Visitare Rio de Janeiro: 11 posti da non perdere
24/11/2019

Siamo arrivati a Rio de Janiero con un’enorme curiosità di tuffarci nell’atmosfera carioca della città, le spiagge, il Carnevale, il Cristo Redentore. Le attrazioni da visitare, i quartieri da scoprire e le nostre aspettative erano infatti tantissime. Alla fine posso dire con enorme piacere che le aspettative sono state superate e che Rio de Janeiro è certamente una città dove tornare e ritornare, da vivere e rivivere per cogliere le mille sfaccettature degli abitanti carioca e della loro storia e cultura.

Difficile consigliare un itinerario preciso per visitare Rio de Janeiro, così ho deciso di raccogliere una lista di posti da non perdere, dove mangiare e dove fermarsi per una sosta curiosa e fuori dagli schemi.

Rio de Janiero è stata la prima tappa del nostro viaggio in Brasile: avete già letto il nostro itinerario completo?

Siete pronti a partire con me?

All’arrivo dei portoghesi, nel 1500, Rio era una palude piena di zanzare, ma piano piano si impose come città portuale. 200 anni dopo divenne capitale del Brasile coloniale e rimase tale in tutti i regni successivi fino al 1960 quando la capitale fu spostata a Brasilia, senza però perdere la sua vitalità e natura cosmopolita così vivace.

Oggi Rio de Janeiro conta 7 milioni di abitanti, di questi, 2 milioni e mezzo vivono nelle favelas. Nell’immaginario comune questi quartieri sono zone di periferia e decentrate. Nella realtà sono invece incastonate tra un quartiere e l’altro, rendendo questa città ancora più piena di contrasti e contraddizioni: un attimo siete a Copacabana e l’attimo dopo, svoltando l’angolo potreste ritrovarvi nel cuore di una favelas.

Pensate che ce ne sono 1080 sparse in tutta la città. Alcune, fino a poco tempo fa, erano visitabili con guide locali, ma oggi per questioni di sicurezza non lo sono più dato che molte sono governate dai signori della droga.

Viaggio-in-Brasile-favelas

Ma veniamo alle attrazioni, i quartieri e i monumenti che abbiamo visitato nei nostri 4 giorni a Rio de Janiero.

Prima di tutto però voglio ringraziare la nostra guida Rodrigo perchè grazie a lui abbiamo visto e scoperto Rio in un modo che da soli non saremmo riusciti. La sua simpatia, lo spirito pratico, la sua disponibilità, i suoi contatti ed esperienza hanno fatto della nostra permanenza in Brasile una tappa indimenticabile!! Grazie RODRIGO!!!

Visitare Rio de Janeiro: 11 posti da non perdere

Cattedrale di San Sebastiano

La Cattedrale di San Sebastiano  risale agli anni ’60. A colpo d’occhio risulta una costruzione dalla forma atipica, sensazione accentuata certamente dallo smog che ha ricoperto le facciate.

La sua forma è infatti  ispirata ai tempi Maya di Chichinitza. E’ alta 90 mt ed è l’unica al mondo ad essere stata visitata dagli ultimi 3 Papi.

Al suo interno ha 4 bellissime vetrate mosaico di origine tedesca e sull’altare le statue di san Sebastiano e la Madonna realizzate con lo stesso materiale di rivestimento del Cristo (pietra saponaria).

visitare Rio de Janiero - cattedrale

Biblioteca Nazionale

La seconda biblioteca più ricca di opere al mondo dopo quella di Lisbona. La collezione di libri fu avviata dal re portoghese che portò qui 60.000 libri nel 1814. Pensate che oggi ne conta oltre 9 milioni!

Entrarci dentro e respirare l’aria della carte di antichi e più moderni volumi, è stato curioso anche per il piccolo Simo.

 

Il centro e le sue chiese più famose

Facendo una passeggiata nella zona del Centro, si arriva in piazza XV Novembre, resa famosa x l’abolizione della schiavitù, dove si affaccia il Palazzo Imperiale in stile coloniale, un tempo residenza dei governatori portoghesi. Su questa piazza si affacciano anche due chiese, una di fianco all’altra: la Igreja de Nossa Senhora do Carro da Antiga che fu la cappella reale portoghese e cattedrale della città fino alla costruzione della cattedrale metropolitana. A fianco si erge la Igreja da Ordem Terceira de Nossa Senhora do Monte do Carmo molto più sobria con la sua facciata in granito.

