Hanoi: cosa vedere nella città che non dorme mai

Hanoi è stata la prima tappa del nostro viaggio in Vietnam e Cambogia. Il primo luogo in cui ci siamo trovati catapultati e che ci ha dato il primo intenso impatto con questo territorio.

Hanoi ha avuto su di noi l’effetto di una centrifuga: storditi dalle ore di volo e dal fuso orario, ci siamo ritrovati in una città piena di fermento. Hanoi è un concentrato di cultura, storia e tradizioni, è caotica e rumorosa ad ogni ora: i motorini sfrecciano in ogni direzione senza alcuna regola, i clacson vengono suonati all’impazzata, gli incroci sono intasati e i semafori ignorati da tutti, tanto che per attraversare la strada ci si può solo buttare e fare slalom tra i mezzi senza mostrare alcuna esitazione, ritrovandosi dall’altra parte della strada (sani) quasi senza sapere come.

Insomma un vero effetto wow che però non ci ha scoraggiato dal camminare a piedi per scoprirla, anzi gironzolare per il dedalo di strade del suo centro storico ci ha suscitato tanta curiosità e alla fine abbiamo macinato un sacco di chilometri senza nemmeno accorgercene.

E poi c’è la gente di Hanoi, tanta gente che si muove per la città, trasporta quantità impensabili di merce sui motorini, viaggia senza casco magari contromano, sfreccia sui marciapiedi, urla, porta la famiglia intera in scooter tenendo in braccio i neonati o usando seggiolini che di norme non ne sanno nulla, gente che corre indaffarata a raggiungere la propria destinazione trasmettendo davvero l’impressione di una città che non dorme mai.

Hanoi - mercato copertoHanoi ci ha stravolti, non per stanchezza ma perchè ci ha riempito gli occhi con il suo mix di stili architettonici e con i suoi colori, ci ha riempito le orecchie e la testa di rumori, il naso degli odori dello street food: un vero concentrato di caos che ci ha completamente avvinghiato.

La storia di Hanoi risale al VI secondo quando i cinesi fondarono su questi terre l’allora Tong Binh.
Fu però all’epoca della prima dinastia Ly del Vietnam, nel 1010, che la città divenne capitale con il nome di Thang Long, la città del dragone che si leva in volo.

Nel corso dei secoli e delle successive invasioni cinesi, cambiò più volte nome. Quando perse il ruolo di capitale per cederlo a Huè durante la dinastia Nguyen prese l’attuale nome di Hanoi e nel 1945, per opera di Ho Chi Min, fu definitivamente consacrata capitale del Vietnam del Nord.

Nel mezzo, le invasioni mongoli, la dinastia Ming e la colonizzazione francese avevano più volte fatto cambiare l’aspetto della città e il suo assetto urbanistico, stravolgendone il disegno che la dinastia Ly aveva voluto alle origini, ovvero quello di riflettere sulla terra l’ordine cosmico.

Proprio questo succedersi di popoli e regni, ha lasciato segni inconfondibili nell’architettura, nelle strade, nei monumenti e nella cultura di Hanoi, creando una mescolanza a tratti disordinata e caotica, ma proprio per questo, tanto caratteristica da farla apprezzare enormemente.

La nostra permanenza ad Hanoi è stata di 2 giorni, per cui ora vi elencherò tutto quello che abbiamo visitato in questo tempo, ma prma di iniziare vorrei darvi qualche veloce consiglio pratico:

  • Imparate qualche parola in vietnamita, come “ciao”, “buongiorno”, “grazie” . I Vietnamiti non parlano moltissimo l’inglese quindi conoscere qualche parola in lingua locale aiuterà a comunicare con gli abitanti locali e a mostrare il rispetto per la cultura vietnamita.
  • Indossate abiti comodi e leggeri. Il clima ad Hanoi è caldo e umido per la maggior parte dell’anno.
  • Portate un repellente per insetti soprattutto durante la stagione delle piogge.
  • Siate preparato al traffico che ad Hanoi può essere intenso e caotico ma non fatevi impaurire.
  • Non bevete acqua del rubinetto, non è potabile. In hotel troverete sempre delle bottigliette di acqua minerale che vi suggerisco di usare anche per lavare i denti.
  • Nei templi e nel mausoleo di Ho Chi Min è vietato entrare con le spalle scoperte e i pantaloncini troppo corti.

