Basilicata Coast to Coast: itinerario di 8 giorni da Maratea a Nova Siri
20/10/2026
Basilicata coast to coast - itinerario di 8 giorni da Maratea a Nova Siri
Basilicata

Da Maratea a Nova Siri, dal Mar Tirreno al Mar Ionio, attraversando borghi, montagne, boschi, piccoli paesi e paesaggi che cambiano continuamente.

Quando abbiamo iniziato a pensare a un viaggio in Basilicata, avevamo un’idea abbastanza precisa: volevamo attraversarla da una costa all’altra, ma senza limitarci alle località più conosciute.

È nato così, in una serata piovosa di primavera, il nostro Basilicata Coast to Coast, un viaggio di 8 giorni organizzato completamente da noi e fatto in auto, seguendo l’idea del percorso che collega Maratea a Nova Siri, ma inserendo parecchie deviazioni e soprattutto tante esperienze.

Kayak, trekking, una lunga giornata in bici, un ponte tibetano, piccoli borghi dove siamo stati praticamente gli unici turisti, aziende agricole, formaggi, peperone crusco e, naturalmente, mare.

Non abbiamo percorso a piedi il cammino ufficiale del Basilicata Coast to Coast: quello oggi è un itinerario escursionistico di circa 167 km, da Maratea a Nova Siri. Il nostro è stato invece un itinerario on the road, costruito prendendo spunto da quel percorso, dal famoso film di Rocco Papaleo e cercando di conoscere una Basilicata più autentica e meno scontata.

E, soprattutto, è stato un viaggio in cui abbiamo cambiato praticamente alloggio ogni sera.

Table of Contents

Basilicata Coast to Coast: il nostro itinerario in breve

Se state pensando di fare un viaggio simile, questo è il percorso che abbiamo seguito:

Giorno Itinerario Esperienze principali
1 Firenze → Maratea Spiaggia di Fiumicello e borgo di Maratea
2 Maratea Cala Jannita, escursione in kayak, grotte e Cristo Redentore
3 Maratea → Trecchina → Lauria → Lago Sirino Spiaggia di Santa Teresa e trekking
4 Lago Sirino → Lagonegro → Rotonda  → Lago Sirino Ciclovia Lagonegro-Rotonda in e-bike e Rivello
5 Lago Sirino → Castelsaraceno → Agromonte → Teana Ponte tibetano, Museo della Pastorizia, percorso a piedi con gli indovinelli in dialetto
6 Teana → Carbone → Chiaromonte → Senise → Noepoli Borghi caratteristici, cantina, diga e San Costantino Albanese
7 Noepoli → Senise → Valsinni → Tursi → Anglona → Nova Siri Peperone crusco, Isabella Morra e Santuario di Anglona
8 Nova Siri → Scanzano Jonico Oasi faunistica e mare Ionio

Basilicata Coast to Coast in auto: si può fare?

Assolutamente sì.

Anzi, per il nostro tipo di viaggio l’auto è stata fondamentale.

Il percorso ufficiale è nato come cammino da percorrere a piedi e oggi è pensato anche per la bicicletta, ma il Coast to Coast può essere interpretato anche in maniera più libera anche combinando diversi mezzi.

Noi abbiamo scelto l’auto perché volevamo poterci fermare nei piccoli paesi, raggiungere spiagge e luoghi naturali e soprattutto inserire esperienze diverse.

È un viaggio che funziona particolarmente bene se vi piace spostarvi spesso e cambiare completamente paesaggio nel giro di poche ore.

Si parte dal mare di Maratea e ci si ritrova prima tra montagne e boschi, poi nei piccoli paesi dell’entroterra, tra vigneti e coltivazioni, fino ad arrivare alla costa Ionica.

E il bello è stato proprio questo continuo cambiamento.

Giorno 1 – Da Firenze a Maratea: finalmente il mare

Siamo partiti da Firenze per arrivare a Maratea nel primo pomeriggio. Lasciate le valigie al B&B, ci siamo precipitati subito al mare.

La prima spiaggia del nostro Coast to Coast è stata Fiumicello.

È una di quelle spiagge che ti fanno capire immediatamente di essere arrivato sulla costa tirrenica della Basilicata: acqua trasparente, ciottoli e un fondale che invita subito a prendere maschera e boccaglio.