Un’altra chiesa assolutamente da visitare è la Chiesa di nostra Signora della Candelora, che è una delle più belle e imponenti del Brasile. Secondo la tradizione fu costruita per volontà di un capitano di una nave che, scampato per miracolo ad un naufragio, tornò a casa sano e salvo, fece costruire la chiesa in onore della Vergine.

visitare Rio de Janiero - candelora

Pan di Zucchero

Salire al Pao de Açucar è una tappa irrinunciabile soprattutto per ammirare Rio de Janiero dall’alto.

Per salire occorre prendere due funicolari che conducono ad un’altezza di 396mt.
La prima sosta, a 220 mt, si chiama Morro da Urca e ci si arriva in meno di 30 secondi.

Il panorama più bello è però nella tappa più alta dove si vede a perdita d’occhio tutta la città, dal Corcovado e il cristo Redentore a ovest, fino a Copacabana a sud.

Se il tempo è incerto come lo è stato per noi, meditate bene sul momento migliore per salire, perchè la nebbia potrebbe essere un grande nemico 😉

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Cristo Redentor

La statua del Cristo Redentore, dichiarata una delle 7 Meraviglie del mondo, domina la città di Rio dall’alto dei sui 710 metri della collina su cui si trova.

L’apertura delle sue braccia è rivolta verso il mare e fu realizzata per festeggiare indipendenza dal Portogallo nel 1922.
La sua costruzione terminò in realtà nel 1926 e fu anche occasione per la chiesa cattolica di rafforzare la sua presenza nel paese.

E’ alto 30 metri, su una base di 8 e un’apertura delle braccia di 30 metri. E’ visibile da ogni parte della città dato che si trova in cima ad una collina, chiamata Corcovado (che vuol dire Gobbo).

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Per salire sulla montagna occorre prendere un trenino a cremagliera che parte ogni 30 minuti e ne impiega 17 per salire. E’ possibile fermarsi alle soste intermedie, soprattuto a Paineiras dove si può scendere per ammirare il panorama e la foresta Tijuca, la più grande foresta ripiantata. (salendo con il treno ci sono in realtà molti scorci da vedere, per questo vi consiglio di sedervi sul lato destro).

Visitare una scuola di Samba

Il Carnevale a Rio de Janeiro è la festa più importante e spettacolare della città, famosissima in tutto il mondo. La sfilata lungo il Sambodromo è solo l’apice di un lavoro e una dedizione che dura 365 giorni e vede impegnate centinaia, se non migliaia di persone.

Se anche non amate il Carnevale, visitare una scuola di Samba vi farà cambiare idea, soprattutto se vi farete guidare all’interno della storia e della tradizione di questa festa.

12 scuole di samba concorrono a vincere la manifestazione, sfilando per poco più di un’ora, davanti ai giudici presenti sugli spalti e milioni di persone collegate da tutto il mondo. Pensate che ogni scuola di samba mette in scena da 3.000 a 5.000 figuranti, vestiti eccentrici, appariscenti e volutamente eccessivi, carri molto elaborati nelle animazioni e coloratissimi per raccontare uno dei temi scelti dalla scuola.

Il carnevale è un momento di spensieratezza durante il quale anche gli abitanti delle favelas diventano protagonisti.

Noi abbiamo visitato la Scuola di samba Rio Grande con un tour guidato all’interno dei capannoni dove vengono smontati e riscostruiti i nuovi carri, dove nascono i bozzetti, i temi da sviluppare e i costumi. La nostra guida Cinzia ci ha trasportato in un vibrante ambiente in cui il Carnevale ti scorre nelle vene e ognuno è protagonista di questa esilarante spettacolo.

Vi racconterò di più in un articolo interamente dedicato!

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Visitare il più grande murales al mondo “Todos somos uno

In occasione delle Olimpiadi di Rio del 2016, l’artista brasiliano Eduardo Kobra ha voluto rendere omaggio alle etnie e i 5 continenti.

E’ il murales più grande mai realizzato da un’unica persona: alto 15 mt, occupa una superficie di 9750 metri quadrati.

Kobra ha rappresentato 5 volti di persone provenienti dai cinque continenti della terra: un Mursi dell’Etiopia per rappresentare l’Africa, un Huli della Papua Nuova Guinea per l’Oceania, un Chukchi siberiano per l’Europa, un Karen della Thailandia per l’Asia e un membro dei Tapajos dell’Amazzonia brasiliana per le Americhe.