Hanoi: cosa vedere in 2 giorni

Il quartiere vecchio e i mercati

Il Quartiere Vecchio rappresenta la testimonianza vivente della storia e della cultura locali. Si tratta di un’intricata rete di strade strette e tortuose, risalente a oltre mille anni fa, che certamente è una delle principali cose da vedere ad Hanoi per gli amanti dell’autenticità. Il mio consiglio è di perdervi tra le strade e vivere immersi tra la gente, i negozi, i motorini, le bici, i locali di street food che invadono i marciapiedi con i loro tavolini e le loro seggioline dove sedersi a gustare qualcosa.

Qui si può scoprire la vera essenza della città, dove odori, colori, rumori e  sapori si mescolano e creano un’atmosfera davvero unica.

E’ grande circa un chilometro quadrato e i nomi delle strade sono quelli che cinque secoli fa vennero dati alle 36 corporazioni di artigiani che risiedevano in questa zona , ciascuna intorno a un tempio o a un Nhnh (casa comune).

Abbiamo seguito un itinerario a piedi suggerito dalla nostra Guida (cartacea) che dal Lago Haon Kiem ci ha fatto imboccare l’affollatissima strada Hang Dao piena di bancarelle (da queste parti si tiene anche il mercato notturno), per poi proseguire verso la Hang Ngang dove al numero 48 abbiamo trovato quella che fu la residenza di Ho Chi Minh. L’ingresso è libero e all’interno si trovano foto, lettere e vari cimeli fra cui gli scritti composti qui per pronunciare la sua Dichiarazione di Indipendenza che tenne il 2 settembre 1945 per proclamare l’indipendenza del Vietnam.

Sempre su questa strada si possono vedere tantissime case lunghe ma con le facciate strette, caratteristiche di Hanoi e risalenti al XIX secolo. Si tratta delle famose case missile che venivano costruite con questa conformazione perchè gli spazi cittadini erano limitati e le case venivano tassate in base alla loro esposizione sulla strada. Perciò venivano costruite con una larghezza massima di 2/3 metri ma profonde anche 100mt per realizzare tutti gli ambienti della casa che spesso fungeva nella parte anteriore come luogo di lavoro (negozio, officina, ambulatorio, studio medico).

Camminando nell’Old Quarter è possibile visitare una di queste case tipiche (Ma May,87), una delle 14 costruzioni tradizionali, edificata nel XIX secolo con lo scopo di essere sia una residenza che un luogo d’affari. La sua architettura è tipicamente a missile, con la parte posteriore più ampia di quella anteriore per riflette il pensiero delle persone del passato: costruire una casa con un terreno “fiorito” nel retro avrebbe portato al proprietario fortuna e gioia nel futuro.
E’ divisa in 5 campate: quella affacciata sulla strada era adibita a negozio, la seconda a deposito, la terza un cortile sul cui retro si trovavano la quarta con le stanze dell’abitazione e la quinta che era la cucina.

Non lontano dal Quartiere Vecchio, il Mercato di Hanoi si presenta come un’ode alla vivacità economica della città. Qui abbiamo camminato facendoci largo tra distese di bancarelle ricche di prodotti freschi, spezie, cereali, carne, pesce e artigianato locale, tra colori e suoni che ci hanno dato la sensazione di un vero caleidoscopio di cultura.

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La cattedrale

La Cattedrale di Hanoi, anche conosciuta come Chiesa di San Giuseppe, è un gioiello architettonico situato al centro di Hanoi, punto di riferimento per oltre i 300.000 cattolici presenti in città. E’ senza dubbio una delle principali cose da vedere ad Hanoi per la sua contrapposizione con lo stile della città. Fu costruita in stile neogotico tra il 1886 e il 1887 da un missionario francese e risulta piuttosto imponente con le sue torri slanciate, una facciata ricca di dettagli architettonici intricati e un’iconica vetrata a rosa. Pensate che a vederla sembra realizzata in pietra, invece è fatta di mattoni rivestiti di cemento.