Una cosa che abbiamo scoperto già qui e che abbiamo ritrovato anche nei giorni successivi è che le spiagge di questo tratto sono prevalentemente di ciottoli. Quindi, se siete abituati alla sabbia, le scarpette da mare possono essere una buona idea.

L’unica difficoltà che in generale abbiamo incontrato è stata trovare parcheggio.

Lo Skywalk di Maratea: camminare sospesi sul mare

Prima di dedicarci al borgo di Maratea abbiamo fatto una sosta allo Skywalk di Cersuta, una passerella panoramica sospesa sulla scogliera, con una terrazza finale in vetro che dà proprio la sensazione di camminare nel vuoto.

È uno di quei posti che, anche se la visita dura poco, rimangono impressi. Sotto i piedi c’è il mare e davanti si apre il panorama sul Golfo di Policastro: difficile non fermarsi a guardare e, naturalmente, a fare qualche foto.

Basilicata Coast to Coast - Skywalk

Lo Skywalk si trova nella località Apprezzami l’Asino, lungo la SS18, e si raggiunge con una breve passeggiata dal parcheggio. Il nome curioso della zona è legato all’antico sentiero che correva lungo questo tratto di costa, talmente stretto che, secondo la leggenda, quando due asini si incontravano uno dei due doveva essere sacrificato per permettere all’altro di passare.

Insomma, un modo decisamente particolare per iniziare a conoscere la costa di Maratea!

La sera siamo rimasti a Maratea superiore, dove avevamo il b&b e dove abbiamo cenato e fatto una passeggiata nel borgo.

È stata una piacevole sorpresa: strade acciottolate, chiese aperte fino a tardi, vicoli stretti, tanti ristoranti e quell’atmosfera tipica dei piccoli centri che la sera cambiano completamente faccia.

Giorno 2 – Kayak a Maratea e tramonto dal Cristo Redentore

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato ancora al mare. Siamo partiti presto in direzione Cala Jannita, la famosa spiaggia nera di Maratea.

Arrivando abbastanza presto, siamo riusciti a trovare uno dei pochi posti liberi, altrimenti ci sono quelli a pagamento (7€ al giorno).

C’è un piccolo tratto in discesa da fare a piedi per arrivare alla spiaggia che ha due stabilimenti e alcuni tratti di spiaggia libera. Il mare, ancora una volta, è bellissimo.

Ma la vera esperienza della giornata è arrivata qualche ora dopo.

Kayak a Cala Jannita: le grotte di Maratea viste dal mare

A metà mattina abbiamo deciso di noleggiare un kayak con Maratea Kayak Experience.

L’escursione è durata circa due ore e grazie ad Enrico che ci ha accompagnati abbiamo visto un tratto di costa completamente diverso. Siamo entrati nella Grotta del Bacio, nella Grotta Bianca e nella Grotta Ilicini.

Siamo stati fortunati perché il mare era praticamente piatto e siamo riusciti a entrare con il kayak in tutte e tre.

È stata una delle esperienze che ho preferito di tutto il viaggio.

Perché Maratea dal mare è ancora più bella.

Il consiglio è quello di portare con voi cappello, crema solare e, soprattutto, qualcosa per ripararvi dal sole. E le scarpette da mare tornano utili anche stavolta.

Il Cristo Redentore al tramonto

Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti al Cristo Redentore di Maratea per aspettare il tramonto e visitare anche il Santuario di San Biagio.

Avevamo in mente di raggiungere il Santuario e il Cristo facendo il trekking segnalato ma purtroppo qualche giorni prima c’era stato un grande incendio che aveva compromesso il sentiero.

La statua del Cristo Redentore è uno dei simboli indiscussi di Maratea. Realizzata dallo scultore fiorentino Bruno Innocenzi e inaugurata nel 1965, è alta circa 22 metri, con un’apertura delle braccia di 19 metri. È realizzata in cemento bianco e scaglie di marmo di Carrara e, per dimensioni, è seconda soltanto al celebre Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro.

Ma c’è un particolare che ho trovato curioso: il Cristo non è rivolto verso il mare, come potrebbe sembrare guardandolo da lontano, ma gli dà le spalle ed è rivolto verso Maratea. Da questa posizione, sulla cima del Monte San Biagio, sembra quasi abbracciare e proteggere la città.