Si trova lungo il Boulevard Olimpico per portare un messaggio di uguaglianza e pace: un invito coloratissimo ad abbattere le barriere geografiche e culturali.

L’obiettivo di questo imponente murale, oltre ad abbellire un vecchio edificio abbandonato al centro dei giochi olimpici, è infatti di dimostrare la connessione tra le persone di tutto il mondo in un potente messaggio di uguaglianza.

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Monastero di San Benedetto

Risale all’epoca coloniale ed è, a detta della nostra guida Rodrigo, la chiesa più bella del Brasile.

Fu costruito dagli schiavi su una terra che apparteneva ai signori di Rio, il Morro de Sao Bento, una delle quattro colline che nel 600 identificavano Rio. Apparentemente semplice, in realtà al suo interno nasconde un pomposo stile barocco impreziosito da decorazioni dorate. Il suo soffitto a botte è anche un esempio unico di questa architettura in Sudamerica. 

Adiacente al monastero oggi c’è un famoso istituto scolastico, un collegio frequentato soprattutto da ragazzi di famiglie europee.

Stadio Maracanà

Questa visita non era prevista ma dopo il pomeriggio trascorso nel quartiere S. Teresa, la nostra guida ci ha proposto una sosta allo stadio e, visto l’entusiasmo di Simone non ci siamo potuti tirare indietro.

Per la verità, già la sera prima, con la partita del Flamengo (una delle squadre più famose di Rio), lo stadio aveva catalizzato l’attenzione di turisti e non.

Si tratta di un vero e proprio tempio per il calcio brasiliano, qui lo sport in assoluto più sentito, praticato e seguito.

Al suo interno si può visitare il museo dello sport, dove si trova una raccolta di trofei, impronte dei calciatori brasiliani più famosi al mondo (a cominciare da Pelè), maglie e fotografie di partite di mondiali o derby disputate al Maracanà.

Poi è possibile accedere agli spogliatoi, la sala stampa e infine uscire dal tunnel dei calciatori ed entrare a bordo campo!

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Quartiere Santa Teresa

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Questo quartiere è chiamato la Montmartre carioca, un mix di passato e presente, con i suoi edifici storici dove da sempre si rifugiano poeti e letterati.

E’ un luogo dove il caos di Rio sembra fermarsi, le stradine hanno i ciottoli in terra e ci si imbatte in atelier di artisti locali e bar tipici dove vale la pena fermarsi a bere un caffè brasiliani.

Prende il nome dal convento delle suore carmelitane fondato nel 1750 e dal XIX secolo divenne una zona residenziale molto ambita, abitata da esponenti della borghesia che prendevano il tram (il bonde) per andare a lavoro in centro. Ma dato che alle pendici sono presenti alcune favelas è da sempre ricca di contrasti sebbene oggi sia in corso un lungo processo di riqualificazione del quartiere.

E’ un quartiere dove secondo noi è meglio andare accompagnati da una guida, pensate che il baracchino dove si comprano i biglietti del tram non accetta contanti per paura delle rapine.

Il Bonde, il tram giallo, è il simbolo di questo quartiere. Un tempo era possibile salire a bordo anche solo tenendosi aggrappati da fuori, oggi per questioni di sicurezza si deve salire in modo ordinato e accomodarsi sulle panche di legno.  Noi lo abbiamo preso per tornare giù in centro, percorrendo le strade acciottolate, i murales sugli edifici e passando sopra all’acquedotto romano che segna l’ingresso nella zona centrale di Rio.

Alle porte di questo quartiere si trova la famosa Escalinada Selaron.

Per visitarla per bene bisognerebbe andarci la mattina all’alba. Durante il giorno infatti è letteralmente assediata dai turisti e fare una foto a modo è un’impresa impossibile!

Si tratta di una variopinta scalinata dipinta dell’artista di origine cilena Jorge Selarón negli anni 90, che accolto dalla città di Rio, ha ricambiato abbellendo i 215 gradini con un vivace carosello di colori.

 

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Un pò eccentrica ma assolutamente caratterizzante, l’artista ha voluto rendere omaggio ai vari popoli che vivono in Brasile, un omaggio a questo paese che lo ha accolto dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo.
Selaron ha raccolto oltre 2000 piastrelle da tutte le parti del mondo, da oltre 130 paesi, portate qui dai turisti o addirittura spedite e ha impiegato oltre 10 anni per decorarla.

Noi siamo andati a caccia delle piastrelle italiane, ma anche di quelle dipinte dall’artista con le donne delle favelas o altri dettagli della cultura carioca.