L’interno della cattedrale è altrettanto affascinante, con maestosi affreschi e vetrate che filtrano la luce in modo spettacolare. Questa fusione di architettura europea e asiatica colpisce, offrendo una prospettiva unica sulla storia e la cultura di Hanoi. La Cattedrale di Hanoi non è solo un luogo di culto, ma anche un simbolo di importanza storica e artistica.

La via dove passa il treno

La via del treno di Hanoi è conosciuta localmente come “Đường Ray” o “Railway Street“. È un’attrazione insolita e affascinante nel cuore della città. E’ un luogo che attrae tantissimi turisti, ma dove la vita quotidiana prosegue come se non ci fosse un treno ad attraversarla per lungo e gli abitanti locali non vivessero e lavorassero in case affacciate direttamente sulle rotaie.

I treni passano due volte al giorno (alle 15:30 e alle 19 circa) e in alcuni punti, negozi e ristoranti devono sgombrare le rotaie in tempo da sedie e tavolini per il suo passaggio. Quando avevo visto le foto sul web stentavo veramente a immaginarmi questa strada: un luogo davvero surreale,

La ferrovia è stata costruita dagli occupanti francesi nel periodo coloniale e faceva parte dell’antica linea ferroviaria che collegava Hanoi a Ho Chi Minh City. Oggi, è una delle ultime sezioni rimaste di questa ferrovia storica.

La strada è divisa nettamente in due zone, quella più ricca di locali e certamente più fotografata che è parzialmente chiusa al libero accesso, nel senso che per passeggiare in questo tratto, si è caldamente invitati a consumare qualcosa in uno dei locali che vi si affacciano.

Hanoi cosa vedere - la via del treno

Il tempio della letteratura

Questo tempio è un vero e proprio luogo di culto e rappresenta anche l’importanza che i Vietnamiti hanno da sempre dato alla cultura e letteratura e più specificatamente al confucianesimo.

Fu fondato nel 1070 replicando la struttura del tempio di Confucio a QuFu e 6 anni dopo la sua costruzione divenne la prima università del paese, inizialmente riservata solo ai figli dei sovrani e poi aperta ai figli dei mandarini e ancora più tardi a tutti coloro che erano meritevoli negli studi.

Rappresentò per centinaia di anni la più esclusiva e prestigiosa scuola letteraria da frequentare per accedere ai più alti gradi dell’amministrazione civile dello stato. A partire dal 1484 nel terzo cortile furono addirittura erette delle stele poggiate su delle statue a forma di tartaruga su cui furono incisi i nomi dei laureati fino al 1779, ancora oggi visibili.

Questo tempio è una delle poche costruzioni che sono rimaste intatte nonostante le invasioni, le guerre e le distruzioni subite dalla città di Hanoi.

Oltre l’ingresso principale, c’è un sentiero, un tempo riservato esclusivamente al sovrano, che attraversa tutto il tempio. Il tempio è poi formato da 5 cortili e l’architettura generale è influenzata dalla filosofia yin e yang, molto radicata nella cultura vietnamita.

Yin e Yang sono la rappresentazione dell’armonia tra cielo e terra dove al centro si trova l’uomo e infatti i 5 cortili si trovano tutti allineati, lungo un asse che mostra la convergenza tra cielo, terra e uomo.

I primi due cortili sono occupati da splendidi giardini, nel terzo si trova un grande stagno chiamato il Pozzo della Chiarezza Celeste, il quarto cortile è detto il Cortile Saggio in cui troneggia una statua di Confucio circondata da quelle dei suoi quattro discepoli e la Casa delle Cerimonie. Nell’ultimo cortile, chiamato Thai Hoc, si trova un santuario di legno rosso, colore del potere, con all’interno le statue dei 3 grandi re vietnamiti.

All’interno del Tempio si trovano tante figure metaforiche della filosofia di Confucio: nello stagno ci sono ad esempio le carpe che rappresentano gli studenti che vivono nella melma dell’ignoranza e studiando si trasformano nel dragone raffigurato sul tetto del tempio, che può volare verso il cielo della conoscenza.