Il panorama sul Golfo di Policastro è davvero spettacolare e, mentre il sole scende, Maratea e la costa cambiano continuamente colore.

Una giornata iniziata in kayak e finita davanti a uno dei panorami più belli della Basilicata: direi che non potevamo chiedere di meglio.

Basilicata Coast to Coast - Maratea

Giorno 3 – Da Maratea all’entroterra: Santa Teresa, Trecchina, Lauria e Lago Sirino

Prima di lasciare definitivamente Maratea ci siamo fermati in un’ultima spiaggia.

Seguendo il consiglio di Enrico di Maratea Kayak Experience, siamo partiti presto per raggiungere la spiaggia di Santa Teresa.

Anche qui acqua cristallina, piccole calette e fondali perfetti da esplorare con la maschera. E dal mare si riesce anche a raggiungere un’altra piccola caletta.

In tarda mattina e a malincuore abbiamo salutato Maratea e abbiamo iniziato a spostarci verso l’interno.

Trecchina

La prima sosta è stata Trecchina.

Ci siamo fermati per pranzo in un piccolo risto-pub e poi abbiamo fatto un giro in paese.

Faceva caldissimo, quindi abbiamo visitato la piazza principale e alcuni dei suoi edifici in stile liberty.

Abbiamo provato anche a raggiungere il Santuario della Madonna del Soccorso, ma la strada era completamente isolata e, almeno a noi, è sembrato che non portasse da nessuna parte.

Lauria e il nostro tentativo di trekking

La tappa successiva è stata Lauria. Avevamo in lista di percorrere il piccolo Cammino di Santiago.

Peccato che ci fossero 36 gradi alle 5 del pomeriggio.

Siamo partiti comunque, ma dopo i primi chilometri, arrivati fino alla chiesa di Santa Maria della Sanità, abbiamo capito che non era proprio giornata.

Basilicata Coast to Coast - Lagonegro

Non mi piace raccontare i viaggi facendo finta che tutto sia sempre perfetto: in estate, soprattutto quando si fanno attività all’aperto, bisogna anche saper rinunciare.

Questo trekking lo terrei quindi in considerazione per un viaggio in Basilicata in primavera o in autunno.

La sera siamo arrivati al Lago Sirino, dove l’atmosfera rilassata ci fa trascorrere una piacevole serata intorno al lago e soprattutto ospiti di un b&b che ha fatto dell’accoglienza, attenzione e generosità il suo punto forte (oltre a una sistemazione curata nei minimi dettagli).

Giorno 4 – 90 km in e-bike tra vecchie stazioni, gallerie e boschi

Questa è stata probabilmente la giornata più impegnativa del viaggio.

Avevamo prenotato delle e-bike con Giovanni di FlyMotorTour, per percorrere la ciclovia ricavata lungo la vecchia linea ferroviaria Lagonegro-Rotonda della ferrovia Calabro-Lucana.

Il giro che avevamo programmato arrivava complessivamente a circa 90 km, considerando anche la tratta fino a Lagonegro (Sirino è fondamentalmente lungo il percorso a 8kmcirca da Lagonegro)

La ciclovia Lagonegro-Rotonda

La prima parte è stat davvero molto bella.

Abbiamo attraversato vecchi ponti ferroviari, gallerie e stazioni ormai abbandonate.

Una delle gallerie è lunghissima, circa un chilometro e mezzo, e pedalare al suo interno in estate è quasi un sollievo rispetto al caldo esterno.

Per le gallerie consiglio comunque di avere una luce e una felpa o un antivento: la temperatura cambia parecchio.

Siamo arrivati fino alla zona di Castelluccio Inferiore, poi siamo tornati indietro verso Lauria (la ciclovia non arrivati esattamente fino a Rotonda)

Da qui ci siamo addentrati nel bosco passando da Piano Malerba e Pecorone, fino a raggiungere nuovamente il Lago Sirino e spingerci fino a Lagonegro per poi tornare indietro.

Il tratto nel bosco è stato decisamente il più faticoso.

Qui l’e-bike ha fatto davvero davvero la differenza.