Passeggiare per Copacabana

La più bella descrizione del lungomare di Copacabana, l’ho trovata nel libro di Bruno Barba intitolato Rio De Janeiro. Copacabana è “un modo di essere più che un quartiere”.

E’ esattamente così. Noi abbiamo trovato le nuvole su una delle spiagge più famose al mondo ma in ogni caso, abbiamo osservato ragazzi e persone di ogni età andare in spiaggia coun telo o con una palla a piedi nudi sulla sabbia e fermarsi a giocare a futevolei, uno sport ibrido tra il calcio e la pallavolo.

Una spiaggia dove la vita mondana è un must, che al tramonto si anima con i chioschi che vendono il cocco e i barettini dove fermarsi a bere una birra ghiacciata o ancora meglio una caipirinha.

Copacabana è una sorta di stile di vita, un quartiere molto ambito negli anni addietro, un insieme di contraddizioni e di vita che pulsano dall’alba tramonto.

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Il grande marciapiede calçadao in mosaico bianco e nero a rappresentare le onde, è il più grande mosaico pubblico al mondo ed è qui che ogni Capodanno si tiene il più grande e affollato veglione al mondo!

Noi abbiamo passeggiato con grande curiosità ed un pizzico di attenzione su questo lungomare, osservando le decine e decine di gruppi di ragazzi che giocavano a futevolei, i gruppi che suonavano, i tornei di calcio più o meno improvvisati, i venditori ambulanti. E non ci siamo fatti mancare una sosta per una bella e buona caipirnha!

Visitare Rio de Janeiro – Dove mangiare

Caffetteria Colombo

Questa caffetteria si trova nel centro storico di Rio, nella centralissima Rua Gonçalves Dias. Quando la nostra guida ci aveva preannunciato questa sosta, non pensavamo di trovarvi davanti ad un locale così barocco, dalle sfumature europee. Dal 1894 accoglie l’alta borghesia carioca e i nostalgici europei per una pausa dolce a base delle migliori prelibatezze. Assolutamente da assaggiare il famoso brigadeiro al cioccolato (con cioccolata e latte condensato) e il pastel de nata (con panna).

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Pranzo da Belmonte

Questo ristorante si trova a Leme. Molto ampio e con spazio sia interno che esterno. Noi ci abbiamo pranzato il primo giorno, avendo l’hotel a pochissima distanza ed è stata anche la prima piquana con riso e fagioli che abbiamo assaggiato. I camerieri (come in qualsiasi altro posto) non parlano una parola di inglese quindi attenzione a cosa ordinate 😉

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Carretao

Cenare qui è un’esperienza. Dall’esterno vi sembrerà una churrascaria per turisti da cui stare alla larga. Ma non è così. Certamente frequentata principalmente da stranieri, ma vi consente di assaggiare le migliori carni brasiliane cucinate alla griglia e servite in modo teatrale. Sul tavolo troverete infatti un bollino rosso da una parte e verde dall’altro. Ebbene finché lo terrete con il colore verde verso l’alto, i camerieri si fermeranno al vostro piatto con degli enormi spiedi per tagliarvi una fetta di piquana, di filetto o di decine di altri pezzi di carne. Quando non ne vorrete più, dovrete girare sul rosso il bollino.

Pranzo al ristorante A Mineira

Questo ristorante offre un buono e ricco buffet a costo fisso. Si possono mangiare diversi piatti della tradizione carioca: dalla fejolada, alle frittelle di manioca, carne arrosto, salsicce, ma anche pesce e verdure. Molto buono anche il tipico budino al creme caramel. Frequentato da turisti e locali ma spazioso a sufficienza per non fare troppo coda.

Opus – un panino da 10 e lode!

Questa paninoteca l’abbiamo scoperta solo grazie alla nostra guida che ci ha portato in pieno centro per un pranzetto davvero locale! Si può scegliere tra panino con la salsiccia, la porchetta o il prosciutto, aggiungendo poi formaggio, cipolle caramellate o insalata. Il pane è fatto in casa ma praticamente non lo sentirete quasi dato che la caratteristiche del panino è la quantità di companatico che viene messo dentro.

Davvero godurioso. Pochissimi i posti intorno al bancone, se capitate in orario di punta dei brasiliani, ci sarà da aspettare ma vale davvero la pena!

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Ecco 11 cose da non perdere, dove mangiare e i nostri consigli per visitare Rio de Janeiro con i bambini
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