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Mausoleo di Ho Chi Min

Il Mausoleo di Ho Chi Minh è un luogo di grande importanza storica per Hanoi. Abbiamo visto tantissimi vietnamiti in coda per entrare a mo’ di pellegrinaggio ad ammirare le sue spoglie che si trovano all’interno del maestoso mausoleo di marmo.

Ho Chi Minh è stato il leader della rivoluzione vietnamita e il fondatore della Repubblica Democratica del Vietnam (oggi la Repubblica Socialista del Vietnam). È un’icona nazionale, spesso chiamato “Bác Hồ”, che significa “Zio Ho” in segno di rispetto.

Nonostante le sue volontà di essere cremato e che le sue ceneri venissero sparse per luoghi sconosciuti e nascosti del Vietnam, i suoi fedelissimi, molto tempo prima della sua morte, si erano recati a Mosca per studiare le possibili tecniche di imbalsamazione usate dai russi per conservare il corpo di Lenin. Così quando nel 1969 Ho morì, venne imbalsamato per essere esposto e venerato proprio qui, in questo mausoleo inaugurato nel 1975. Sopra si trova incisa la frase più famosa di Ho Chi Minh: “Niente è più importante dell’indipendenza e della libertà“.

La costruzione è un imponente edificio in stile sovietico con colonne, realizzato in marmo e granito.

Hanoi cosa vedere - Mausoleo Ho Chi Min

Per visitare l’intero sito, abbiamo trovato dei controlli piuttosto stringenti all’ingresso, sull’abbigliamento (sono richiesti pantaloni o gonne sotto il ginocchio e braccia coperte) e sull’attrezzatura che si porta (a noi è stato sequestrato il bastone della go pro).

Tempio ad un pilastro

All’interno del sito dove è il mausoleo, si trova questa pagoda costruita su un unico pilastro come fosse un fiore di loto sul gambo.

Il tempio fu costruito dal re Ly Thai Tong in seguito ad un sogno in cui gli si manifestò la Dea della Misericordia che teneva un bambino su un fiore di loto, predicendogli l’arrivo di un figlio maschio. Quando il re si sposò ed ebbe proprio un figlio maschio, costruì la pagoda come segno di gratitudine nei confronti della dea.

Oggi la pagoda appare ricostruita dato che i francesi la distrussero, quando abbandonarono il Vietnam negli anni ’50 e rimane tutt’ora un luogo simbolo della fertilità, dove molte coppie che desiderano avere un figlio, vengono ad accendere un incenso.

Hanoi - Pagoda ad un pilastro

Lago Hoan Kiem

Il lago rappresenta uno dei luoghi più iconici di Hanoi ed è un importante luogo di ritrovo per gli abitanti della città: lungo le sue rive si passeggia, si fa tai chi, si sta seduti a chiacchierare, si gioca o si fanno balli di gruppo.

Il suo nome in italiano significa Lago della spada restituita perché secondo una leggenda l’imperatore Le Loi ricevette una spada magica da una tartaruga gigante nel lago per respingere gli invasori cinesi nel XV secolo. Dopo aver vinto la guerra, l’imperatore restituì la spada alla tartaruga, che scomparve nelle profondità del lago. Alla legenda è dedicata la torre della Tartaruga sulla riva nord del lago, spesso usata come punto di riferimento.

Sull’isola nel mezzo del lago si trova poi il Tempio Ngoc Son, un importante sito religioso dedicato al culto di Tran Hung Dao, un eroe nazionale vietnamita, e ad altri importanti personaggi storici. Il tempio è collegato alla terraferma da un ponte rosso pittoresco chiamato “The Huc” o “Ponticello del Sole Nascente”.

Hanoi cosa vedere - il lago Hoan Kiem

 

Dove mangiare ad Hanoi

Dato che il nostro hotel si trovava nel cuore del quartiere vecchio, abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta nella scelta dei ristoranti. Essendo la prima tappa del nostro viaggio, non ci siamo catapultati nello street food, per quanto incuriositi da chioschi e bancarelle. Tenete comunque presente che pur andando al ristorante, i prezzi sono davvero irrisori: in 3 abbiamo sempre speso circa 20€ in totale, comprensivi di acqua e spesso birra.