Un consiglio importante per la ciclovia

Se volete fare questo percorso, io consiglio di noleggiare le bici e, se possibile, farvi accompagnare da qualcuno che conosca il percorso, come abbiamo fatto noi. Giovanni di E-bike Castelsaraceno è stato preziosissimo per guidarci, darci informazioni e indicarci i percorsi, le soste giuste e le difficoltà che avremmo incontrato lungo il percorso.

Anche se è segnalato, avere qualcuno che vi dia indicazioni può evitare di perdere tempo e soprattutto di affrontare il tratto sbagliato nel momento peggiore.

La Panchina gigante di Rivello

Dopo un pò di riposo, al tramando siamo andati fino a  Rivello per vedere la Panchina Gigante al tramonto.

Da qui il panorama sul Golfo di Policastro era davvero notevole.

Dopo quasi una giornata intera in sella, però, eravamo abbastanza stanchi per meritarci una bella cena sulle sponde del Lago Sirino

Giorno 5 – Castelsaraceno e il ponte tibetano

Abbiamo lasciato il Lago Sirino per dirigerci verso Castelsaraceno e il suo centro storico costruito praticamente aggrappato alla roccia.

Qui ci aspettava infatti una delle esperienze più adrenaliniche del viaggio: il Ponte Tibetano.

Il ponte, oggi lungo 586 metri e sospeso a circa 80 metri dal suolo, collega le pendici dei due parchi, il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, collegando di fatto la Basilicata alla Calabria.

Basilicata Coast to Coast - Castelsaraceno e il ponte tibetano

Io questa volta ho rinunciato per via delle vertigini e a farlo sono stati solo mio marito e mio figlio. Sono rimasta a  guardarli da terra e fotografare.

Il percorso è di circa 1160 passi nel vuoto e si attraversa imbragati in totale sicurezza. Arrivati all’estremità opposta, si torna indietro da un sentiero che corre lungo il fianco della collina.

Il Museo della Pastorizia di Castelsaraceno

Dopo il ponte abbiamo visitato il Museo della Pastorizia.

È una visita che consiglio perché permette di conoscere il territorio e la tradizione pastorale di Castelsaraceno, soprattutto la produzione del formaggio.

La visita dura circa 30-45 minuti, ci sono tanti video, oggetti e utensili, testimonianze e racconti sulla vita pastorale in Basilicata.

Agromonte, il paese degli indovinelli

La tappa successiva è stata Agromonte, una piccola frazione di Latronico che nasconde una curiosità davvero particolare: qui le strade del paese sono diventate una sorta di caccia al tesoro fatta di indovinelli in dialetto.

Si chiamano “Cose Cuselle” e sono una parte della tradizione orale di Agromonte. Erano gli indovinelli che un tempo venivano raccontati a voce dagli anziani, spesso durante le lunghe serate d’inverno, e tramandati di generazione in generazione. Il progetto nato per recuperarli è stato portato avanti da alcuni giovani del paese, tra questi Simone che ci ha accompagnati a scoprirli e che hanno raccolto questi racconti dalla memoria dei nonni e li hanno trasformati in un vero e proprio percorso tra le vie di Agromonte.

Gli indovinelli sono stati scritti su formelle di ceramica dipinte a mano da artisti locali e affisse sulle facciate delle case. Anche le cornici non sono casuali: riprendono le antiche decorazioni a greca che un tempo caratterizzavano le abitazioni più vecchie del paese.

E la parte divertente è che non basta leggerli: bisogna provare a indovinare la risposta.

Basilicata Coast to Coast - Agromonte il paese degli Indovinelli

Mi è piaciuta soprattutto l’idea alla base del progetto: trasformare una tradizione che rischiava di andare perduta in qualcosa di nuovo, che coinvolge chi arriva ad Agromonte e lo porta a conoscere il paese attraverso la sua lingua e i suoi racconti.

È una di quelle piccole iniziative che apprezzo di più quando viaggio. Non è il classico monumento da fotografare e ripartire. Ma un modo semplice e intelligente per coinvolgere chi arriva e raccontare il paese.

E un’altra cosa che ci ha colpito è stata la gentilezza delle persone che abbiamo incontrato per le vie del paese.

