una prospettiva insolita e ogni scorcio è una vera sorpresa. con la luce del tramonto è stata per noi un’esperienza indimenticabile.


Giorno 4: saluto panoramico dalla Promenade Plantée

L’ultimo giorno, prima di lasciare Parigi, abbiamo fatto una passeggiata sulla Promenade Plantée (ora nota anche come Coulée verte René-Dumont), una vecchia ferrovia sopraelevata trasformata in giardino sospeso nel cuore dell’XI arrondissement. Un angolo verde e rilassante da cui salutare la città dall’alto, con uno sguardo dolce e malinconico.

Che ne dite del nostro itineario di 4 Giorni a Parigi? Fatemi sapere cosa ne pensate e magari la vostra esperienza ma prima vi lasci qualche altra informazione utile!

Parigi in 4 giorni: itinerario perfetto a piedi e in metro

Dove abbiamo alloggiato:

Cercare un alloggio a Parigi che possa rappresentare un compromesso tra prezzi (mediamente alti ovunque), stelle e posizione, non è per nulla facile.
Dopo una lunga ricerca abbiamo individuato un hotel nell’ Arrondissement XI, lo Zazie Hotel, molto semplice e spartano ma strategicamente vicino alla fermata della linea 1. Ha una convenzione con un parcheggio custodito nella via vicina e intorno un sacco di boulangerie e bar dove fare colazione. Anche la sera nel quartiere ci sono tanti ristoranti dove fermarsi a cena.

Dove mangiare a Parigi:  consigli e 4 posti che mi sento di segnalare se siete in queste zone

XI Arrondissement

  • Popeline: ideale per una cena veloce a base di un buon Fish&Chips, se alloggiate in zona
  • L’Ébauchoir: buona brasserie francese. Piatti di carne (maiale e agnello) ben cucinati e saporiti. Consiglio di prenotare

  • À Mon Café: molto frequentato da persone del luogo. Buoni gli hamburger (specie quelli con i formaggi francesi)

Montmatre

  • Le Relais Gascon: difficile orientarsi nel quartiere e nella miriade di locali acchiappa turisti. Questa braserei è piuttosto tranquilla se volete mangiare un buon filetto con…. patate all’aglio!

Alla scoperta dei borghi meno conosciuti della Maremma: Magliano, Montemerano e l’Abbazia di San Bruzio

L’estate scorsa, approfittando della nostra tappa fissa in quel di Principina a Mare, abbiamo deciso di esplorare alcuni borghi dell’entroterra meno conosciuti della Maremma, ma ricchi di fascino e storia. Lontani dalle folle e immersi nella natura, Magliano in Toscana, Montemerano e l’Abbazia di San Bruzio si sono rivelati vere e proprie gemme tutte da scoprire.

Prima Tappa: Magliano in Toscana

Il nostro itinerario è iniziato a Magliano in Toscana, un borgo medievale circondato da possenti mura ben conservate. Passeggiando lungo le sue stradine acciottolate, si respira un’atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa. Un luogo che sembra uscito da una cartolina!

Cosa vedere:

  • Le Mura di Magliano: perfettamente conservate, offrono una vista panoramica sulla campagna maremmana. Costruite tra il XIII e il XV secolo, abbracciano il borgo come a volerlo proteggere ancora oggi. Camminare sulle sue stradine lastricate è come ascoltare un racconto sussurrato dal vento: ogni angolo ha qualcosa da dire.borghi meno conosciuti della Maremma - Magliano in Toscana
  • Chiesa di San Martino: una piccola perla romanica con affreschi antichi. Qui è custodito un misterioso affresco raffigurante un Cristo con sei dita: un dettaglio insolito e carico di simbolismo che ha suscitato nel tempo varie interpretazioni, tra sacro e profano.
  • Ulivo della Strega: uno degli ulivi più antichi d’Italia, risalente a oltre 3.000 anni fa. Si tratta di un albero monumentale che si trova poco fuori dal centro storico, lungo la strada per l’abbazia di San Bruzio. Questo ulivo, che si stima abbia più di 3.000 anni, è uno dei più antichi d’Europa. La leggenda vuole che fosse frequentato da streghe nei secoli passati, che danzavano intorno al suo tronco contorto durante le notti di luna piena. Ancora oggi, la sua presenza magnetica incanta: sembra quasi parlare, con le sue radici che affondano nel tempo. Una vera meraviglia della natura!

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Seconda Tappa: Montemerano

Dopo Magliano, ci siamo diretti a Montemerano, un piccolo borgo arroccato su una collina, incastonato tra Saturnia e Manciano. Montemerano affascina con la sua armonia e non solo per modo di dire: la sua pianta urbana ha davvero la forma di un cuore. Un dettaglio che si coglie solo dall’alto, ma che sembra già raccontare la natura accogliente e romantica del paese.

Anche qui il mio consiglio è di ammirare ogni angolo, passeggiando tra viuzze lastricate, archi in pietra e balconi fioriti. Ogni angolo mi è sembrato un invito a rallentare, a guardarmi intorno, a perdermi.

Cosa vedere:

  • Piazza del Castello: il cuore pulsante del borgo, con case in pietra e un’atmosfera fiabesca.
  • Chiesa di San Giorgio: custodisce la celebre “Madonna della Gattaiola”, un dipinto quattrocentesco con un dettaglio curioso: un foro nel dipinto, una vera e propria gattaiola! La leggenda vuole che, in passato, la chiesa fosse anche rifugio per i gatti del borgo, e che qualcuno abbia tagliato un buco per permettere loro di entrare. Oggi, questo particolare rende l’opera ancora più unica e incuriosisce moltissimo chi visita Montemerano.
  • Le edicole votive lungo le strade: piccole nicchie con immagini sacre che raccontano la profonda devozione popolare. Alcune sono ornate con fiori freschi, altre con candele accese da mani silenziose. Un simbolo della spiritualità semplice e autentica di questi luoghi.

borghi meno conosciuti della Maremma - Montemerano

Montemerano è stato inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia” e non è difficile capire il perché. Ogni angolo è perfetto per scattare foto da cartolina.

Ultima Tappa: L’Abbazia di San Bruzio

L’ultima tappa del nostro itinerario ci porta all’Abbazia di San Bruzio, situata poco fuori Magliano. Questo antico monastero benedettino, di cui oggi restano affascinanti rovine, emana un’energia speciale.

L’abbazia risale all’XI secolo e fu un tempo uno dei più importanti centri religiosi della zona. Appartenente ai monaci camaldolesi, custodiva preziosi manoscritti e ospitava una comunità viva e operosa. Col tempo, però, venne abbandonata e dimenticata, lasciando che la natura si riprendesse lentamente il suo spazio

Il silenzio e la posizione isolata rendono il luogo perfetto per una pausa di contemplazione. E proprio la sua decadenza silenziosa le dona un fascino magnetico.

Consiglio fotografico: Visitate l’abbazia al tramonto per godere di una luce dorata che rende l’atmosfera ancora più magica.

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Questo itinerario tra Magliano, Montemerano e l’Abbazia di San Bruzio è stato perfetto per trascorrere una giornata autentica in Maremma, tra storia, natura e buon cibo.
Se volete fare una pausa dal mare e scoprire una Toscana più intima e meno turistica, questi borghi sono una scelta ideale.