Ecco 3 ristoranti che abbiamo testato:

Garden House

Abbiamo scovato questo ristorante camminando nel quartiere vecchio con alle spalle tutta la stanchezza del viaggio aereo appena fatto e del fuso orario. Temevamo di esserci fatti attrarre da un ristorante troppo turistico, ma ci siamo poi ricreduti una volta entrati. Menù davvero ampio, con molti piatti della tradizione. Porzioni abbondanti e ben presentate. Eravamo fuori orario ma i camerieri sono stati gentilissimi facendoci accomodare

MẸT Vietnamese restaurant & Vegetarian Food

Questo è un ristorante che abbiamo trovato consigliato sia dalla guida cartacea che dalla nostra guida fisica di Hanoi. Ci sono due locali a poca distanza tra loro con lo stesso nome e li abbiamo provati entrambi.
Intanto, pur essendoci tanta gente, entrambi i locali sono molto grandi con tante piccole sale e i camerieri sono sempre riusciti a trovarci un tavolo, anche grazie al servizio veloce.

Abbiamo assaggiato nelle due cene molti piatti tipici: gli Spring Rolls freddi (con tanto di dimostrazione per comporli), il beef cotto nel bambù, l’arrosto con peperoni e salsa al pepe, la zuppa di tufo e melanzane.

La spessa è di circa 8€ a testa.

Hanoi cosa mangiare

 

Con questo credo di avervi raccontato proprio tutto della nostra esperienza e di cosa vedere ad Hanoi.

Vi aspetto nei commenti per le vostre impressioni e se avete voglia di raccontarmi la vostra esperienza (se l’avete visitata).

#TravelDreams2016 e che siano di buon auspicio

Ho letto i #TravelDreams2016 su non so quanti blog, ho viaggiato in su e in giù per il pianeta talmente tanto che alla fine mi sono detta: perchè non scrivere anche i miei? Magari saranno davvero di buon auspicio o soltanto di spunto per qualcuno.. Intanto lo saranno per me, quest’anno voglio andare oltre, il 2015 ha portato via tanto alla mia famiglia e per questo nuovo anno voglio andare in giro a riprendermi un pò di serenità.

Quindi, grazie al bellissimo progetto di Farah di Viaggi nel cassetto, Manuela di Pensieri in viaggio e Lucia di Respirare con la pancia comincio subito ad elencarvi i #traveldreams2016 che spero di realizzare con mio  figlio ( e ovviamente mio marito eh..)

Settimana Bianca

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Sarà il primo e prossimo obiettivo del 2016. Al rientro dal Capodanno in Valtellina e sul trenino rosso, mi sono ripromessa di darmi da fare. Non sono un’esperta di montagna, vengo dal mare del Sud e ho messo gli sci ai piedi per la prima volta l’hanno scorso (se vuoi vedere come è andata, leggi qui) , ho un marito che invece la montagna la conosce e gli sci ai piedi li porta da quando è nato. MA e dico ma, anche quest’anno mi ha detto “Inizi a guardare tu dove andare?” E qui si apre un mondo… l’anno scorso, leggendo blog su blog, ho trovato una soluzione perfetta: Folgaria! Paesino delizioso, un sacco di attività sulle piste e impianti perfetti per tutti: per esperti sciatori (vd mio marito), 33enni alla loro prima lezione (IO) e 4enni felicemente spericolati (leggi: mio figlio) che dopo la prima lezione scendevano giù con il maestro che urlava “Simooo, fai la fetta di pizzaaaa” (leggi: fai lo spazzaneve e non scendere ad uovo anche se ti piace!). Passo Coe, l’Hotel Vittoria e tutte le persone che abbiamo conosciuto, ci sono rimaste nel cuore!
Per quest’anno, vorrei chiaramente rimanere in Trentino o in Alto Adige e sono a caccia di posti adatti ai bambini…avete qualcosa da suggerirmi?