Prima di lasciare Agromonte, Simone ci ha accompagnati a fare una una sosta alla Fattoria Biologica Pollino, dove abbiamo degustato dell’ottimo formaggio e bevuto un bicchiere di vino al tramonto.

Questa è sicuramente una delle tappe che ci è rimasta più nel cuore

In serata poi siamo arrivati a Teana, in tempo per mangiare qualcosa e fare una passeggiata per il borgo.

Giorno 6 – La Basilicata dei piccoli borghi: Carbone, Chiaromonte e Senise

Questa è una delle giornate che ricordo con più piacere. Non tanto per una singola attrazione, ma per l’insieme delle scoperte e luoghi che abbiamo visitato.

Siamo partiti da Teana e abbiamo raggiunto subito Carbone.

Carbone: quando il paese si racconta da solo

Carbone è un piccolo paese arroccato sulla montagna, con tante case in pietra e vicoli stretti che si inerpicano. Ci siamo ritrovati ad essere  praticamente gli unici tre turisti.

E la cosa bella è che gli abitanti erano quasi sorpresi di vederci.

Abbiamo trovato diverse signore sedute davanti alle case che ci hanno raccontato di aspettare, nelle settimane successive, il rientro di figli e nipoti dal Nord che avrebbero riempito nuovamente il paese e fatto festa.

Nel frattempo sembravano volerci invitare tutti a casa per offrirci qualcosa di fresco.

Il centro storico ha conservato buona parte della sua struttura originaria, con vicoli, case in pietra, portali lavorati e palazzi nobiliari che raccontano la storia del paese.

Chiaromonte

Abbiamo poi proseguito la strada verso Chiaromonte, facendo lungo il tragitto una sosta alla cantina 600 Grotte, un’azienda che ha scelto di puntare tutto su un vitigno che appartiene profondamente a questo territorio: il Guarnaccino Nero di Chiaromonte.

È un vitigno autoctono, coltivato da generazioni nella zona, che per molto tempo è rimasto soprattutto legato alla produzione familiare. La storia della cantina nasce proprio dalla volontà di recuperarlo e valorizzarlo: nel 2009 Giuseppe e Rosina acquistano un terreno a Chiaromonte e iniziano un progetto che porterà la 600 Grotte a essere la prima azienda a vinificare il Guarnaccino Nero in purezza.

Poi abbiamo visitato il paese. Faceva ancora molto caldo e la salita verso la Torre della Spiga si è fatta sentire sentire.

Siamo arrivati poi alla Collegiata di San Tommaso e abbiamo fatto una sosta anche alla Macelleria De Salvo per acquistare qualche prodotto locale e prodotto con soli ingredienti naturali.

La Basilicata che abbiamo attraversato in questi giorni ha visto anche queste piccole soste.

Non solo attrazioni turistiche, ma botteghe, prodotti locali e persone.

Senise e la diga

Dopo pranzo abbiamo proseguito verso Senise e ci siamo fermati velocemente a vedere la diga e il lago.

La nostra giornata è proseguita verso San Giorgio Lucano, piccolo borgo nel cuore della Valle del Sarmento, all’interno del Parco Nazionale del Pollino. San Giorgio Lucano ha origini albanesi: fu fondato nel 1534 da immigrati albanesi fuggiti dall’occupazione ottomana della loro terra. Passeggiando nel centro storico si incontrano palazzi storici. Ma una delle particolarità del paese sono le grotte scavate nell’arenaria. Se ne contano moltissime nel territorio, tanto che alcune sono state utilizzate nel tempo come cantine, stalle e depositi agricoli. Sono una testimonianza molto concreta del modo in cui gli abitanti hanno sfruttato e trasformato il territorio.

Basilicata coast to coast - San Giorgio Lucano

In serata siamo poi arrivati a Noepoli, dove avevamo il nostro b&b.

La sera abbiamo fatto un giro in paese per vedere i murales dedicati al dialetto e alla vita di un tempo. Sono stati realizzati dall’artista Vincenzo Blumetti, originario di Noepoli, all’interno di un progetto voluto per valorizzare la cultura e le tradizioni del paese.

Per cena, però, ci siamo spinti fino a San Costantino Albanese, uno dei paesi arbëreshë della Basilicata.

Il borgo fu fondato nel XVI secolo da popolazioni albanesi arrivate in Basilicata per sfuggire all’avanzata ottomana nei Balcani. È una presenza che si percepisce ancora passeggiando per le strade: qui la cultura, la lingua e le tradizioni albanesi fanno parte della vita del paese e non sono soltanto un ricordo del passato.

Uno dei simboli della comunità è la Chiesa di San Costantino e Sant’Elena, dove viene celebrato il rito bizantino. Anche l’architettura del centro storico conserva tracce della storia locale, con antichi portali in pietra e abitazioni che si sviluppano lungo le strette vie del borgo.

È stata una giornata pienissima, fatta di borghi molto diversi tra loro, ma con un filo conduttore che ormai riconosciamo: ovunque abbiamo trovato una storia da raccontare, una tradizione da scoprire o una piccola comunità che cerca di mantenere viva la propria identità.

Giorno 7 – Il peperone crusco, Isabella Morra e il Santuario di Anglona

Avvicinandoci verso la costa ionica, ci siamo fermati nei ditoni di Senise per visitare l’Osservatorio avifaunistico. Qui, purtroppo, la nostra impressione non è stata delle migliori: ci è sembrato un luogo un po’ abbandonato.

Ma la visita successiva ci ha fatto cambiare completamente idea.

Alla scoperta del peperone crusco di Senise

Abbiamo visitato in un’azienda agricola che produce il famoso peperone crusco di Senise. Ed è stata una di quelle esperienze che consiglio di inserire in un viaggio in Basilicata.

Non lo abbiamo assaggiato (ndr. lo abbiamo mangiato praticamente ad ogni pasto della settimana) ma abbiamo ascoltato la descrizione di tutta la filiera, dalla coltivazione alla lavorazione.

Finalmente abbiamo capito qualcosa in più su come nasce uno dei prodotti più conosciuti della cucina lucana. E naturalmente alla fine abbiamo fatto anche un po’ di acquisti.

Perché un viaggio in Basilicata senza portarsi a casa qualche peperone crusco o altra prelibatezza preparata con questo prodotto, sarebbe stato difficile.

Valsinni e la storia di Isabella Morra

La tappa successiva è stata Valsinni.

Qui abbiamo visitato il castello legato alla figura di Isabella Morra, la poetessa del Cinquecento la cui storia è diventata parte integrante dell’identità del paese.

La visita guidata gratuita organizzata dalla Pro Loco ci ha permesso di conoscere la sua vicenda e soprattutto la leggenda che ancora oggi aleggia intorno alla sua figura. Isabella era una poetessa la cui vita fu spezzata tragicamente dai suoi stessi fratelli per una presunta relazione clandestina quando aveva 26 anni.

Basilicata coast to coast - Valsinni

E qui è entrato in gioco anche un pizzico di mistero. Si racconta infatti della presenza ancora oggi dello spirito di Isabella.

Non so quanto credere alle leggende, ma ammetto che uscire dal castello pensando a questa storia ha reso la visita decisamente più interessante.

Tursi, i calanchi e il Santuario di Anglona

Ci siamo fermati a pranzo a Tursi, per poi attraversare il paesaggio dei calanchi. Si tratta di formazioni argillose molto friabili, scavate nel tempo dall’acqua e dagli agenti atmosferici, che hanno assunto forme spettacolari: creste, guglie, pinnacoli e profondi solchi che rendono il paesaggio quasi lunare.

La tappa successiva è stata il Santuario di Santa Maria di Anglona, che dal 1931 è monumento nazionale e dal 1999 è stato elevato a Basilica Pontificia Minore.
La chiesa, che risale all’XI-XII secolo, si trova sulla cima di un colle da cui lo sguardo spazia sulle valli dei fiumi Agri e Sinni. Ma la cosa più interessante è che sorge sul luogo dell’antica città di Anglona. Già dall’esterno colpisce il portale romanico, decorato con bassorilievi che raffigurano l’Agnello, i quattro Evangelisti e gli apostoli Pietro e Paolo. All’interno, invece, sono gli affreschi a catturare l’attenzione: sulle pareti si susseguono scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, mentre nella navata centrale è rappresentato un intero ciclo dedicato alla Genesi.