Vietnam

Vi pare un #traveldreams2016 troppo azzardato per una famigliola con un bimbo di 4 anni e mezzo?
Lo pensavo anche io, anche se il Vietnam ce l’ho in mente da tanto e in Oriente ci vorrei proprio tornare. Ma poi a settembre ho partecipato ad una serata organizzata dalla mia adorata On the road libreria con ospiti 3 illustrissime travel blogger e ognuna di loro  ci ha parlato del loro viaggio più bello. Fra queste, Cristina di In Ogni Viaggio ci ha parlato del suo viaggio in Vietnam e del suo amore per questo paese e  suoi abitanti, dicendo di aver incontrato lungo il suo itinerario tante famiglie con bambini anche piccoli. (cit. Il Vietnam é un paese ancora poco turistico, tutto da scoprire e con un popolo che sorride ai turisti). Allora ho drizzato le antenne e ho rimesso in pista la mia voglia di Vietnam, ho letto i post di Francesca Cioccoloni di Non chiamatemi Turista che con marito e figlio, della stessa età del mio, hanno visitato questo paese e sul loro blog spiegano come hanno fatto e come si sono organizzati. Chissà che non si riesca ad organizzare una volta per tutte!

Mantova

Un week end lungo in una bella città italiana che ho molta molta curiosità di visitare per conoscere la storia e i retroscena della famiglia Gonzaga, dopo che un anno fa siamo stati a Ferrara. Mi piacerebbe visitarla di inverno però, magari sempre in periodo natalizio, con l’atmosfera e le lucine che rendono le città più magiche. Non so se però può essere la stagione giusta per fare una bella gita in barca sui laghi.

USA – 4 volte on the road

E qui si va sul sicuro… 2 dei miei 3 on the road negli Stati Uniti, li ho fatti con mio figlio: il primo quando aveva 1 anno e mezzo,  da Denver fino allo Yellowstone, attraversando il vecchio West e il secondo a 3 anni nel New England.  Credo non ci sia posto dove stare più tranquilli per attrezzature a disposizione ovunque, attrazioni e divertimento per i più piccoli. Aggiungici una natura mozzafiato e cittàche offrono tantissimo, direi che è fatta. Considerando che i grandi parchi sono stati già obiettivo del nostro primo viaggio negli Stati Uniti (prima che nascesse il pupo), ho in mente due itinerari, completamente diversi l’uno dall’altro, ma altrettanto elettrizzanti. Il primo nasce dall’essere mamma, vorrei percorrere la highway della Pacific Coast da San Francisco fino alle spiagge dell’Orange County per portare mio figlio a Disneyland Paris  nel parco dove Topolino è davvero nato.  E per finire vorrei spingermi più a sud fino a San Diego e oltre, sconfinando a Tijuana in territorio messicano.

Il secondo è molto più “avventuroso” e in questi giorni me lo sento proprio dentro grazie al libro che sto leggendo: “L’America in Vespa” di Giorgio Serafino che insieme alla sua fidanzata e al Generale Lee (leggi: 50Special) hanno percorso tutta la route 66 da Chicago a Los Angeles. Noi ne abbiamo percorso solo una cinquantina di km durante uno dei nostriviaggi ma il fascino di questa strada lo abbiamo percepito tutto: collezionisti di ogni genere celati dietro vecchie stazioni di servizio, piccoli centri abitati con veri saloon, auto d’epoca parcheggiate lungo la strada. Insomma un viaggio veramente “on the road” lungo, forse faticoso ma così affascinante.

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Copenaghen e dintorni

Mi piacerebbe tornare in Danimarca dopo il mio Erasmus (ormai lontano) fatto nel 2003 a Lund (sud della Svezia), durante il quale ho visitato spesso questa città e la costa della Danimarca. La primissima volta con mamma e papà, l’avevo vista in un gelido capodanno che rendeva giustizia al fascino di questa città ma mi rendo conto sia stato poco agevole visitarla in condizioni climatiche avverse. Perciò mi piacerebbe tornarci con mio marito e mio figlio che invece non ci sono mai stati, in primavera, quando la Danimarca sboccia, passeggiare lungo il Nyavn, perdermi dentro il parco di Tivoli che non sono mai riuscita a trovare aperto, fotografare la Sirenetta senza rischiare di rimanere congelata accanto a lei. Da lì vorrei poi spingermi fino alla costa nord e affacciarmi dal castello di Kronborg, meglio conosciuto come il castello di Amleto dove Shakespeare ambientò il suo dramma. Chiaramente non ripartirei senza prevedere una giornata di sosta a Legoland dove il piccolo viaggiatore potrebbe sicuramente divertirsi (in realtà non solo lui, credo..)