Basilicata coast to coast - Anglona

Scendendo poi verso la costa, il paesaggio si apre e nel pomeriggio siamo finalmente arrivati a Nova Siri.

E ovviamente la prima cosa che abbiamo fatto è stata andare al mare.

Giorno 8 – Nova Siri e la costa Ionica

L’ultimo giorno abbiamo deciso di prendercela con più calma.

Io e Lorenzo ci siamo alzati presto per fare intanto una lunga passeggiata sul lungomare di Nova Siri. Poi dopo colazione abbiamo raggiunto l’area dell’oasi faunistica dove una guida ci ha dato alcune indicazioni sulle spiagge che potevamo raggiungere a piedi

Ne abbiamo scelta una particolarmente selvaggia e praticamente deserta.

Ci abbiamo trovato alcuni barconi abbandonati e il mare era cristallino.

Qui però niente maschera: rispetto alle acque di Maratea, il mare Ionio è molto meno adatto a questo tipo di esplorazione.

Nel pomeriggio ci siamo spostati verso Scanzano Jonico per vedere anche questo tratto di costa. E la sera l’abbiamo trascorsa nell’atmosfera vivace di Nova Siri.

Ed è qui che, inevitabilmente, arriva il momento di fare il bilancio del viaggio.

Tirreno o Ionio? Il mare più bello è a Maratea

Se devo essere sincera, dal punto di vista del mare Maratea vince senza dubbio.

La costa Ionica ci ha regalato spiagge molto più selvagge, ampie e poco frequentate.

Ma il mare di Maratea, con le sue calette, le grotte, i fondali e quell’acqua trasparente, è un’altra cosa.

Sono due esperienze completamente diverse e forse è proprio questo il bello di attraversare la Basilicata da una costa all’altra.

Basilicata Coast to Coast: cosa vedere lungo il percorso

Il bello di questo viaggio è che non esiste una sola attrazione imperdibile.

Se dovessi però fare una lista delle esperienze che inserirei assolutamente, sarebbero queste:

  • Maratea e il Cristo Redentore
  • Cala Jannita e la Spiaggia di Santa Teresa
  • Lago Sirino
  • Ciclovia Lagonegro-Rotonda in e-bike
  • Ponte Tibetano di Castelsaraceno
  • Agromonte e il progetto degli indovinelli
  • Carbone
  • Chiaromonte e le sue cantine
  • Senise e il peperone crusco
  • Valsinni e la storia di Isabella Morra
  • Tursi e i calanchi
  • Santuario di Anglona
  • Nova Siri e la costa Ionica

Ma soprattutto inserirei qualche piccolo paese senza avere necessariamente una lista di cose da vedere.

Perché è proprio nei paesi più piccoli che, almeno per noi, questo viaggio ha dato il meglio.

Basilicata Coast to Coast: quando andare?

Noi abbiamo fatto questo viaggio a luglio.

Il vantaggio è ovviamente il mare, che permette di alternare facilmente visite e attività all’aperto con qualche bagno.

Lo svantaggio?  Il caldo.

E non parlo di un caldo qualunque.

Durante il nostro tentativo di trekking a Lauria abbiamo trovato 36 gradi e abbiamo dovuto rinunciare.

Anche visitare alcuni borghi nelle ore centrali della giornata non è stato semplicissimo.

Se il vostro obiettivo è soprattutto fare trekking e camminare, io sceglierei decisamente la primavera o l’inizio dell’autunno.

Se invece volete fare un viaggio che comprenda anche il mare, luglio e agosto possono funzionare, ma organizzerei le attività outdoor nelle prime ore della giornata.

Quanto tempo serve per fare il Basilicata Coast to Coast?

Dipende molto da come volete affrontarlo.

Il percorso ufficiale a piedi è lungo circa 167 km e prevede 12 tappe.

Il nostro itinerario, invece, è durato 8 giorni perché abbiamo utilizzato l’auto e alternato visite, mare, trekking, kayak ed e-bike.

Per un viaggio on the road simile al nostro, una settimana è il tempo ideale che prenderei in considerazione.

Otto giorni permettono di non correre troppo e soprattutto di inserire qualche esperienza.

Se avete 10 giorni, ancora meglio: potreste dedicare più tempo ai borghi e aggiungere altre deviazioni. Ad esempio Matera.

Si può fare il Basilicata Coast to Coast in auto?

Sì.

E per chi, come noi, vuole conoscere il territorio senza affrontare un vero cammino di più giorni, secondo me è un’ottima soluzione.

L’auto permette di raggiungere facilmente località diverse e di costruire un itinerario personalizzato.

La cosa importante è non pensare di dover replicare esattamente le tappe del cammino ufficiale.

Il Coast to Coast può diventare il filo conduttore del viaggio, non necessariamente un percorso da seguire alla lettera.

Il nostro consiglio per organizzare un Basilicata Coast to Coast fai da te

Se dovessi rifarlo, terrei presenti soprattutto queste cose:

1. Non riempirei troppo le giornate.
Noi abbiamo inserito parecchie cose e alcune giornate sono state davvero intense.

2. In estate bisogna partire presto.
Soprattutto se avete intenzione di camminare o pedalare.

3. Prenotare in anticipo le esperienze più richieste.
Kayak, e-bike e Ponte Tibetano hanno orari e disponibilità da considerare.

4. Portare sempre maschera e scarpette da mare.
Sulla costa tirrenica ci sono molti ciottoli e il mare merita di essere esplorato anche sott’acqua.

5. Per la ciclovia è fondamentale chiedere indicazioni a chi la conosce.
Soprattutto se volete affrontare il giro più lungo.

6. Lasciare spazio ai piccoli paesi.
Non programmate tutto nei minimi dettagli. A volte la sorpresa più bella arriva proprio dove non avevate previsto di fermarvi.

Basilicata Coast to Coast: lo rifarei?

Sì.

La Basilicata ci ha sorpreso soprattutto per la varietà: in pochi giorni siamo passati dal mare alle montagne, dalle grotte alle vecchie ferrovie, dai boschi ai piccoli borghi, dalle storie di Isabella Morra al peperone crusco.

E soprattutto abbiamo scoperto una Basilicata che non avevamo mai conosciuto.

Non quella delle grandi attrazioni da spuntare su una lista.

Quella dei paesi dove le signore siedono davanti casa e si stupiscono di vedere tre turisti.

Quella di Simone che ti accompagna per Agromonte a risolvere indovinelli.

Quella delle aziende agricole che ti spiegano come nasce un prodotto.

Quella delle strade che sembrano portare nel nulla e invece, alla fine, ti regalano un panorama.

Forse è proprio questo il senso di un Coast to Coast.

Non attraversare semplicemente una regione da un mare all’altro.

Ma rallentare abbastanza da accorgersi di tutto quello che c’è nel mezzo.

FAQ sul Basilicata Coast to Coast

Da dove parte e dove arriva il Basilicata Coast to Coast?

Il percorso ufficiale collega Maratea, sul Mar Tirreno, a Nova Siri, sulla costa Ionica.

Quanti chilometri è il Basilicata Coast to Coast?

Il percorso ufficiale a piedi è lungo circa 167 km, suddivisi in 12 tappe.

Quanti giorni servono?

Per il cammino ufficiale dipende dal ritmo e dall’organizzazione. Per un itinerario in auto come il nostro, consiglio almeno 7-8 giorni.

Si può fare il Basilicata Coast to Coast in auto?

Sì. L’auto permette di costruire un itinerario personale tra Maratea, l’entroterra e Nova Siri, aggiungendo attività e deviazioni.

Il Basilicata Coast to Coast è adatto a chi non fa trekking?

Assolutamente sì se scegliete la versione on the road. Il nostro viaggio ha alternato auto, mare, kayak, e-bike, brevi camminate e visite ai borghi.

Qual è il periodo migliore?

Per il trekking sceglierei primavera o inizio autunno. Per abbinare anche il mare, l’estate è perfetta, ma bisogna mettere in conto il caldo.

Cosa vedere tra Maratea e Nova Siri?

Tra le tappe e le esperienze che abbiamo inserito nel nostro itinerario ci sono Maratea, Trecchina, Lauria, Lago Sirino, Rivello, Castelsaraceno, Carbone, Chiaromonte, Senise, Noepoli, San Costantino Albanese, Valsinni, Tursi, il Santuario di Anglona e Nova Siri.