 Che dite ho sognato troppo in grande?

Facciamo così, siccome è oggettivamente improbabile che io riesca ad esaudire tutti i miei #traveldreams2016, va bene lo stesso se a fine anno ve ne avrò raccontato almeno uno di questi? 🙂

#10domandeperunviaggio: Vietnam, Laos e Cambogia

Oggi per la nostra rubrica #10domandeperunviaggio andiamo in Vietnam, Laos e Cambogia e sapete chi ci accompagnerà in questo viaggio, rispondendo alle mie dieci domande?? Niente meno che Lucrezia – Peekaboo Travel Blog, la mia Mum Travel Blogger preferita!!! La seguo fin dall’inizio del mio percoso da blogger, leggo i suoi post, le sue recensioni, i suoi viaggi, le avventure con Baby P. e Sir G. e spero che presto potrò anche conoscerla di persona!
Ringrazio tantissimo Lucrezia per la sua disponibilità a contribuire alla mia rubrica, rispondendo alle domande su uno dei viaggi in cima alla lista dei miei desideri!

1) Cosa (o chi) ti ha convinto a scegliere questo viaggio?
Premesso che non ho bisogno di essere convinta per viaggiare nel senso che basta che io ascolti solo l’inizio della parola “viag” e già la risposta automatica è “sì!”, chi però di fatto ha fortemente voluto fare il tour di Laos, Cambogia e Vietnam è stato il mio compagno, che nel mio blog chiamo con l’appellativo di “Sir G.”. Forse per un tipo preciso ed ordinato come lui non mi sarei aspettata una scelta del genere ma a posteriori siamo ambedue d’accordo che fino ad ora è il viaggio più bello fatto in assoluto.

2) 3 aggettivi per descrivere il viaggio che hai fatto:
Totalizzante, intenso, emozionale.

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3) Come lo hai organizzato o chi ti ha aiutato a farlo? Che tipo di viaggio hai fatto? Zaino in spalla, Fly&Drive, ViaggioAvventura, Low-cost, TuttoIncluso o altro?
Io e Sir G. non siamo tipi da zaino in spalla, ci piace la comodità, ma ovviamente in questo tipo di viaggio bisogna un po’ adattarsi. Normalmente, poi, sono io la persona che si occupa di organizzare tutto: prendere i voli, prenotare gli hotel e decidere il giro da fare. In questo senso sono una persona molto organizzata e prenoto tutto prima di arrivare: so che in un certo senso si perde lo “spirito di avventura” ma il pensiero di arrivare e dover cercare un alloggio mi mette una super ansia.

Per questo viaggio, per la prima volta, i voli non li ho presi io ma un’agenzia: dato che, appunto, è stato Sir G. ad avere l’idea ed a propormelo, nel contempo lui stesso ha chiesto un preventivo all’agenzia di viaggio di famiglia. In questo caso è stato buon punto di partenza perché ci ha consigliato sul tour da fare, anche se a posteriori avrei aggiunto altre mete ed organizzato il viaggio in maniera diversa. Io poi mi sono occupata degli hotel. Per gli spostamenti abbiamo presi voli interni.

4) Hai 30 battute per descrivere il tuo itinerario
Nel nostro tour abbiamo visitato in ordine Laos, Vietnam e Cambogia: in particolare siamo atterrati a Vientiane (Laos), dopo 3 giorni circa abbiamo preso un volo interno per il Vietnam, dove abbiamo fatto tappa ad Hanoi, Natrang e Ho Chi Min city ed infine siamo andati in Cambogia facendo base a Angkor Wat. Al ritorno abbiamo approfittato anche per vsitare Doha (Quatar) ma questa è un’altra storia…

Angkor wat

5) Quale è il momento migliore che hai vissuto in questo viaggio?
Mi è capitato già di scriverlo in altre occasioni ma non posso non menzionare il momento che per me è stato davvero il più bello: svegliarmi alle 4 del mattino a Vientiane per andare a vedere i monaci buddisti raccogliere offerte in giro per Vientiane, in Laos. In pratica i monaci sopravvivono proprio grazie alle offerte dei “devoti”: ogni mattina all’alba quindi si aggirano in alcuni punti della città dove sanno che troveranno i fedeli appollaiati ad aspettarli per dar loro le cibarie. I monaci, dal canto loro, ringraziano intonando una nenia melodiosa dal forte valore simbolico.

Talking to a Monk

È una scena che mi si è impressa profondamente nel cuore e che non credo dimenticherò mai: sarà stato per le luci soffuse, i colori aranciati delle tonache dei monaci o l’unicità di quell’evento ma ricordo quel momento come irripetibile, sicuramente un po’ magico.

6) C’è qualcosa che avresti voluto fare o vedere ma non ci sei riuscita?
Eccome!! In Laos siamo stati solo a Vientiane e non abbiamo visitato Luang Prabang con i suoi templi, in Vietnam non siamo stati né a Sapa né a Hue né a Hoi an. Ecco queste le prime che mi vengono in mente, c’era così tanti posti da visitare…

7) Cosa hai riportato a casa nella tua valigia?
Milioni di foto stupende, il tipico cappello a cono vietnamita, delle maschere tipiche di Hanoi che vengono utilizzate per la festa del Tet, (che noi abbiamo appeso a casa), una confezione di Kopi Luwak (il noto caffè prodotto con gli escrementi di un animale) e ovviamente un bagaglio di emozioni uniche, che solo i viaggi ti sanno dare.

Mekong

8) Cosa hai portato o avresti dovuto portare invece?
Siamo partiti molto comodi: vestiti leggeri, zaino impermeabile (molto utile), macchina fotografica e una carica di entusiasmo che non è mai abbastanza! Forse avrei portato un po’ meno vestiti per essere ancora più leggera ma sono soddisfatta di come ci siamo organizzati!

9) Quale piatto hai mangiato e ti è rimasto impresso?
Due piatti a pari merito: il pho, tipica zuppa di noodles vietnamita, servita con carne di manzo o pollo, e l’amok, piatto tipico khmer, pesce al vapore cotto in foglie di banano servito con salsa al cocco.

Laos Cooking Experience

10) In quale fra i luoghi che hai visitato torneresti un’altra volta e perché?
In Laos, oltre perché non sono riuscita a visitare Luang Prabang, in generale perché sono stata rapita da quella terra ancora non colpita dal turismo di massa. C’era una pacatezza surreale. E’ stata in quella occasione che sono riuscita per la prima volta a chiacchierare con un monaco scoprendo con piacere che anche loro amano parlare con i turisti (soprattutto i giovani!) per fare esercizio di inglese!

Angkor wat 2

Ultima domanda, fondamentale per il blog di girovagandoioete e per la rubrica #10domandeperunviaggio: Lo consiglieresti per le famiglie con bambini? Se si, quale pensi sia l’età migliore per affrontare un viaggio come il tuo?
Detto onestamente io sconsiglierei questo viaggio alle famiglie con bambini piccoli, so di famiglie che lo hanno fatto ma ci sono alcuni dettagli che secondo me costituiscono dei deterrenti: i servizi igienici non sono sempre il massimo, il viaggio è davvero molto stancante e questo può non conciliare con i ritmi dei bimbi piccoli e in alcuni periodi (noi siamo andati ad Agosto) il clima può essere molto umido. Personalmente ritengo che l’età adatta per un bambino sia intorno agli 8/10 anni: si è sufficientemente grandi per adattarsi alle diverse condizioni, apprezzare la cultura nuova e poi ricordare questa esperienza.

Volete raccontarci anche voi un vostro viaggio rispondendo alle #10domandeperunviaggio? SCRIVETEMI!!!